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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia

La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L’errore consisteva nell’indicazione di un nome di battesimo errato per uno degli imputati nel dispositivo. La Corte, applicando la procedura specifica, ha chiarito che si trattava di un mero lapsus e ha ordinato la rettifica, evidenziando l’importanza della precisione formale negli atti giudiziari per la corretta esecuzione delle decisioni.

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Pubblicato il 14 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 34263 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 5 n. 34263/2024)

Correzione Errore Materiale: La Cassazione Interviene per Garantire la Giustizia

Nel percorso della giustizia, la precisione è fondamentale. Ogni parola, nome e data all’interno di un atto giudiziario ha un peso specifico. Ma cosa succede quando, per una semplice svista, viene commesso un errore? La legge prevede uno strumento agile ed efficace: la correzione errore materiale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come questo istituto garantisca che un lapsus non comprometta l’integrità di una decisione.

Il Caso: Un Errore di Nome nel Dispositivo della Sentenza

La vicenda trae origine da una segnalazione di errore materiale relativa a una sentenza emessa dalla Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione. Nel dispositivo della sentenza, ovvero nella parte finale che riassume la decisione, in relazione all’annullamento con rinvio per uno degli imputati, era stato indicato un nome di battesimo errato. Invece del nome corretto dell’imputato, ne era stato trascritto un altro. Si trattava di un classico ‘lapsus calami’, un errore di scrittura che non alterava la sostanza della volontà del giudice ma che, se non corretto, avrebbe potuto creare incertezze e problemi nella fase esecutiva del giudizio.

La Procedura di Correzione Errore Materiale

Di fronte a questa segnalazione, la Corte di Cassazione ha agito d’ufficio, cioè di propria iniziativa, fissando un’udienza per procedere alla correzione errore materiale. La base giuridica di questo intervento si trova nell’articolo 625-bis, comma 3, del Codice di Procedura Penale. Questa norma consente di rettificare, con una procedura snella, gli errori o le omissioni di carattere materiale che non determinano la nullità dell’atto e la cui correzione non comporta una modifica sostanziale del provvedimento. È uno strumento essenziale per mantenere la coerenza e la chiarezza degli atti giudiziari senza dover ricorrere a complessi mezzi di impugnazione.

La Decisione della Corte Suprema

La Corte, esaminata la questione, ha riconosciuto senza esitazioni la presenza di un mero errore materiale. Ha quindi emesso un’ordinanza con cui ha disposto la correzione del dispositivo della precedente sentenza. La Corte ha stabilito che, laddove era stato scritto il nome errato, si dovesse intendere e leggere il nome corretto dell’imputato. Ha inoltre demandato alla cancelleria di effettuare le necessarie annotazioni sugli originali della sentenza, così da sanare formalmente l’errore e allineare il documento alla reale volontà decisoria.

Le Motivazioni

Le motivazioni alla base della decisione sono lineari e si fondano sulla natura stessa dell’errore. La Corte ha qualificato l’inesatta indicazione del nome come un ‘mero errore materiale’, sottolineando che esso non inficiava in alcun modo il processo logico-giuridico che aveva portato alla decisione di annullamento con rinvio per quella specifica posizione. La correzione era quindi un atto dovuto per ripristinare la corretta corrispondenza tra la volontà del collegio giudicante e la sua espressione formale nell’atto scritto. L’intervento si è reso necessario per garantire la certezza del diritto e la corretta esecuzione della sentenza emessa.

Le Conclusioni

Questa ordinanza, pur nella sua semplicità, ribadisce un principio cardine dello stato di diritto: l’importanza della precisione e della certezza degli atti giudiziari. L’istituto della correzione errore materiale dimostra come l’ordinamento sia dotato di strumenti flessibili per rimediare a sviste umane senza compromettere la sostanza delle decisioni. Assicura che i diritti delle parti siano tutelati non solo nel merito, ma anche nella forma, garantendo che ogni provvedimento sia chiaro, inequivocabile e correttamente eseguibile.

Cos’è un errore materiale secondo questa ordinanza?
È una svista o un’inesattezza nell’atto giudiziario, come l’indicazione di un nome errato, che non incide sulla volontà del giudice né sulla sostanza della decisione.

Come interviene la Corte di Cassazione per correggere un errore materiale?
La Corte può agire d’ufficio, sulla base dell’art. 625-bis del codice di procedura penale, fissando un’apposita procedura in camera di consiglio per deliberare la correzione, che viene poi disposta tramite un’ordinanza.

Qual è stata la conseguenza pratica della correzione nel caso di specie?
La Corte ha ordinato di sostituire il nome di battesimo errato con quello corretto nel dispositivo della sentenza, mandando alla cancelleria di annotare tale modifica sugli atti originali per garantire la corretta esecuzione della decisione.

Termini giuridici

Ordinanza
Provvedimento del giudice che non decide sul merito della causa, ma regola lo svolgimento del processo o risolve questioni procedurali.
Errore materiale
Sbaglio o svista involontaria in un atto giudiziario (es. un nome, una data, un calcolo) che non incide sulla volontà del giudice e può essere corretto con una procedura semplificata.
Dispositivo
La parte finale di una sentenza o ordinanza in cui il giudice enuncia la sua decisione in modo conciso, ordinando cosa si deve fare.
Annullamento con rinvio
Decisione della Corte di Cassazione che annulla una sentenza di un giudice precedente e rimanda il caso ad un altro giudice (dello stesso grado di quello che ha emesso la sentenza annullata) per un nuovo giudizio.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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