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Rimborso oneri esproprio: chi paga i costi extra?

La Corte di Cassazione ha stabilito che i soci assegnatari di alloggi in cooperativa edilizia devono rimborsare al Comune i maggiori costi derivanti da un contenzioso sull’indennità di esproprio dei terreni. La decisione si fonda sul principio del pareggio economico e sugli obblighi contrattuali assunti dagli assegnatari. Il rimborso degli oneri di esproprio diventa quindi un onere trasferibile se previsto negli atti negoziali.

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Rimborso Oneri Esproprio: la Cassazione Fa Chiarezza sugli Obblighi dei Soci di Cooperative Edilizie

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale per l’edilizia convenzionata: il rimborso oneri esproprio. La questione centrale riguarda chi debba sostenere i costi aggiuntivi quando l’indennità di esproprio, pagata da un Comune per acquisire aree destinate a edilizia sociale, viene aumentata a seguito di una causa intentata dai proprietari originali. La Suprema Corte ha stabilito che tale onere può ricadere sui soci assegnatari degli alloggi, a patto che ciò sia previsto negli accordi contrattuali.

I Fatti di Causa: la Richiesta del Comune

Il caso nasce dalla richiesta di un Comune nei confronti dei soci di una cooperativa edilizia. Il Comune aveva espropriato dei terreni per un programma di edilizia economica e popolare, assegnandoli in diritto di superficie alla cooperativa. Successivamente, i proprietari originari dei terreni avevano ottenuto in giudizio un’indennità di occupazione e un risarcimento del danno superiori a quanto inizialmente stimato e pagato dall’ente locale. Di conseguenza, il Comune si è rivolto ai soci assegnatari degli alloggi, chiedendo il rimborso “pro quota” di queste somme aggiuntive. Mentre il Tribunale di primo grado aveva respinto la richiesta del Comune, la Corte d’Appello l’aveva accolta, portando i soci a ricorrere in Cassazione.

L’Obbligo di Rimborso Oneri Esproprio e i Motivi del Ricorso

I ricorrenti hanno basato la loro difesa su diversi punti. In primo luogo, sostenevano che le somme richieste non fossero oneri di urbanizzazione e che la loro obbligazione non fosse di tipo propter rem (cioè legata alla proprietà dell’immobile), ma un semplice rapporto obbligatorio che legava solo la cooperativa al Comune. Contestavano inoltre la loro legittimazione passiva, affermando di essere terzi rispetto alla convenzione originaria stipulata tra l’ente e la cooperativa. Infine, invocavano il principio del giudicato, poiché una precedente sentenza aveva dichiarato il difetto di legittimazione passiva della cooperativa nel giudizio intentato dai proprietari espropriati.

Il Principio del Pareggio Economico nell’Edilizia Residenziale Pubblica

La Corte di Cassazione, nel respingere tutti i motivi del ricorso, ha ribadito un principio fondamentale dell’edilizia residenziale pubblica, sancito dall’art. 35 della legge n. 865/1971: il principio del perfetto pareggio economico. Secondo tale principio, il prezzo di cessione delle aree deve garantire al Comune la copertura integrale di tutte le spese sostenute per la loro acquisizione. Questo include non solo il costo iniziale, ma anche i maggiori oneri derivanti da contenziosi, come indennità di occupazione, risarcimenti e interessi legali.

Le Motivazioni della Cassazione

La Suprema Corte ha chiarito che il rimborso degli oneri di esproprio non è un’obbligazione propter rem che sorge automaticamente in capo a chiunque acquisti l’immobile. La sua fonte è, invece, negoziale. Nel caso specifico, la Corte d’Appello aveva correttamente accertato che gli atti notarili di assegnazione degli alloggi ai singoli soci contenevano un esplicito richiamo alla convenzione originaria tra Comune e cooperativa. Tale convenzione prevedeva che gli obblighi da essa derivanti si estendessero anche ai successori e aventi causa. Questo richiamo contrattuale è stato ritenuto sufficiente a fondare l’obbligo dei soci di rimborsare al Comune i costi aggiuntivi. La Corte ha inoltre smontato la tesi del giudicato, spiegando che il precedente giudizio aveva un oggetto (il diritto dei proprietari al giusto compenso) e parti diverse, e non poteva quindi impedire al Comune di agire per il rimborso sulla base di un titolo differente, ovvero la convenzione.

Le Conclusioni

L’ordinanza consolida l’orientamento secondo cui i costi totali per l’acquisizione di aree destinate all’edilizia convenzionata devono essere coperti dai beneficiari finali dell’intervento. Gli assegnatari di alloggi sociali non possono considerarsi estranei ai maggiori oneri derivanti dall’esproprio se gli atti di assegnazione li vincolano contrattualmente al rispetto della convenzione principale. È quindi fondamentale, per chi acquista un alloggio in cooperativa, esaminare attentamente il contenuto della convenzione e degli atti di assegnazione, poiché questi documenti determinano l’estensione dei propri obblighi economici, incluso il potenziale rimborso oneri esproprio.

Chi è tenuto a pagare i costi extra se l’indennità di esproprio di un terreno per edilizia sociale viene aumentata in tribunale?
Secondo la Corte, l’obbligo di rimborsare al Comune i maggiori costi sostenuti per l’acquisizione delle aree ricade sul concessionario (la cooperativa edilizia) e può essere trasferito ai singoli soci assegnatari degli alloggi, in base al principio del pareggio economico.

L’obbligo di rimborso per i soci assegnatari è automatico?
No, non è un’obbligazione automatica legata alla proprietà dell’immobile (propter rem). L’obbligo sorge da una fonte negoziale, ovvero quando la convenzione tra Comune e cooperativa, e di conseguenza gli atti di assegnazione degli alloggi, prevedono esplicitamente che gli oneri si trasferiscano ai successivi acquirenti.

Una precedente sentenza che ha escluso la responsabilità della cooperativa in una causa con i proprietari espropriati impedisce al Comune di chiedere il rimborso ai soci?
No. La Corte ha chiarito che il giudicato formatosi in un processo tra i proprietari espropriati e il Comune non ha effetto nel successivo giudizio tra Comune e soci assegnatari. Si tratta di questioni diverse, con parti e fondamenta giuridiche differenti (la prima basata sul diritto all’indennizzo, la seconda su un obbligo contrattuale).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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