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Responsabilità venditore costruttore: la Cassazione chiarisce

La Cassazione, con l’ordinanza n. 17955/2024, ha stabilito che la responsabilità del venditore costruttore per gravi difetti si applica anche se non ha costruito direttamente l’immobile. È sufficiente che abbia mantenuto un potere di direzione o controllo sui lavori, invertendo l’onere della prova. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso tale responsabilità basandosi solo su un contratto d’appalto con terzi, ordinando un nuovo esame del caso.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Responsabilità venditore costruttore: quando il venditore risponde dei difetti

L’acquisto di un immobile di nuova costruzione dovrebbe essere un momento di gioia, ma cosa succede se emergono gravi difetti? La questione centrale diventa: chi è il responsabile? Solo l’impresa che ha materialmente costruito o anche la società che ha venduto l’immobile? Con la recente ordinanza n. 17955/2024, la Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti fondamentali sulla responsabilità del venditore costruttore, ampliandone i confini e offrendo maggiore tutela agli acquirenti. Questo principio stabilisce che la responsabilità per gravi difetti non si limita a chi esegue i lavori, ma può estendersi al venditore che ha mantenuto un ruolo di controllo e direzione.

I Fatti del Caso: Dall’Acquisto alla Causa in Tribunale

Un acquirente, dopo aver comprato un appartamento, riscontrava gravi vizi e citava in giudizio la società venditrice, chiedendo un risarcimento. Sosteneva che la società non fosse una semplice venditrice, ma avesse agito anche come costruttrice, e quindi dovesse rispondere ai sensi dell’art. 1669 del Codice Civile, che prevede una garanzia decennale per gravi difetti.

In primo grado, il Giudice di Pace dava ragione all’acquirente. Tuttavia, la decisione veniva ribaltata in appello. Il Tribunale, infatti, riteneva che non ci fossero prove sufficienti per qualificare la società venditrice come costruttrice, valorizzando un contratto d’appalto che dimostrava come i lavori fossero stati commissionati ad un’altra impresa. Di conseguenza, applicava la prescrizione breve di un anno prevista per la vendita (art. 1495 c.c.), rigettando la domanda dell’acquirente.

La Questione Giuridica: Venditore o Costruttore?

Insoddisfatto della sentenza d’appello, l’acquirente si rivolgeva alla Corte di Cassazione. Il nodo della questione era interpretare correttamente la figura del ‘venditore-costruttore’. L’acquirente sosteneva che il Tribunale avesse ignorato elementi cruciali presenti nel contratto di compravendita, come il fatto che la venditrice fosse proprietaria del terreno, titolare dei permessi di costruire e avesse nominato un direttore dei lavori. Questi indizi, a suo avviso, dimostravano un coinvolgimento diretto e un potere di controllo sulla costruzione, sufficienti a far scattare la responsabilità del venditore costruttore.

L’Errore del Giudice d’Appello

Il giudice di secondo grado si era limitato a un esame formale, concludendo che la presenza di un contratto d’appalto con un’impresa terza fosse sufficiente a escludere la responsabilità della venditrice. Secondo la Cassazione, questo approccio è stato troppo restrittivo e non conforme all’interpretazione consolidata della legge.

La Responsabilità del Venditore Costruttore secondo la Cassazione

La Corte Suprema ha accolto il ricorso, ribadendo un principio fondamentale. La responsabilità per gravi difetti di cui all’art. 1669 c.c. ha natura extracontrattuale e mira a proteggere un interesse pubblico alla stabilità e sicurezza degli edifici. Per questo motivo, non si applica solo all’appaltatore, ma anche al venditore che abbia avuto un ruolo significativo nel processo costruttivo.

Secondo la Corte, questa responsabilità sorge non solo quando il venditore costruisce materialmente l’immobile, ma anche quando, pur affidando i lavori a terzi, mantiene un potere di impartire direttive o di sorveglianza sull’attività altrui. In pratica, se il venditore partecipa al processo con autonomia decisionale, la costruzione è a lui ‘riferibile’ e ne risponde.

Le Motivazioni della Decisione

A sostegno della sua decisione, la Cassazione ha chiarito che il giudice di merito non avrebbe dovuto fermarsi alla constatazione dell’esistenza di un contratto d’appalto con terzi. Avrebbe dovuto, invece, estendere la sua indagine per verificare se la società venditrice avesse conservato un potere di direzione e controllo sui soggetti che hanno materialmente eseguito l’opera. Elementi come la nomina del direttore dei lavori, la titolarità dei permessi di costruire e la proprietà del terreno sono indizi importanti di tale potere.

Inoltre, la Corte ha specificato che in questi casi si verifica un’inversione dell’onere della prova: spetta al venditore dimostrare di non aver avuto alcun potere direttivo o di controllo sull’impresa appaltatrice, superando così la presunzione di addebitabilità del danno. Di conseguenza, la sentenza d’appello è stata annullata e il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame che tenga conto di questi principi.

Conclusioni: Cosa Cambia per chi Compra Casa?

Questa ordinanza rafforza notevolmente la tutela degli acquirenti di immobili nuovi. Il messaggio della Cassazione è chiaro: non ci si può nascondere dietro uno schermo formale, come un contratto d’appalto, per sfuggire alle proprie responsabilità. Se il venditore ha avuto un ruolo attivo nella costruzione, supervisionando o dirigendo i lavori, è equiparato a un costruttore e risponde per dieci anni dei gravi difetti dell’opera. Per gli acquirenti, ciò significa avere maggiori possibilità di ottenere un risarcimento, potendo agire direttamente contro il soggetto dal quale hanno acquistato l’immobile, senza doversi imbarcare in complesse azioni legali contro imprese costruttrici terze.

Quando un venditore di immobili è considerato anche costruttore ai fini della garanzia per gravi difetti?
Un venditore è considerato costruttore non solo quando costruisce direttamente, ma anche quando, pur avendo affidato i lavori a terzi, mantiene un potere di impartire direttive o di sorveglianza sullo svolgimento dell’attività. È sufficiente che la costruzione sia a lui riferibile perché abbia partecipato al processo con autonomia decisionale.

A chi spetta l’onere di provare l’assenza di controllo sui lavori da parte del venditore?
L’onere della prova è a carico del venditore. Una volta che emergono indizi del suo coinvolgimento (es. nomina del direttore dei lavori), spetta a lui dimostrare di non aver avuto alcun concreto potere di direttiva o di controllo sull’impresa appaltatrice per superare la presunzione di responsabilità.

Il fatto che i lavori siano stati eseguiti da un’altra ditta tramite un contratto d’appalto esclude la responsabilità del venditore?
No. La sola esistenza di un contratto d’appalto con una società terza non è di per sé sufficiente a escludere la responsabilità del venditore. È necessario verificare se, nonostante l’appalto, il venditore abbia mantenuto un potere di ingerenza, direzione o controllo sull’esecuzione dell’opera.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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