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Atto abnorme o insistenza del PM? La Cassazione fa chiarezza

Il Pubblico Ministero chiedeva l’archiviazione di un caso di truffa, ma il Giudice per le indagini preliminari dichiarava la propria incompetenza territoriale, restituendo gli atti. Il Pubblico Ministero, ritenendo errata la decisione, presentava nuovamente la stessa richiesta di archiviazione allo stesso giudice. Quest’ultimo restituiva ancora gli atti richiamando la precedente decisione. Il Pubblico Ministero ricorreva in Cassazione, lamentando la presenza di un atto abnorme che bloccava il processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la restituzione degli atti da parte del giudice non costituisce un atto abnorme, poiché il magistrato si è limitato a ribadire una decisione già presa di fronte a una insistenza non consentita della pubblica accusa.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 34800 Anno 2023
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Pubblicato il 20 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 34800 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 2 n. 34800/2023)

Quando la restituzione degli atti non costituisce un atto abnorme

Nel processo penale, il conflitto tra uffici giudiziari può rallentare le indagini. Spesso si discute sui limiti dei poteri del giudice e del pubblico ministero. La Corte di Cassazione ha affrontato un caso emblematico riguardante la definizione di atto abnorme (un provvedimento così strano o insolito da uscire dal sistema delle regole). La vicenda nasce da una contestazione di truffa in cui il Pubblico Ministero voleva chiudere il caso. Il Giudice per le indagini preliminari ha invece rilevato la propria incompetenza territoriale. Questa decisione ha innescato un rimpallo di documenti tra i due uffici giudiziari.

Il contrasto sulla competenza territoriale e la reazione del magistrato

Il Pubblico Ministero ha presentato una richiesta di archiviazione per un reato di truffa in concorso. Durante l’udienza camerale, il Giudice per le indagini preliminari ha analizzato gli atti e ha dichiarato che il fatto non apparteneva alla sua competenza geografica. Per questo motivo, il giudice ha restituito il fascicolo al Pubblico Ministero affinché lo trasmettesse al magistrato del territorio competente. Il Pubblico Ministero non ha accettato questa valutazione. Invece di trasferire le carte all’ufficio corretto, ha ripresentato la stessa identica richiesta di archiviazione allo stesso ufficio del giudice. Il Pubblico Ministero sosteneva che il luogo di consumazione del reato fosse sconosciuto e che quindi il tribunale originario dovesse comunque decidere sul caso. Il Giudice ha risposto restituendo nuovamente gli atti senza fissare una nuova udienza, richiamando semplicemente la sua precedente ordinanza di incompetenza.

Il ricorso del Pubblico Ministero e il concetto di atto abnorme

Il Pubblico Ministero ha impugnato questo secondo rifiuto davanti alla Corte di Cassazione. L’accusa sosteneva che il comportamento del giudice avesse creato un blocco insuperabile del processo, impedendo qualsiasi sviluppo delle indagini. Secondo questa tesi, il giudice avrebbe dovuto fissare una nuova udienza camerale per discutere l’archiviazione, invece di liquidare la richiesta con una semplice annotazione scritta in calce al documento. Il Pubblico Ministero ha quindi qualificato il provvedimento del giudice come un atto abnorme. Questo concetto indica un atto che, per la sua singolarità strutturale o per i suoi effetti funzionali, paralizza il normale svolgimento del procedimento penale, violando il principio costituzionale della ragionevole durata del processo.

Le motivazioni della Cassazione sul presunto atto abnorme

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Pubblico Ministero. I giudici di legittimità hanno spiegato che l’atto abnorme si verifica solo in casi estremi. Questo accade quando il provvedimento si colloca totalmente fuori dal sistema della legge processuale, oppure quando determina una stasi insuperabile del processo. Nel caso specifico, il Giudice per le indagini preliminari ha agito correttamente. Il giudice aveva già deciso sulla propria incompetenza con una regolare ordinanza. La successiva insistenza del Pubblico Ministero rappresentava una contestazione fuori dalle regole. Il giudice non aveva l’obbligo di convocare una nuova udienza per discutere una questione già risolta. La semplice restituzione degli atti rappresenta una risposta logica a una richiesta presentata in modo anomalo.

Le conclusioni sul corretto svolgimento del processo penale

La decisione della Suprema Corte conferma che le parti non possono aggirare i provvedimenti del giudice attraverso la reiterazione delle medesime istanze. La restituzione dei documenti non ha creato alcun blocco processuale. Il Pubblico Ministero deve semplicemente seguire le indicazioni del giudice e trasmettere il fascicolo all’ufficio competente per territorio. Questo principio garantisce il rispetto delle regole di competenza e assicura la ragionevole durata del processo. La Cassazione ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la piena validità dell’operato del giudice.

Cosa si intende per atto abnorme nel processo penale?
Si tratta di un provvedimento insolito o strano che si colloca completamente al di fuori del sistema delle regole processuali o che blocca lo svolgimento del processo.

Cosa succede se il giudice dichiara la propria incompetenza territoriale?
Il giudice restituisce gli atti al Pubblico Ministero affinché quest’ultimo trasmetta il fascicolo al tribunale geograficamente competente per quel reato.

Il Pubblico Ministero può ripresentare la stessa richiesta dopo una dichiarazione di incompetenza?
No, il Pubblico Ministero non può insistere presso lo stesso giudice ma deve conformarsi alla decisione e trasferire gli atti all’ufficio competente.

Termini giuridici

Atto abnorme
Un provvedimento insolito o strano che non rientra nei poteri del giudice o che blocca il processo senza motivo.
Incompetenza territoriale
La situazione in cui un giudice non può decidere su un caso perché il reato è avvenuto in un'altra zona geografica.
Richiesta di archiviazione
La domanda con cui il Pubblico Ministero chiede al giudice di chiudere le indagini senza fare un processo.
Giudice per le indagini preliminari
Il magistrato che controlla la regolarità delle indagini e decide sulle richieste di archiviazione o rinvio a giudizio.
Pubblico Ministero
Il magistrato che conduce le indagini e rappresenta l'accusa per conto dello Stato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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