LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Spedizione assegno posta ordinaria: concorso di colpa

Una società assicurativa ha spedito un assegno non trasferibile tramite posta ordinaria. Il titolo è stato sottratto e incassato da un truffatore. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18047/2024, ha stabilito che la scelta della spedizione assegno posta ordinaria costituisce un concorso di colpa del mittente. Tale modalità, infatti, espone il titolo a un rischio superiore, riducendo la responsabilità dell’ente pagatore che è stato negligente nell’identificazione del presentatore. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione della ripartizione delle colpe.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Spedizione Assegno Posta Ordinaria: Quando il Mittente è Corresponsabile del Danno

La scelta della modalità di spedizione di un titolo di credito, come un assegno, non è una decisione priva di conseguenze legali. La spedizione assegno posta ordinaria, sebbene economica e diffusa, espone il mittente a rischi significativi che possono portare a un concorso di colpa in caso di furto e riscossione fraudolenta. L’ordinanza n. 18047/2024 della Corte di Cassazione ribadisce questo principio, chiarendo come la prudenza nella scelta del mezzo di invio sia un dovere per chi vuole tutelare i propri interessi.

Il Caso: Un Assegno Spedito e Incassato Fraudolentemente

Una compagnia assicurativa emetteva un assegno di traenza non trasferibile per un valore di 2.150,00 euro a favore di un proprio cliente. L’assegno veniva spedito utilizzando il servizio di posta ordinaria. Sfortunatamente, il titolo non giungeva mai a destinazione: veniva intercettato e successivamente incassato presso un ufficio postale da un soggetto non legittimato, che si presentava con un nome molto simile a quello del reale beneficiario.

La compagnia assicurativa, ritenendo l’operatore postale responsabile per negligenza nell’identificazione del presentatore, agiva in giudizio per ottenere il risarcimento del danno. Mentre il Tribunale, in secondo grado, accoglieva la domanda della compagnia, l’operatore postale proponeva ricorso per Cassazione.

La Decisione del Tribunale e i Motivi del Ricorso

Il giudice di merito aveva riconosciuto la piena responsabilità dell’operatore postale, evidenziando le carenze nel processo di identificazione. Secondo il Tribunale, sarebbe stata sufficiente una più attenta disamina dei documenti per rifiutare il pagamento. Inoltre, aveva escluso qualsiasi rilevanza alla modalità di spedizione scelta dall’assicurazione, affermando che il possesso materiale del titolo da parte del truffatore non poteva generare alcun legittimo affidamento nell’operatore postale.

Spedizione Assegno Posta Ordinaria e Concorso di Colpa: La Decisione della Cassazione

La Corte di Cassazione ha parzialmente ribaltato la decisione di merito, accogliendo il motivo di ricorso relativo al concorso di colpa del mittente.

La Rilevanza della Modalità di Spedizione

Il punto centrale della decisione è l’affermazione che la scelta di utilizzare la posta ordinaria per inviare un assegno costituisce una condotta negligente da parte del mittente. La Corte, richiamando un consolidato orientamento delle Sezioni Unite, ha spiegato che optare per un metodo di spedizione non tracciabile e privo di garanzie, pur in presenza di alternative più sicure (come la posta raccomandata, l’assicurata o strumenti di pagamento elettronici), equivale ad assumersi consapevolmente un rischio.

Questa scelta comporta l’esposizione volontaria del mittente a un “margine di rischio superiore a quello ritenuto accettabile alla stregua delle regole di comune prudenza”. Di conseguenza, tale condotta si configura come un antecedente causale del danno, concorrendo con l’eventuale negligenza dell’ente pagatore.

La Negligenza dell’Operatore Postale: un Motivo Inammissibile

La Cassazione ha invece dichiarato inammissibile il motivo di ricorso con cui l’operatore postale contestava la propria negligenza. La Corte ha ritenuto che il ricorrente non avesse colto la vera ratio decidendi della sentenza di merito. Il Tribunale, infatti, aveva basato la propria valutazione non tanto sul tipo di documento di identità esibito (una patente di guida, notoriamente falsificabile), quanto sulla mancata verifica della corrispondenza tra il nome del beneficiario sull’assegno e quello del presentatore. Su questo specifico punto, la censura del ricorrente è stata giudicata inefficace.

Le Motivazioni della Corte

La Corte Suprema ha motivato la propria decisione basandosi sul principio della causalità adeguata e del concorso del fatto colposo del creditore (art. 1227 c.c.). Se è vero che l’operatore postale ha un dovere di diligenza professionale nell’identificare chi incassa un assegno, è altrettanto vero che il mittente ha il dovere di agire con prudenza per preservare i propri interessi e quelli degli altri soggetti coinvolti. La spedizione di un assegno tramite posta ordinaria implica la perdita di ogni controllo sulla fase di trasmissione e l’impossibilità di verificarne l’esito, una condotta che contribuisce a creare le condizioni per l’evento dannoso. Pertanto, la responsabilità del danno non può ricadere interamente sull’ente pagatore, ma deve essere ripartita in base al grado di colpa di ciascuna parte.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa ordinanza conferma un importante principio di diritto: chi spedisce un assegno tramite posta ordinaria si assume una parte della responsabilità in caso di furto e pagamento fraudolento. La conseguenza pratica è una riduzione del risarcimento del danno ottenibile. Per aziende e privati, la lezione è chiara: per l’invio di assegni o altri valori, è indispensabile utilizzare metodi di spedizione tracciabili e sicuri, come la posta raccomandata o assicurata, o preferire strumenti di pagamento elettronici che eliminano del tutto il rischio di sottrazione fisica del titolo.

Spedire un assegno non trasferibile con posta ordinaria è una condotta negligente?
Sì, secondo la Corte di Cassazione, la spedizione per posta ordinaria di un assegno, anche se munito di clausola di intrasferibilità, costituisce una condotta idonea a giustificare l’affermazione del concorso di colpa del mittente, in quanto lo espone volontariamente a un rischio superiore a quello consentito dalle regole di comune prudenza.

Se chi paga l’assegno è negligente nell’identificare chi lo incassa, la colpa del mittente che ha usato la posta ordinaria viene annullata?
No, la colpa del mittente non viene annullata. La negligenza dell’ente pagatore e quella del mittente concorrono a causare il danno. La responsabilità andrà quindi ripartita tra i due soggetti in base alla gravità delle rispettive condotte, con una conseguente riduzione del risarcimento dovuto al mittente.

Qual è l’effetto pratico del concorso di colpa del mittente?
L’effetto pratico è che il mittente dell’assegno non potrà ottenere il risarcimento integrale del danno subito. Il giudice, valutate le circostanze del caso concreto, determinerà in quale percentuale la condotta del mittente ha contribuito al verificarsi del danno e ridurrà di conseguenza l’importo della condanna al risarcimento a carico dell’ente pagatore.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati