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Riconsegna azienda: validità offerta informale

Il Tribunale ha stabilito che un’offerta non formale di riconsegna azienda, effettuata tramite PEC, è sufficiente a escludere la mora del conduttore. Se il contratto prevede che i danni siano contestati in un apposito verbale, il locatore non può rifiutare la restituzione delle chiavi, perdendo il diritto all’indennità per l’occupazione dell’immobile.

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Riconsegna azienda: la validità dell’offerta informale tramite PEC

Nel contesto dei contratti di affitto d’azienda, la fase della riconsegna azienda rappresenta spesso un momento di forte tensione tra le parti. Un recente provvedimento giudiziario ha chiarito aspetti fondamentali riguardanti le modalità di restituzione dei beni e le conseguenze del rifiuto di ricevere le chiavi da parte del locatore.

L’importanza della riconsegna azienda al termine del contratto

Quando un contratto di affitto giunge alla sua scadenza naturale, il conduttore ha l’obbligo di restituire l’azienda e i relativi immobili. Se la restituzione viene ritardata, il conduttore è tenuto al pagamento di un’indennità di occupazione ai sensi dell’art. 1591 c.c. Tuttavia, cosa accade se il conduttore si offre di restituire il bene ma il locatore rifiuta la consegna sollevando contestazioni sullo stato dei locali?

La giurisprudenza distingue tra offerta formale (artt. 1216 e 1209 c.c.) e offerta non formale (art. 1220 c.c.). Mentre solo l’offerta formale mette in mora il creditore trasferendo su di esso i rischi e le spese di conservazione, l’offerta informale, se seria e concreta, è sufficiente a escludere la responsabilità del debitore per il ritardo.

Il rifiuto illegittimo delle chiavi nella riconsegna azienda

Un punto cruciale della decisione riguarda la legittimità del rifiuto del locatore. Generalmente, il locatore può rifiutare la riconsegna solo in presenza di danni gravissimi che richiedano interventi di ripristino radicali. Tuttavia, se nel contratto è previsto espressamente che la riconsegna debba avvenire mediante un verbale in contraddittorio in cui conteggiare eventuali danni, il locatore non ha più il diritto di rifiutare le chiavi.

In questa fattispecie, il conduttore aveva inviato una PEC sollecitando un sopralluogo per la restituzione dell’azienda. Nonostante i danni riscontrati, la presenza di una clausola contrattuale specifica obbligava le parti a procedere comunque alla riconsegna, rinviando la questione dei danni a un momento contabile successivo. Il rifiuto del locatore di ricevere le chiavi è stato quindi considerato ingiustificato.

Le motivazioni

Le motivazioni del giudice si fondano sul principio di buona fede e sulla corretta applicazione dell’art. 1220 c.c. Viene evidenziato che la comunicazione PEC, contenente un’offerta seria e tempestiva di restituzione, ha l’effetto di interrompere la mora del conduttore. Poiché il conduttore ha manifestato la disponibilità a riconsegnare l’immobile già mesi prima dell’effettivo sopralluogo, non è dovuta alcuna indennità per il periodo successivo all’offerta. Il giudice ha inoltre sottolineato che, sebbene l’offerta informale non sposti le spese di custodia sul locatore (per le quali sarebbe stata necessaria un’offerta reale formale), essa neutralizza le pretese risarcitorie del locatore legate al ritardo nella restituzione. La clausola contrattuale sulla redazione del verbale in contraddittorio è stata determinante: essa impedisce al locatore di usare lo stato manutentivo come scusa per non riprendere il possesso del bene.

Le conclusioni

Le conclusioni della sentenza vedono un parziale accoglimento delle domande del conduttore. Il Tribunale ha accertato che l’offerta di riconsegna azienda formulata tramite PEC è valida ai fini dell’esclusione della mora debendi. Di conseguenza, il conduttore è stato liberato dall’obbligo di corrispondere i canoni o le indennità dalla data in cui l’offerta è diventata efficace. Sono state invece rigettate le domande del conduttore volte a ottenere il rimborso delle spese di conservazione e delle utenze sostenute dopo l’offerta informale, poiché tali costi possono essere traslati sul creditore solo attraverso la complessa procedura dell’offerta reale formale. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti, data la reciproca soccombenza su alcuni punti della domanda.

La riconsegna di un’azienda può essere validamente offerta tramite PEC?
Sì, la comunicazione via PEC costituisce un’offerta non formale che, se seria e concreta, è idonea a interrompere la mora del debitore e impedire il pagamento di indennità per il ritardo.

Il locatore può rifiutare la riconsegna se l’immobile è danneggiato?
In presenza di una clausola che prevede la redazione di un verbale per il conteggio dei danni al momento della restituzione, il locatore non può rifiutare la consegna delle chiavi.

Chi paga le utenze se il proprietario rifiuta di ricevere le chiavi?
Se il conduttore effettua solo un’offerta informale, le spese di conservazione e le utenze restano a suo carico. Solo l’offerta reale formale trasferisce tali oneri sul proprietario.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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