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Risarcimento danni crimini di guerra: spetta a Roma

L’Erede di due soldati deportati e costretti ai lavori forzati durante il secondo conflitto mondiale ha chiesto il risarcimento danni crimini di guerra, citando in giudizio lo Stato Tedesco e lo Stato Italiano. Il Tribunale di Venezia ha rifiutato la competenza e ha trasmesso gli atti alla Corte di Cassazione. I giudici supremi hanno stabilito che la competenza spetta inderogabilmente al Tribunale di Roma. Questo perché l’azione risarcitoria ha coinvolto fin dall’inizio anche l’amministrazione statale italiana. Di conseguenza, si applicano le regole del foro erariale e della tesoreria centrale del Ministero dell’Economia situata a Roma, dove risiede la gestione esclusiva del fondo speciale per i ristori.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 23728 Anno 2026 (Cass. civ. sez. 3 n. 23728/2026)

Il caso del risarcimento danni crimini di guerra tra Italia e Germania

Un’erede di due soldati italiani deportati durante la seconda guerra mondiale ha avviato un’azione legale per ottenere il risarcimento danni crimini di guerra. I congiunti dell’attrice avevano subito la prigionia e i lavori forzati in Germania e Polonia. La donna ha citato in giudizio sia lo Stato estero responsabile dell’illecito sia lo Stato italiano. La richiesta puntava ad ottenere la condanna solida dei due Governi per le gravi sofferenze patite dai familiari.

La vicenda ha generato un lungo conflitto di competenza tra i giudici territoriali. Il primo tribunale adito ha declinato la propria competenza e ha inviato le carte a una seconda sede locale. Quest’ultimo giudice ha però rifiutato di trattare il processo e ha sollevato la questione davanti alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno quindi dovuto chiarire quale ufficio giudiziario fosse competente per territorio a decidere la controversia.

Le regole sulla competenza per il risarcimento danni crimini di guerra

La normativa speciale ha istituito un Fondo Ristori presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per soddisfare il risarcimento danni crimini di guerra. Questa struttura pubblica garantisce la copertura finanziaria per le vittime delle violazioni commesse dalle forze del Terzo Reich. I crediti risarcitori accertati da sentenze definitive vengono pagati attingendo direttamente a questa riserva statale.

Quando la vittima o i suoi eredi decidono di citare direttamente lo Stato italiano insieme allo Stato estero, cambiano le norme processuali applicabili. La presenza dell’amministrazione pubblica italiana fin dall’atto introduttivo attiva le regole del foro erariale. Questo criterio attribuisce la competenza al tribunale del capoluogo del distretto in cui opera l’ufficio dell’Avvocatura dello Stato. Il luogo dell’adempimento dell’obbligazione coincide con la sede della tesoreria centrale dello Stato.

Le motivazioni della decisione della Suprema Corte

I giudici della Corte di Cassazione hanno analizzato il cumulo di domande proposto dall’erede verso entrambi i Governi. La chiamata in causa diretta dell’amministrazione statale italiana impone l’applicazione delle norme inderogabili sulla competenza territoriale. La legge stabilisce che l’erogazione concreta dei risarcimenti avviene esclusivamente tramite la Direzione dei servizi del Tesoro situata nella Capitale.

Le tesorerie territoriali svolgono soltanto compiti secondari e operativi di supporto. Di conseguenza, il giudice competente non coincide con il luogo del fatto illecito né con il domicilio del danneggiato. La competenza spetta inderogabilmente al Tribunale di Roma in forza del criterio del luogo stabilito per l’adempimento del pagamento. La scelta di convenire subito la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Economia rende lo Stato italiano una parte originaria del processo.

Le conclusioni sulla competenza territoriale e sul prosieguo della causa

La decisione della Cassazione stabilisce in modo definitivo che il processo deve svolgersi davanti al Tribunale di Roma. I giudici supremi hanno dichiarato la competenza della sede capitolina e hanno concesso alle parti un termine di tre mesi per riassumere il giudizio. L’azione legale proseguirà regolarmente senza perdere gli effetti della citazione originaria.

I familiari delle vittime che intendono chiamare in causa lo Stato italiano devono fare riferimento al tribunale della Capitale. Questa regola assicura uniformità nella gestione delle somme destinate al ristoro dei danni bellici. L’erede potrà quindi continuare la propria battaglia giudiziaria per il riconoscimento dei diritti spettanti ai propri danti causa.

Quale tribunale è competente per chiedere il risarcimento dei danni da crimini di guerra se si cita lo Stato italiano?
Se la causa viene avviata fin dall’inizio anche contro lo Stato italiano, la competenza spetta inderogabilmente al Tribunale di Roma, poiché presso la Capitale si trova la tesoreria centrale che eroga le somme del Fondo Ristori.

Cosa accade se la causa risarcitoria viene iniziata davanti a un tribunale errato?
Il giudice adito dichiara la propria incompetenza e le parti hanno tre mesi di tempo per riassumere la causa davanti al Tribunale di Roma, salvando tutti gli effetti della domanda originaria.

Come vengono pagati i risarcimenti alle vittime dei crimini di guerra commessi dal Terzo Reich?
I risarcimenti riconosciuti da sentenze passate in giudicato vengono erogati esclusivamente a valere su un apposito Fondo Ristori gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Termini giuridici

Forum destinatae solutionis
Criterio che individua il giudice competente in base al luogo in cui deve essere eseguita l'obbligazione di pagamento.
Contumacia
Situazione del processo in cui una parte decide volontariamente di non costituirsi né difendersi in giudizio.
Foro erariale
Regola che attribuisce la competenza al tribunale del luogo in cui ha sede l'Avvocatura dello Stato per le cause che coinvolgono l'amministrazione statale.
Translatio iudicii
Meccanismo che consente di trasferire la causa davanti al giudice corretto salvando gli effetti della prima domanda.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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