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Targa provvisoria: limiti e sanzioni stradali

Il Tribunale ha confermato la sanzione amministrativa a carico di un conducente e della sua azienda per aver utilizzato una targa provvisoria per il trasporto di merci. La decisione chiarisce che il foglio di via non autorizza attività commerciali, ma solo il transito tecnico o l’esportazione. La motivazione si basa sulla prevalenza del Codice della Strada nazionale rispetto alle convenzioni internazionali per quanto concerne la sicurezza e la regolarità della circolazione.

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Pubblicato il 9 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Targa provvisoria: i rischi del trasporto merci non autorizzato

L’utilizzo della targa provvisoria è un tema che genera spesso confusione tra gli operatori del trasporto internazionale. Molti ritengono erroneamente che il possesso di un titolo autorizzativo straniero, come quello austriaco, possa bypassare le rigide norme del Codice della Strada italiano. Tuttavia, una recente sentenza del Tribunale di Trieste ha ribadito principi fondamentali che ogni azienda di trasporti dovrebbe conoscere per evitare pesanti sanzioni amministrative.

Il caso: circolazione irregolare con targa provvisoria

La vicenda trae origine da un controllo della Polizia Stradale che ha intercettato un semirimorchio munito di targa temporanea austriaca mentre effettuava il trasporto di altri due semirimorchi smontati. Gli agenti hanno contestato la violazione dell’articolo 99 del Codice della Strada, che disciplina la circolazione con foglio di via. Secondo l’autorità, il mezzo non stava semplicemente transitando per scopi tecnici o di esportazione, ma stava svolgendo un vero e proprio servizio di trasporto merci, attività non consentita con quel tipo di immatricolazione temporanea.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale ha rigettato integralmente l’appello proposto dal conducente e dalla società datrice di lavoro. I giudici hanno chiarito che, sebbene la Convenzione di Vienna del 1968 legittimi la circolazione internazionale di veicoli con targhe temporanee, questi devono comunque rispettare le norme interne dello Stato in cui transitano. In Italia, l’articolo 99 limita l’uso della targa provvisoria a casi tassativi: accertamenti tecnici, transito ai confini per l’esportazione o partecipazione a mostre autorizzate. Il trasporto di merci esula completamente da queste finalità.

Responsabilità solidale dell’azienda

Un punto cruciale della sentenza riguarda la responsabilità dell’azienda. La società aveva tentato di sottrarsi alla sanzione sostenendo di non essere la proprietaria del mezzo ma un semplice vettore. Il Giudice ha però applicato l’articolo 196 del Codice della Strada, stabilendo che il datore di lavoro risponde sempre in solido per le violazioni commesse dai propri dipendenti nell’esercizio delle loro funzioni. La relazione di dipendenza rende l’attività del conducente direttamente riferibile all’impresa.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza poggiano sulla necessità di garantire la sicurezza stradale e la regolarità della circolazione. Il Tribunale ha osservato che la targa temporanea non può diventare uno strumento per eludere le norme sull’immatricolazione ordinaria durante lo svolgimento di attività commerciali. Inoltre, è stata respinta l’esimente della buona fede: i professionisti del settore sono tenuti per legge a conoscere le normative vigenti nel territorio in cui operano. La reiterazione di simili condotte da parte della società ha ulteriormente dimostrato la consapevolezza dell’irregolarità, definita dai giudici come un vero e proprio modus operandi aziendale.

Le conclusioni

In conclusione, l’appello è stato respinto con la conferma della sentenza di primo grado e la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese di lite. La pronuncia sottolinea come l’utilizzo della targa provvisoria debba rimanere strettamente legato a fini tecnici e di trasferimento, senza mai sconfinare nel trasporto di beni. Per le imprese di logistica, questo significa che ogni trasporto effettuato sul suolo italiano deve avvenire con mezzi regolarmente immatricolati, pena la nullità delle difese basate sulla presunta prevalenza del diritto internazionale su quello nazionale.

È consentito trasportare beni su un veicolo con targa provvisoria?
No, la normativa nazionale permette la circolazione con targa provvisoria solo per scopi tecnici, come test o transito verso il confine per l’esportazione, vietando espressamente il carico di merci.

L’azienda risponde della sanzione se il veicolo è condotto da un dipendente?
Sì, l’azienda datrice di lavoro è considerata obbligata in solido con il conducente per le violazioni del Codice della Strada commesse durante l’esecuzione dell’incarico professionale.

La Convenzione di Vienna prevale sulle norme stradali italiane?
No, sebbene la Convenzione legittimi la circolazione internazionale, i veicoli stranieri devono comunque rispettare le disposizioni specifiche del Codice della Strada vigente nel territorio italiano durante il transito.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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