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Danneggiamento aggravato: l’assoluzione per perdono è nulla

Un uomo, accusato di lesioni e danneggiamento aggravato ai danni dell’ex moglie, era stato assolto in primo grado perché la vittima aveva ritirato la querela e ricevuto un risarcimento. Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione con ricorso per saltum. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il reato di danneggiamento aggravato da violenza o minaccia è procedibile d’ufficio. Di conseguenza, il ritiro della querela e il risarcimento del danno non possono giustificare l’assoluzione per insussistenza del fatto. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza di assoluzione, rinviando il caso alla Corte d’Appello per un nuovo giudizio.

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Pubblicato il 9 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il reato di danneggiamento aggravato e la tutela delle vittime

Quando si parla di conflitti familiari, le condotte violente possono sfociare in gravi conseguenze penali. Nel caso in esame, un uomo era accusato di lesioni personali e di danneggiamento aggravato ai danni della sua ex moglie. Il Tribunale di primo grado aveva assolto l’imputato perché la vittima aveva ritirato la querela e ottenuto il risarcimento dei danni. Tuttavia, la giustizia non si ferma davanti a un accordo privato se il reato commesso è particolarmente grave. La Corte di Cassazione ha chiarito che il danneggiamento aggravato da violenza o minaccia non richiede la querela della vittima per essere perseguito.

La differenza tra procedibilità d’ufficio e a querela di parte

Nel sistema penale italiano, alcuni reati richiedono la querela (la denuncia formale) della persona offesa per poter essere puniti. Se la vittima decide di perdonare il colpevole e ritira la querela, il processo si estingue. Altri reati, invece, sono considerati così gravi da essere procedibili d’ufficio. In questo secondo caso, una volta che lo Stato viene a conoscenza del fatto, il processo deve proseguire fino alla sentenza, anche se la vittima cambia idea o viene risarcita. Il danneggiamento commesso con violenza sulle persone o con minaccia rientra proprio in questa categoria di reati procedibili d’ufficio. La legge vuole proteggere l’ordine pubblico e l’incolumità dei cittadini, impedendo che pressioni esterne o risarcimenti economici cancellino la responsabilità penale per atti violenti.

Il ricorso per saltum e il ruolo del Procuratore Generale

Il Procuratore Generale ha deciso di non impugnare la sentenza davanti alla Corte d’Appello, ma di presentare direttamente un ricorso per saltum (un’impugnazione diretta in Cassazione senza passare per il secondo grado) alla Suprema Corte. Questa scelta si giustifica quando si contesta esclusivamente una violazione di legge, senza richiedere una nuova valutazione delle prove. Il Procuratore ha evidenziato come il giudice di primo grado avesse commesso un grave errore giuridico. Il Tribunale aveva infatti utilizzato elementi del tutto irrilevanti, come il risarcimento del danno e il ritiro della querela, per dichiarare che il fatto non sussisteva.

Le motivazioni della Cassazione sul danneggiamento aggravato

I giudici della Suprema Corte hanno ritenuto fondate le censure del Procuratore Generale. Nelle motivazioni della sentenza, la Cassazione ha ribadito che il reato di danneggiamento aggravato da violenza o minaccia è procedibile d’ufficio. Il Tribunale ha errato nel valorizzare la remissione della querela (il ritiro della denuncia) e l’avvenuto risarcimento del danno per pronunciare l’assoluzione. Questi elementi sono del tutto estranei alla struttura del reato e non possono escludere la responsabilità penale dell’autore. Inoltre, la giurisprudenza consolidata non richiede nemmeno un nesso di strumentalità tra la violenza e il danneggiamento per configurare l’aggravante. La semplice presenza di condotte violente o minacciose durante l’azione rende il fatto perseguibile d’ufficio dallo Stato.

Le conclusioni della Suprema Corte sul caso di danneggiamento aggravato

La decisione della Corte di Cassazione ristabilisce la corretta applicazione delle norme penali a tutela delle vittime di violenza. Accogliendo il ricorso del Procuratore Generale, la Suprema Corte ha annullato la sentenza di assoluzione emessa dal Tribunale. Il caso viene ora rinviato alla Corte d’Appello di Ancona per un nuovo giudizio. Il giudice d’appello dovrà valutare nuovamente la responsabilità dell’imputato attenendosi ai principi di diritto indicati. In questa sede, la difesa potrà eventualmente richiedere l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma l’assoluzione automatica basata sul perdono della vittima è stata definitivamente cancellata.

Quando il danneggiamento è procedibile d’ufficio?
Il reato è procedibile d’ufficio quando viene commesso con violenza sulle persone o con minaccia, impedendo l’estinzione del processo anche se la vittima ritira la denuncia.

Cosa succede se la vittima ritira la querela per danneggiamento aggravato?
Nei casi di danneggiamento aggravato da violenza o minaccia, il ritiro della querela non ha alcun effetto e il processo penale prosegue regolarmente.

Il risarcimento del danno cancella il reato di danneggiamento?
No, il risarcimento del danno può essere valutato dal giudice per attenuare la pena o applicare la particolare tenuità del fatto, ma non cancella automaticamente il reato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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