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Requisiti sanitari invalidità: rigetto del ricorso

Il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso di una cittadina che contestava l’esito di un accertamento tecnico preventivo relativo ai requisiti sanitari invalidità. La consulenza tecnica ha accertato l’autonomia della ricorrente nonostante l’uso di un bastone e pregressi interventi chirurgici. Il giudice ha stabilito che le contestazioni generiche alla perizia d’ufficio non sono sufficienti per invalidare l’accertamento tecnico.

Riferimento:
SENTENZA TRIBUNALE DI ROMA N. 9019 2026 - N. R.G. 00019219 2026 DEPOSITO MINUTA 18 09 2026 PUBBLICAZIONE 18 09 2026
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Pubblicato il 23 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Requisiti sanitari invalidità: l’importanza della prova specifica

Il riconoscimento dei requisiti sanitari invalidità rappresenta un passaggio fondamentale per l’accesso alle prestazioni assistenziali previste dalla legge. Tuttavia, contestare l’esito di una visita medica legale non è un’operazione semplice e richiede precisione tecnica, come dimostrato da una recente sentenza del Tribunale di Roma.

Il caso dei requisiti sanitari invalidità e l’ATP

La vicenda trae origine da un ricorso presentato per accertare la sussistenza delle condizioni sanitarie previste dalla Legge 118/80. La parte ricorrente aveva già affrontato una fase di Accertamento Tecnico Preventivo (ATP), durante la quale non erano stati riconosciuti i presupposti medici necessari. Decidendo di contestare tale esito, la cittadina ha avviato un giudizio di merito per ribaltare la valutazione del consulente tecnico dell’ufficio.

Il cuore della disputa riguardava l’effettiva capacità di deambulazione e l’impatto di alcune patologie psichiche sull’autonomia quotidiana del soggetto. Secondo la difesa, i requisiti sanitari invalidità erano presenti e non adeguatamente valutati nella fase precedente.

Analisi dei requisiti sanitari invalidità nella CTU

Il Giudice, durante il procedimento, ha disposto una nuova valutazione tecnica (CTU). Il medico incaricato ha analizzato dettagliatamente lo stato della paziente, rilevando che, nonostante l’uso di un bastone canadese per deambulare, la donna conservava una buona autonomia di movimento. Gli esami radiografici hanno mostrato protesi alle ginocchia correttamente posizionate e funzionanti, senza altre patologie invalidanti certificate.

Anche sul fronte psichico, le crisi segnalate sono state ritenute non tali da compromettere l’autosufficienza. Il consulente ha sottolineato che l’integrità delle funzioni cognitive superiori permette alla persona di autodeterminarsi correttamente nella vita di tutti i giorni.

Il rigetto per contestazioni generiche

Un punto cruciale della decisione riguarda l’onere della prova in capo al ricorrente. Il Tribunale ha chiarito che, ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., la parte che contesta le conclusioni del perito d’ufficio deve farlo in modo specifico, indicando puntualmente gli errori tecnici o le mancanze della perizia.

Nel caso in esame, le critiche mosse dalla ricorrente sono state ritenute troppo generiche. Non basta elencare le patologie sofferte; è necessario spiegare scientificamente perché la valutazione del CTU sia errata. In assenza di argomentazioni contrapposte solide e documentate, il giudice non può che confermare l’esito della perizia.

Le motivazioni

Il giudice ha motivato il rigetto del ricorso osservando che la relazione medica del CTU era immune da vizi logici e basata su rilievi oggettivi. La documentazione prodotta dalla parte non è stata ritenuta sufficiente per superare le conclusioni scientifiche raggiunte dall’esperto del tribunale. Inoltre, la mancata specificazione dei motivi di dissenso, prescritta a pena di inammissibilità, ha reso impossibile una revisione dei risultati peritali, confermando la piena autonomia della paziente.

Le conclusioni

Il procedimento si è concluso con il respingimento totale della domanda di riconoscimento dei benefici assistenziali. Il Tribunale ha comunque deciso di compensare le spese di lite tra le parti, tenendo conto delle condizioni reddituali della ricorrente. Questa sentenza ribadisce che per ottenere i requisiti sanitari invalidità in sede giudiziaria non è sufficiente la semplice presenza di patologie, ma occorre dimostrare tecnicamente l’errore del perito d’ufficio attraverso contestazioni analitiche e documentate.

Cosa succede se contesto una perizia medica in tribunale in modo generico?
Se le contestazioni alla perizia del CTU sono generiche e non indicano errori tecnici specifici il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile o respinto dal giudice.

È possibile ottenere l’invalidità se si deambula con un bastone?
Non necessariamente poiché se il consulente tecnico accerta che l’uso del supporto non impedisce l’autonomia negli spostamenti e nelle attività quotidiane il requisito sanitario può essere negato.

Chi paga le spese legali se il ricorso per l’invalidità viene respinto?
In genere la parte che perde paga le spese ma il giudice può decidere di compensarle se la parte ricorrente dimostra di avere condizioni di reddito inferiori a determinati limiti di legge.

Termini giuridici

Accertamento Tecnico Preventivo
Procedura giudiziaria rapida utilizzata per verificare lo stato di salute di una persona prima di iniziare una causa vera e propria.
CTU
Consulente Tecnico d'Ufficio, ovvero un esperto nominato dal giudice per fornire pareri tecnici su materie specifiche.
Compensazione delle spese
Decisione del giudice con cui ogni parte della causa paga le proprie spese legali, senza che una debba rimborsare l'altra.
Inammissibilità
Situazione in cui un ricorso non può essere esaminato dal giudice perché mancano i requisiti formali o legali necessari.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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