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Deposito lista testimoni: il rinvio riapre i termini a difesa

Un uomo condannato per danneggiamento aggravato ha impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo che l’accusa avesse effettuato il deposito lista testimoni oltre i termini di legge previsti dall’articolo 468 del codice di procedura penale. L’imputato riteneva illegittima la lista depositata dopo la revoca del decreto penale opposto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. I giudici hanno chiarito che, se l’udienza subisce un rinvio prima della formale apertura del dibattimento, le parti riacquistano il pieno diritto di depositare le proprie liste testimoniali nei termini calcolati rispetto alla nuova data. Non essendovi stata alcuna tardività e non avendo il difensore sollevato tempestivamente l’eccezione in appello, la condanna è divenuta definitiva con ulteriore sanzione pecuniaria a carico del ricorrente.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 38463 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 38463/2022)

Validità del deposito lista testimoni nel processo penale

Il tempestivo deposito lista testimoni rappresenta un adempimento fondamentale per garantire il diritto di difesa e la regolarità del dibattimento. Le parti processuali devono depositare i propri elenchi di prove orali almeno sette giorni prima della data fissata per l’udienza. Capita spesso che il calendario delle udienze subisca modifiche o rinvii preliminari. In queste situazioni processuali sorge il dubbio se i termini per depositare la lista debbano calcolarsi sulla prima convocazione o sulla nuova udienza fissata dal giudice.

La Suprema Corte ha affrontato un caso relativo a una condanna per danneggiamento aggravato scaturita dall’opposizione a un decreto penale. L’imputato ha contestato l’ammissione delle prove d’accusa, sostenendo che la lista del Pubblico Ministero fosse tardiva in quanto presentata dopo la prima udienza di comparizione.

La scansione temporale prima dell’apertura del dibattimento

Il codice di rito tutela il contraddittorio tra le parti imponendo termini chiari per la discovery (scoperta anticipata) degli elementi probatori. Il Pubblico Ministero e la difesa devono conoscere con anticipo i testimoni chiamati a deporre in aula. La legge stabilisce che il termine ordinario decorre a ritroso rispetto alla prima udienza di trattazione.

Tuttavia, la fase che precede l’apertura formale del dibattimento presenta una disciplina flessibile. Se il processo subisce un rinvio a nuova data prima che il giudice dichiari formalmente aperto il dibattimento, le parti non perdono i propri poteri processuali. Il rinvio preliminare resetta i termini per la formulazione delle richieste di prova.

Regole operative per il deposito lista testimoni e rinvii

La facoltà di indicare i testimoni rivive quando il rinvio avviene prima dell’apertura del dibattimento. La giurisprudenza di legittimità ha precisato che la parte riacquista integralmente il diritto di presentare la propria lista per la nuova udienza fissata.

Questa regola opera anche nell’ipotesi in cui il tribunale abbia dichiarato l’assenza dell’imputato o abbia revocato il precedente decreto penale opposto. La tardività non sussiste se il deposito rispetta il preavviso di legge calcolato sulla nuova data d’udienza. L’eccezione difensiva formulata dall’imputato deve inoltre rispettare precise preclusioni temporali, dovendo comparire già nell’atto di appello a pena di decadenza.

Le motivazioni dei giudici sul deposito lista testimoni

I magistrati hanno rilevato una duplice ragione di infondatezza del ricorso. In primo luogo, la difesa ha sollevato l’eccezione di tardività per la prima volta in sede di legittimità, omettendo di inserirla nei motivi di appello. Questa omissione rende l’eccezione tardiva e preclusa all’esame della Cassazione.

In secondo luogo, la Corte ha accertato che il giudice di merito aveva disposto il rinvio prima dell’apertura del dibattimento. Di conseguenza, l’accusa ha depositato legittimamente i propri testimoni entro i termini utili per la successiva udienza. Non si è verificata alcuna violazione dell’articolo 468 del codice di procedura penale.

Le conclusioni della Corte e le spese di giudizio

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza dei motivi addotti dal ricorrente. La decisione conferma integralmente la condanna inflitta nei gradi precedenti di giudizio.

Il collegio ha condannato l’imputato al pagamento di tutte le spese del procedimento giudiziario. L’inammissibilità dell’impugnazione ha comportato altresì la condanna al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Quando deve essere depositata la lista dei testimoni nel processo penale?
La lista deve essere depositata in cancelleria almeno sette giorni liberi prima della data fissata per il dibattimento.

Cosa accade ai termini se l’udienza viene rinviata prima dell’apertura del dibattimento?
Il rinvio disposto prima della formale apertura del dibattimento consente alle parti di presentare la lista testi calcolando i sette giorni rispetto alla nuova udienza.

Quali conseguenze comporta proporre un ricorso per cassazione manifestamente infondato?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e il ricorrente subisce la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione a favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Lista testi
Atto scritto con cui accusa o difesa indicano i testimoni che intendono ascoltare a processo, depositato prima dell'udienza.
Apertura del dibattimento
Fase formale in cui il giudice penale dichiara ufficialmente iniziato il processo vero e proprio per assumere le prove.
Decreto penale di condanna
Provvedimento rapido con cui il giudice applica direttamente una pena pecuniaria senza svolgere l'udienza ordinaria.
Inammissibilità
Provvedimento con cui il giudice rigetta un ricorso per vizi procedurali evidenti o per motivi manifestamente infondati.
Cassa delle ammende
Ente pubblico a cui la legge destina le somme pagate come sanzione da chi perde un ricorso inammissibile.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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