LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Danneggiamento Aggravato: Negata la Particolare Tenuità del Fatto

Un individuo è stato condannato per danneggiamento aggravato dopo aver aggredito la moglie e distrutto un computer presso una stazione dei Carabinieri, il tutto in stato di ubriachezza. La Corte d’Appello ha confermato la condanna. L’individuo ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo l’applicazione della “particolare tenuità del fatto”, una causa di non punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i giudici precedenti avessero correttamente escluso la particolare tenuità del fatto, considerando i numerosi precedenti penali dell’imputato e la sua condotta ostinata e sfrontata.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 35734 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 35734/2022)

Introduzione: La Particolare Tenuità del Fatto e il Caso di Danneggiamento Aggravato

Nel panorama giuridico italiano, la “particolare tenuità del fatto” rappresenta un principio fondamentale che permette di escludere la punibilità per reati di minima gravità. Questa ordinanza della Corte di Cassazione offre uno spaccato interessante su come i giudici valutano l’applicabilità di tale principio, specialmente in contesti dove la condotta dell’imputato presenta elementi di recidiva e ostinazione. Analizziamo un caso di danneggiamento aggravato che ha visto la Suprema Corte confermare la condanna, negando proprio la particolare tenuità del fatto.

I Fatti: Un Danneggiamento Aggravato con Precedenti

La vicenda ha inizio con un individuo che, in stato di ubriachezza volontaria, ha aggredito la propria moglie. Successivamente, presso la stazione dei Carabinieri di Valderice, ha distrutto un computer dell’ufficio. Questo comportamento ha portato alla sua condanna per il reato di danneggiamento aggravato. I giudici di primo grado hanno riconosciuto un’attenuante, ma hanno mantenuto la condanna, bilanciando le circostanze a favore e contro l’imputato.

Il Percorso Giudiziario: Dalla Condanna al Ricorso in Cassazione

La sentenza di primo grado è stata poi confermata dalla Corte d’Appello di Palermo. L’individuo, non rassegnato, ha deciso di proporre ricorso per cassazione. Il suo difensore ha sollevato un unico motivo di ricorso: la mancata applicazione dell’articolo 131 bis del codice penale, ovvero la causa di non punibilità per “particolare tenuità del fatto”. In pratica, l’imputato sosteneva che il suo gesto, pur essendo un reato, fosse di entità così lieve da non meritare una condanna penale.

Cos’è la Particolare Tenuità del Fatto?

L’articolo 131 bis del codice penale introduce la possibilità di non punire un reato quando, per le sue modalità, il danno o il pericolo causato sono minimi e la condotta dell’autore non è abituale. Questa norma mira a decongestionare il sistema giudiziario e a evitare condanne per fatti di scarsa rilevanza sociale. La valutazione della “particolare tenuità del fatto” richiede un’analisi complessa e congiunta di tutti gli aspetti della vicenda concreta. I giudici devono considerare le modalità della condotta, il grado di colpevolezza e l’entità del danno o del pericolo, come previsto dall’articolo 133, primo comma, del codice penale.

Quando la Particolare Tenuità del Fatto non si applica

La Suprema Corte ha un orientamento consolidato riguardo all’applicazione della “particolare tenuità del fatto”. Non basta che il danno sia oggettivamente modesto. I giudici devono esaminare attentamente la personalità dell’autore e la sua condotta complessiva. Se l’imputato ha numerosi precedenti penali, o se il suo comportamento rivela una particolare sfrontatezza (iattanza) e ostinazione (pervicacia), la causa di non punibilità non può essere applicata. Questi elementi indicano che il fatto non è così tenue da giustificare l’esclusione della punizione, anche se il danno materiale potrebbe non essere ingente.

Le motivazioni: La negazione della particolare tenuità del fatto

Nel caso specifico, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i giudici di merito avessero già escluso correttamente la “particolare tenuità del fatto”. La decisione si basava su due fattori cruciali: i “molteplici precedenti penali” dell’individuo e la sua “particolare iattanza e pervicacia”. Il fatto che l’aggressione alla moglie e la distruzione del computer fossero avvenute in stato di ubriachezza volontaria, e che l’individuo avesse già un passato criminale, ha pesato notevolmente. La motivazione dei giudici territoriali è stata considerata congrua e corretta, capace di resistere alle censure generiche presentate nel ricorso.

Le conclusioni: L’inammissibilità del ricorso e le sue conseguenze

Per tutte le ragioni esposte, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione comporta delle conseguenze dirette per il ricorrente. Secondo l’articolo 616 del codice di procedura penale, l’individuo è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre, è stato condannato a versare una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, una sanzione pecuniaria che viene determinata equitativamente in base ai profili di colpa emergenti dal ricorso stesso. La sentenza ha quindi confermato pienamente la condanna originaria, chiudendo definitivamente la vicenda giudiziaria.

Cos’è la particolare tenuità del fatto?
È una causa che esclude la punibilità di un reato quando questo è considerato di minima gravità, tenendo conto delle modalità della condotta, del danno causato e del grado di colpevolezza.

Quando non si applica la particolare tenuità del fatto?
Non si applica se il comportamento dell’autore è abituale, se i precedenti penali sono numerosi, o se la condotta mostra particolare sfrontatezza o ostinazione, rendendo il fatto non così “lieve”.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in Cassazione?
Un ricorso inammissibile non viene esaminato nel merito. Comporta la conferma della sentenza precedente e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende.

Termini giuridici

Ricorso per Cassazione
L'ultimo grado di giudizio in Italia, dove la Corte Suprema controlla se le leggi sono state applicate correttamente.
Inammissibile
Un ricorso o una richiesta che non può essere esaminata nel merito perché non rispetta i requisiti di legge o è manifestamente infondata.
Particolare tenuità del fatto
Una causa di non punibilità che si applica quando un reato è considerato così lieve da non giustificare una condanna penale, valutando la condotta, il danno e la colpevolezza.
Attenuante
Una circostanza che, se riconosciuta, può portare a una riduzione della pena per un reato.
Danneggiamento aggravato
Il reato di distruggere o rovinare beni altrui, reso più grave da specifiche circostanze previste dalla legge.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)