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Ricongiungimento familiare genitori: la prova rigida

Un cittadino straniero ha richiesto il ricongiungimento familiare per i suoi genitori anziani. Il Tribunale ha respinto la domanda perché il richiedente non ha fornito una prova rigorosa dell’assoluta impossibilità, per la sorella residente nel paese d’origine, di sostenere i genitori. Le generiche difficoltà socio-economiche non sono state ritenute sufficienti a soddisfare i requisiti di legge per il ricongiungimento familiare genitori.

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Pubblicato il 23 febbraio 2026 in Diritto Civile, Diritto di Famiglia, Giurisprudenza Civile

Ricongiungimento Familiare Genitori: Prova Rigorosa se ci sono Altri Figli

Il ricongiungimento familiare genitori rappresenta un diritto fondamentale per i cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia, ma è sottoposto a condizioni precise, soprattutto quando i genitori hanno altri figli nel Paese d’origine. Una recente sentenza del Tribunale Ordinario di Roma ha chiarito la natura rigorosa dell’onere della prova che grava sul richiedente in queste circostanze, sottolineando che le difficoltà socio-economiche generali non sono sufficienti a giustificare il ricongiungimento.

Il Caso: Visto Negato per la Presenza di una Figlia in Bangladesh

Un cittadino bengalese, titolare di un permesso di soggiorno di lungo periodo in Italia, aveva avviato la procedura per il ricongiungimento familiare genitori, entrambi ultrasessantacinquenni. Nonostante avesse ottenuto il nulla osta dallo Sportello Unico per l’Immigrazione, l’Ambasciata italiana aveva negato il visto d’ingresso. La motivazione del diniego risiedeva nella presenza di un’altra figlia dei genitori, residente in Bangladesh.

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento, sostenendo che la sorella, a causa delle specifiche condizioni socio-culturali del Bangladesh che limitano l’accesso delle donne al mercato del lavoro, si trovava nell’impossibilità materiale di provvedere al sostentamento dei genitori anziani. A suo avviso, tale situazione doveva essere considerata un’eccezione valida ai sensi della normativa.

La Normativa sul Ricongiungimento Familiare dei Genitori

La questione è disciplinata dall’art. 29, comma 1, lett. d) del D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico sull’Immigrazione). La norma prevede che il ricongiungimento dei genitori sia possibile a due condizioni alternative:
1. Genitori a carico che non abbiano altri figli nel Paese di origine o provenienza.
2. Genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati e gravi motivi di salute.

La legge stabilisce quindi un regime più restrittivo per i genitori con più di 65 anni che hanno altri figli nel loro paese, richiedendo una prova specifica e qualificata (gravi motivi di salute) dell’impossibilità di questi ultimi a fornire assistenza.

Le Motivazioni della Decisione del Tribunale

Il Tribunale ha rigettato il ricorso, ritenendo che il richiedente non avesse soddisfatto l’onere probatorio richiesto dalla legge. I giudici hanno specificato che la valutazione non può basarsi su un mero riscontro formale, ma deve estendersi alla concreta capacità di sostegno familiare nel Paese d’origine.

Nel caso specifico, le argomentazioni del ricorrente sulla generale vulnerabilità economica e sociale delle donne in Bangladesh sono state giudicate troppo generiche. Il Tribunale ha osservato che, pur riconoscendo le difficoltà e le discriminazioni, non era stata fornita alcuna prova specifica e documentata sulle reali condizioni di vita della sorella: non era stato dimostrato che le fosse totalmente precluso l’accesso al mercato del lavoro o che si trovasse in una condizione di impossibilità assoluta assimilabile ai “gravi motivi di salute” previsti dalla norma.

La ratio della legge, ha spiegato il Tribunale, è che l’onere primario di cura dei genitori anziani grava sui figli residenti nel Paese d’origine. Il ricongiungimento è un’eccezione ammessa solo in presenza di una prova rigorosa e qualificata che dimostri l’impossibilità totale degli altri figli di prestare assistenza.

Le Conclusioni: l’Onere della Prova è del Richiedente

La sentenza conferma un principio fondamentale: nel ricongiungimento familiare genitori, spetta al figlio residente in Italia dimostrare in modo inequivocabile che gli altri fratelli o sorelle nel Paese d’origine sono assolutamente impossibilitati a provvedere al sostentamento dei genitori, secondo i rigidi parametri fissati dalla legge. Riferimenti a contesti socio-culturali difficili, se non accompagnati da prove concrete e individualizzate, non sono sufficienti a superare il dettato normativo. La decisione, pur compensando le spese legali in ragione della complessità del caso, ribadisce la centralità di una prova documentale specifica per l’accoglimento della domanda.

È possibile ottenere il ricongiungimento familiare per i genitori ultrasessantacinquenni se hanno altri figli nel Paese d’origine?
Sì, ma solo a condizione che il richiedente dimostri, attraverso prove documentate, che gli altri figli sono impossibilitati a sostenere i genitori per gravi motivi di salute.

Le condizioni socio-economiche svantaggiose di un figlio rimasto nel Paese d’origine sono sufficienti a dimostrare l’impossibilità di sostenere i genitori?
No. Secondo la sentenza, una generica situazione di difficoltà socio-culturale o economica, come la discriminazione delle donne nel mercato del lavoro, non è sufficiente. È necessaria una prova rigorosa e specifica dell’impossibilità assoluta e totale di provvedere al sostentamento, assimilabile ai “gravi motivi di salute” richiesti dalla legge.

Su chi ricade l’onere di dimostrare che gli altri figli non possono mantenere i genitori?
L’onere della prova ricade interamente sul figlio che richiede il ricongiungimento dall’Italia. È lui che deve fornire la documentazione probatoria rigorosa e qualificata che attesti l’impossibilità degli altri figli di prestare assistenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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