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Responsabilità del notaio: obbligo di verifica agibilità

La Corte di Cassazione stabilisce la responsabilità del notaio per negligenza professionale in una compravendita immobiliare. Un acquirente aveva comprato un immobile dichiarato ad uso abitativo, scoprendo solo dopo che era destinato a deposito. La Corte ha chiarito che il dovere di diligenza del notaio include l’obbligo di informare l’acquirente della mancanza del certificato di agibilità e delle relative conseguenze, anche se non espressamente richiesto. La sentenza della Corte d’Appello, che aveva escluso tale responsabilità, è stata annullata con rinvio.

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Responsabilità del notaio: l’obbligo di informare sull’agibilità

La recente ordinanza della Corte di Cassazione ha riaffermato un principio cruciale in materia di compravendita immobiliare, ponendo l’accento sulla responsabilità del notaio. Il ruolo del pubblico ufficiale non si esaurisce nella mera redazione formale dell’atto, ma si estende a un dovere di consiglio e informazione per tutelare gli interessi delle parti. Il caso in esame riguarda l’acquisto di un immobile privo del certificato di agibilità e con una destinazione d’uso diversa da quella dichiarata, sollevando importanti questioni sui confini della diligenza professionale notarile.

I fatti del caso: compravendita di un immobile non abitabile

Una cittadina acquistava un immobile sulla base di un atto pubblico in cui il venditore dichiarava falsamente la destinazione a civile abitazione. In realtà, l’immobile era accatastato come deposito. L’acquirente citava in giudizio sia il venditore, per ottenere la risoluzione del contratto e il risarcimento, sia il notaio rogante, per negligenza professionale.

Il Tribunale di primo grado condannava il venditore alla restituzione del prezzo ma rigettava la domanda di risarcimento danni nei confronti del notaio. La Corte d’Appello confermava la decisione, respingendo l’appello dell’acquirente contro il notaio. La questione è così giunta all’attenzione della Corte di Cassazione.

La questione giuridica: i confini della responsabilità del notaio

Il fulcro della controversia risiede nella definizione dell’ambito della diligenza richiesta al notaio ai sensi dell’art. 1176, secondo comma, del codice civile. L’acquirente sosteneva che il notaio avesse violato i suoi doveri professionali omettendo di verificare la reale destinazione d’uso dell’immobile e l’esistenza del certificato di agibilità, e di informarla dei rischi connessi.

La Corte d’Appello aveva invece limitato la responsabilità del professionista, ritenendo che il suo obbligo non si estendesse al controllo delle licenze amministrative e che gravasse sull’attrice l’onere di provare che il notaio fosse a conoscenza della mancanza dei requisiti di abitabilità.

L’analisi della Corte di Cassazione sulla responsabilità del notaio

La Suprema Corte ha ribaltato la visione dei giudici di merito, accogliendo il ricorso dell’acquirente. I giudici hanno chiarito che il dovere di diligenza del notaio è superiore a quello di altre categorie professionali e include “normalmente” indagini e verifiche che non sono espressamente previste nell’incarico. Questo obbligo deriva dall’integrazione del contratto d’opera professionale secondo i principi di buona fede oggettiva e correttezza (artt. 1175 e 1375 c.c.).

Le motivazioni

La Cassazione ha affermato che il notaio non è un mero certificatore della volontà delle parti, ma deve svolgere attività preparatorie e successive per assicurare la serietà e la certezza dell’atto giuridico, garantendo il raggiungimento dello scopo pratico voluto dai contraenti. Tra questi doveri rientra l’obbligo di consiglio e dissuasione. Anche se l’assenza del certificato di agibilità non comporta la nullità dell’atto, il notaio ha il dovere di assicurarsi che l’acquirente sia a conoscenza di tale mancanza e delle sue possibili conseguenze. La Corte ha richiamato una consolidata giurisprudenza secondo cui il notaio risponde dei danni subiti dall’acquirente per l’assenza dei requisiti di abitabilità, a meno che non dimostri di aver informato adeguatamente il cliente.

Le conclusioni

In conclusione, il motivo di ricorso è stato ritenuto fondato. La Cassazione ha stabilito che la responsabilità professionale del notaio si estende al dovere di informazione attiva riguardo a elementi essenziali come il certificato di agibilità, che incidono sul pieno godimento del bene e sullo scopo pratico del contratto. La sentenza impugnata è stata cassata e la causa è stata rinviata alla Corte d’Appello per un nuovo esame, che dovrà attenersi al principio di diritto enunciato dalla Suprema Corte. Questa decisione rafforza la tutela dell’acquirente e delinea con maggiore chiarezza i contorni di una professione fondamentale per la sicurezza dei traffici giuridici.

Il notaio è responsabile se l’immobile venduto non ha il certificato di agibilità?
Sì, secondo la Corte di Cassazione il notaio è responsabile se non ha informato l’acquirente della mancanza del certificato e delle possibili conseguenze. Il suo dovere di diligenza e buona fede oggettiva include l’obbligo di consiglio e informazione per garantire che lo scopo pratico del contratto (avere una casa abitabile) sia raggiunto.

Qual è il “grado di diligenza” richiesto a un notaio in una compravendita immobiliare?
Il grado di diligenza richiesto al notaio è superiore a quello ordinario. Esso include non solo la corretta redazione dell’atto, ma anche lo svolgimento di attività preparatorie e di verifica per assicurare la certezza degli effetti giuridici e il conseguimento del risultato pratico voluto dalle parti, come l’effettiva abitabilità di un immobile acquistato come casa.

La mancanza del certificato di agibilità rende nullo l’atto di compravendita?
No, la sentenza chiarisce che l’assenza del certificato di agibilità non incide sulla validità dell’atto di compravendita e non ne causa la nullità. Tuttavia, costituisce un inadempimento del venditore e, come stabilito in questo caso, fonda la responsabilità professionale del notaio se non ha adeguatamente informato l’acquirente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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