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Soccombenza reciproca e spese legali: la guida

Un utente ha citato un operatore telefonico per ottenere il rimborso di spese di spedizione fattura e il risarcimento danni. Mentre il rimborso di pochi centesimi è stato accolto, la richiesta risarcitoria di centinaia di euro è stata respinta. La Cassazione ha confermato che in caso di accoglimento parziale delle domande, ovvero soccombenza reciproca, il giudice ha il potere discrezionale di compensare le spese legali tra le parti, purché non le ponga a carico della parte vittoriosa.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Soccombenza reciproca e spese legali: la decisione della Cassazione

La gestione delle spese processuali rappresenta uno degli aspetti più delicati di ogni contenzioso. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 35766/2023, ha fornito importanti chiarimenti sulla soccombenza reciproca e sulla discrezionalità del giudice nel ripartire i costi del giudizio quando le pretese di un attore vengono accolte solo in minima parte.

L’origine della controversia

La vicenda nasce dall’azione legale intrapresa da un utente contro un operatore di telecomunicazioni. Il ricorrente lamentava l’addebito illegittimo di spese di spedizione della fattura (pari a 0,52 euro) e richiedeva contestualmente un risarcimento danni di 300 euro. Sebbene il primo grado avesse accolto la domanda restitutoria condannando l’operatore alle spese, il Tribunale in appello ha riformato la decisione sulla regolazione delle spese, disponendone la compensazione integrale tra le parti.

Il ricorso in Cassazione

L’utente ha impugnato la decisione sostenendo che, essendo stata accolta la sua domanda principale (la restituzione), non potesse configurarsi una soccombenza reciproca. Secondo il ricorrente, il rigetto della domanda risarcitoria non avrebbe dovuto influire sulla condanna dell’operatore al pagamento delle spese legali, considerando anche la sproporzione tra quanto ottenuto e quanto negato.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la soccombenza reciproca si configura non solo in presenza di domande contrapposte, ma anche quando un’unica domanda articolata in più capi venga accolta solo parzialmente. Il giudice di merito possiede un ampio potere discrezionale nel valutare l’opportunità di compensare le spese. L’unico limite invalicabile è il divieto di condannare la parte vittoriosa al pagamento delle spese in favore della parte soccombente. Nel caso in esame, poiché l’utente ha ottenuto solo il rimborso di pochi centesimi a fronte del rigetto di una pretesa risarcitoria molto più elevata, la scelta di compensare le spese è apparsa logicamente motivata e giuridicamente corretta.

Le conclusioni

Questa ordinanza conferma che la vittoria in giudizio non garantisce automaticamente il recupero delle spese legali se le pretese accessorie vengono respinte. La soccombenza reciproca funge da correttivo per evitare che azioni legali basate su pretese sproporzionate gravino interamente sulla controparte. Per i cittadini, ciò implica la necessità di calibrare con estrema attenzione ogni richiesta giudiziale, poiché il rigetto di una parte delle domande può portare alla perdita del diritto al rimborso delle spese di difesa, rendendo il processo economicamente svantaggioso.

Quando si verifica la soccombenza reciproca?
Si verifica quando il giudice accoglie solo parzialmente le richieste di una parte o quando rigetta alcune domande accogliendone altre nello stesso processo.

Il giudice può compensare le spese se vinco solo in parte?
Sì, il giudice ha il potere discrezionale di disporre la compensazione totale o parziale delle spese legali in caso di accoglimento parziale delle pretese.

La parte vittoriosa può essere condannata a pagare le spese?
No, il principio fondamentale del diritto processuale vieta di porre le spese di lite a carico della parte che è risultata, anche solo parzialmente, vittoriosa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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