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Responsabilità professionale: notaio e mediatore

La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità professionale del notaio e del mediatore immobiliare in una vicenda di compravendita di un immobile rivelatosi parte del demanio marittimo. Il notaio è stato ritenuto responsabile per non aver verificato la commerciabilità del bene e per aver omesso di informare l’acquirente sui rischi di incameramento statale. Parallelamente, il mediatore è stato condannato per aver taciuto circostanze decisive relative alla sicurezza dell’affare, nonostante fosse a conoscenza dell’avvio delle procedure di acquisizione da parte dello Stato. La decisione ribadisce che la responsabilità professionale impone obblighi informativi e di verifica che vanno oltre la semplice consultazione dei registri immobiliari.

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Responsabilità professionale: notaio e mediatore pagano i danni per beni demaniali

La compravendita di un immobile è un’operazione complessa che richiede la massima attenzione da parte di tutti i professionisti coinvolti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha gettato nuova luce sui confini della responsabilità professionale, stabilendo che sia il notaio che il mediatore immobiliare possono essere chiamati a risarcire l’acquirente se il bene venduto risulta inalienabile perché appartenente al demanio.

Il caso della vendita di un immobile statale

La vicenda trae origine da un contratto di compravendita dichiarato nullo poiché l’immobile oggetto dell’atto era situato su area demaniale marittima. L’acquirente, dopo aver scoperto che il bene era stato incamerato dallo Stato anni prima della stipula, ha citato in giudizio il notaio rogante e l’agenzia immobiliare. La questione centrale riguardava l’estensione della responsabilità professionale di questi soggetti nel verificare la reale commerciabilità del bene e nell’informare correttamente il cliente.

La responsabilità professionale del notaio

Secondo i giudici di legittimità, l’attività del notaio non può limitarsi all’accertamento della volontà delle parti. Egli è tenuto a compiere tutte le indagini preparatorie necessarie per assicurare il raggiungimento dello scopo dell’atto. Nel caso di specie, la responsabilità professionale del notaio è emersa chiaramente: pur in presenza di segnali che indicavano la natura demaniale dell’area, il professionista non ha acquisito il titolo concessorio né ha avvertito l’acquirente dei rischi di un possibile incameramento da parte dell’autorità governativa. La diligenza qualificata richiesta al notaio impone un dovere di consiglio e di informazione sui dati rilevanti per la validità del contratto.

Gli obblighi del mediatore e la responsabilità professionale

Anche il mediatore immobiliare è stato ritenuto responsabile. L’art. 1759 c.c. impone al mediatore di comunicare alle parti le circostanze a lui note o conoscibili con la comune diligenza professionale che possono influire sulla sicurezza dell’affare. L’agenzia, avendo sede proprio in quell’area e avendo partecipato a sopralluoghi amministrativi, era a conoscenza della precarietà del titolo di proprietà. Tacere tali informazioni costituisce una violazione dei doveri di correttezza, integrando una piena responsabilità professionale verso il cliente danneggiato.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la decisione sul principio della diligenza qualificata ex art. 1176, comma 2, c.c. Per il notaio, la motivazione risiede nel fatto che l’impedimento alla vendita, pur non risultando dai pubblici registri immobiliari, era agevolmente accertabile tramite l’analisi della concessione demaniale. Per il mediatore, la motivazione si basa sull’omissione informativa di fatti decisivi per la valutazione del rischio dell’affare, fatti che rientravano nella sua sfera di conoscenza diretta. La Cassazione ha inoltre confermato che il danno risarcibile include anche la caparra versata, poiché un comportamento diligente avrebbe permesso all’acquirente di evitare l’esborso o di recuperarlo tempestivamente.

Le conclusioni

Questa sentenza rafforza la tutela degli acquirenti nel mercato immobiliare, elevando lo standard di controllo richiesto ai professionisti. La responsabilità professionale non è un concetto statico, ma si evolve con la necessità di garantire la trasparenza e la legalità delle transazioni. Notaio e mediatore non sono semplici esecutori, ma garanti della sicurezza giuridica ed economica delle parti. Chi subisce un danno da una compravendita nulla ha dunque il diritto di agire contro i professionisti che, per negligenza o omissione, non hanno segnalato le criticità del bene.

Il notaio è responsabile se il difetto del bene non appare nei registri immobiliari?
Sì, se il difetto è accertabile tramite altre verifiche tecniche o amministrative esigibili con la diligenza professionale, come l’esame di una concessione demaniale.

Quali informazioni deve fornire obbligatoriamente il mediatore immobiliare?
Il mediatore deve comunicare tutte le circostanze note o conoscibili che riguardano la sicurezza e la validità dell’affare, inclusi eventuali rischi di pignoramento o natura demaniale del bene.

L’acquirente può chiedere il risarcimento della caparra ai professionisti?
Sì, se dimostra che, qualora fosse stato informato correttamente dal notaio o dal mediatore, non avrebbe versato la somma o avrebbe potuto recuperarla prima del fallimento del venditore.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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