LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Segnalazione Centrale Rischi: i criteri di legittimità

La Corte di Cassazione chiarisce che la segnalazione Centrale Rischi a sofferenza non può derivare dal mero inadempimento di un debito. La banca deve valutare la situazione patrimoniale complessiva del debitore, verificando l’esistenza di una grave e non transitoria difficoltà economica. La Corte ha inoltre riconosciuto il diritto al risarcimento per le società collegate che subiscono danni diretti, come il diniego di credito, a causa di segnalazioni errate.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto Bancario, Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Segnalazione Centrale Rischi: la Cassazione chiarisce i limiti

La gestione dei rapporti bancari richiede estrema precisione, specialmente quando si parla di Segnalazione Centrale Rischi. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha riportato l’attenzione sui presupposti necessari affinché una banca possa segnalare un cliente “a sofferenza”, stabilendo principi fondamentali per la tutela delle imprese e dei professionisti.

Il caso: inadempimento contrattuale vs stato di insolvenza

La vicenda trae origine dall’azione legale intrapresa da due società nei confronti di un istituto di credito. Le attrici lamentavano una Segnalazione Centrale Rischi illegittima relativa a un debito derivante da un contratto di leasing. Tale segnalazione aveva causato il diniego di un mutuo a una delle due società, nonostante quest’ultima non fosse direttamente la debitrice segnalata, ma una consociata colpita indirettamente dal discredito creditizio.

Nei primi due gradi di giudizio, la domanda risarcitoria era stata rigettata. I giudici di merito avevano ritenuto che il semplice mancato pagamento dei canoni di leasing giustificasse la segnalazione, escludendo inoltre la responsabilità della banca nei confronti della società collegata per carenza di legittimazione.

La decisione della Corte di Cassazione sulla Segnalazione Centrale Rischi

La Suprema Corte ha ribaltato le decisioni precedenti, accogliendo il ricorso delle società. Il punto focale della decisione riguarda la distinzione tra il semplice inadempimento (il ritardo o il mancato pagamento di una rata) e lo stato di sofferenza. Secondo gli Ermellini, la Segnalazione Centrale Rischi a sofferenza richiede una valutazione negativa della situazione patrimoniale complessiva del cliente, che deve essere caratterizzata da una grave e non transitoria difficoltà economica.

La Corte ha precisato che non è sufficiente un singolo debito non pagato se l’impresa gode complessivamente di una buona salute finanziaria. La banca ha l’obbligo di analizzare i bilanci e la capacità patrimoniale dell’intero gruppo o del singolo debitore prima di procedere a un atto così lesivo della reputazione creditizia.

La tutela delle società collegate

Un altro aspetto di grande rilievo riguarda il danno subito dalla società collegata. La Cassazione ha stabilito che se una società subisce il rigetto di un finanziamento a causa della Segnalazione Centrale Rischi di una sua consociata, essa ha il diritto di agire per il risarcimento dei danni. Il legame tra l’illecito della banca e il danno subito (il diniego del credito) crea un rapporto di causalità diretto che deve essere riconosciuto in sede giudiziaria.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte risiedono nella violazione della disciplina regolamentare emanata dalla Banca d’Italia e dal CICR. La nozione di insolvenza utile per la segnalazione non coincide necessariamente con quella fallimentare, ma deve comunque riflettere una situazione di oggettiva e grave criticità economica. Ommettere questa verifica significa agire in violazione dei principi di correttezza e buona fede che devono regolare il rapporto tra banca e cliente.

Le conclusioni

Le conclusioni tratte dall’ordinanza confermano che il sistema bancario non può utilizzare la segnalazione come uno strumento di pressione automatica in caso di morosità. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio, imponendo alla Corte d’Appello di rivalutare i fatti applicando il principio secondo cui la sofferenza deve emergere da un’analisi patrimoniale approfondita e non dal mero dato contabile di una rata scaduta.

Quando una segnalazione alla Centrale Rischi è considerata illegittima?
La segnalazione è illegittima quando si basa esclusivamente sul mancato pagamento di un debito senza una verifica della situazione patrimoniale complessiva che attesti una grave e non transitoria difficoltà economica.

Una società può chiedere i danni se una sua collegata è segnalata ingiustamente?
Sì, se la società dimostra che la segnalazione illegittima della collegata ha causato un danno diretto alla propria attività, come ad esempio il diniego di un mutuo o di una linea di credito.

Qual è la differenza tra inadempimento e stato di sofferenza bancaria?
L’inadempimento è il semplice ritardo o mancato pagamento di un debito contrattuale, mentre la sofferenza bancaria richiede una situazione di crisi finanziaria equiparabile allo stato di insolvenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati