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Procedura Civile

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Pensione di inabilità: il valore delle nuove prove
Il Tribunale, in funzione di Giudice del Lavoro, ha accolto il ricorso per il riconoscimento della pensione di inabilità e dello status di handicap grave. Sebbene nella fase preliminare di accertamento tecnico preventivo mancasse documentazione decisiva, il suo deposito durante il giudizio di merito ha permesso di accertare l'inabilità totale derivante da pluripatologie, con decorrenza dalla domanda amministrativa.
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Indennità di accompagnamento: requisiti e diniego
Il Tribunale ha rigettato un ricorso volto a ottenere l'indennità di accompagnamento. Nonostante le patologie dichiarate, il perito medico ha riscontrato una deambulazione autonoma assistita da un bastone e la capacità di gestire gli atti quotidiani, escludendo così i requisiti di totale inabilità previsti dalla legge.
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Contratto a termine illegittimo: termini e impugnazione
Il caso analizza un ricorso in cui un lavoratore lamentava un contratto a termine illegittimo, richiedendo la conversione a tempo indeterminato e un inquadramento superiore. Il Giudice ha rigettato le istanze a causa del mancato rispetto dei termini di decadenza per l'impugnazione della prima proroga e per la genericità delle prove fornite riguardo allo svolgimento di mansioni superiori e al lavoro straordinario.
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Risoluzione contratto preliminare e doppia caparra
Il Tribunale di Bari ha dichiarato la risoluzione contratto preliminare per inadempimento del venditore a seguito di diffida. La sentenza riconosce agli acquirenti il diritto al doppio della caparra e alla restituzione degli acconti, ma dispone la compensazione con l'indennità di occupazione dovuta per il possesso anticipato del bene.
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Inammissibilità dell’azione revocatoria ordinaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società in liquidazione contro una sentenza che confermava l'azione revocatoria ordinaria su un trasferimento di ramo d'azienda. La Corte ha rilevato che il ricorso tentava di riesaminare i fatti, precluso in sede di legittimità, specialmente in presenza di una doppia conforme di merito.
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Indennità di accompagnamento: requisiti e limiti
Il Tribunale di Bari ha esaminato la domanda di un soggetto affetto da morbo di Parkinson che richiedeva l'indennità di accompagnamento. Nonostante il riconoscimento di un handicap grave, la corte ha rigettato la domanda poiché il perito medico ha rilevato la capacità di deambulazione autonoma e la possibilità di svolgere gli atti quotidiani, escludendo così il requisito dell'assistenza continua.
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Amministrazione di sostegno: conferma nomina
Il Tribunale ha esaminato il reclamo di una novantenne contro la nomina di un'amministrazione di sostegno provvisoria. Nonostante le contestazioni della beneficiaria, i giudici hanno confermato la misura basandosi su relazioni della Polizia che attestavano gravi carenze igieniche, alimentari e fragilità emotiva.
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Opposizione a pignoramento immobiliare: la sentenza
Il Tribunale ha rigettato un'opposizione a pignoramento immobiliare promossa da due debitori contro un istituto di credito. Gli opponenti contestavano la validità del mutuo come titolo esecutivo, l'usura dei tassi e la legittimità delle clausole floor e dell'ammortamento alla francese. La sentenza ha stabilito che la disponibilità giuridica della somma è sufficiente a perfezionare il contratto di mutuo e che i tassi applicati rispettavano le soglie di legge, confermando la legittimità dell'esecuzione.
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Divisione endoesecutiva e ripartizione del ricavato
Il Tribunale ha approvato il progetto di divisione endoesecutiva relativo a un immobile pignorato. La somma ricavata dalla vendita è stata ripartita tra la procedura esecutiva del debitore e il comproprietario non esecutato. Le spese legali sono state poste a carico del debitore inadempiente in base al principio di causalità.
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Pagamento diretto subappaltatore: la guida alla tutela
Il Tribunale ha accolto la domanda di un'impresa che chiedeva il pagamento diretto subappaltatore per lavori specialistici eseguiti in un appalto pubblico. Nonostante il fallimento dell'appaltatore principale, la legge impone alla stazione appaltante di saldare direttamente il subappaltatore se le opere superano il 15% del valore totale e hanno natura tecnologica.
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Assegno di invalidità civile: pagamento tardivo
Il Tribunale ha esaminato un caso di ritardo nel pagamento dell'assegno di invalidità civile. Nonostante il requisito sanitario fosse già stato riconosciuto, l'Ente ha pagato solo dopo l'avvio della causa legale, venendo quindi condannato al pagamento delle spese processuali.
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Improcedibilità ricorso lavoro: omessa notifica
In un caso riguardante l'indennità di accompagnamento, il Tribunale ha dichiarato l'improcedibilità ricorso lavoro. La decisione scaturisce dalla mancata notifica dell'atto introduttivo e del decreto di fissazione udienza alla controparte. Il magistrato ha chiarito che, senza una richiesta di proroga tempestiva, l'omissione rende l'azione inammissibile per tutelare il principio della ragionevole durata del processo.
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Onere della prova in opposizione a decreto ingiuntivo
Il Tribunale ha accolto l'opposizione a un decreto ingiuntivo riguardante una fornitura di merci contestata. Poiché la società creditrice non ha fornito prove sufficienti della validità del contratto e della riferibilità delle firme sui documenti di trasporto all'opponente, non rispettando l'onere della prova, il giudice ha revocato l'ingiunzione.
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Azione revocatoria ordinaria: come annullare la vendita
Il Tribunale ha accolto la domanda di azione revocatoria ordinaria presentata dagli eredi di un creditore contro un debitore che ha alienato il suo unico immobile. La sentenza evidenzia come la vicinanza tra le parti e l'anomalia del pagamento provino la consapevolezza del danno arrecato.
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Mediazione obbligatoria decreto ingiuntivo: la guida
Il Tribunale di Bari ha dichiarato l'improcedibilità di una domanda di pagamento poiché il creditore, nonostante l'invito del giudice, non ha avviato la mediazione obbligatoria decreto ingiuntivo. La decisione ha comportato la revoca del provvedimento monitorio e la condanna alle spese legali.
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Occupazione senza titolo e fondi agricoli
Il Tribunale di Bari ha ordinato il rilascio immediato di fondi rustici oggetto di occupazione senza titolo. I resistenti sostenevano l'esistenza di un contratto agrario verbale, ma non hanno fornito prova della qualifica di coltivatore diretto né della durata del rapporto. La sentenza chiarisce inoltre l'inammissibilità della domanda riconvenzionale in assenza della richiesta di differimento dell'udienza ex art. 418 c.p.c.
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Falcidia concordataria: precetto nullo per debiti vecchi
Il Tribunale ha accolto l'opposizione di un ente ecclesiastico contro un atto di precetto, applicando la falcidia concordataria. Il debito, nato da una responsabilità medica per fatti anteriori all'apertura del concordato preventivo, deve essere ridotto secondo la percentuale stabilita nel piano, rendendo illegittima l'intimazione di pagamento per l'intero importo.
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Mutuo solutorio: quando il contratto è valido
L'appellante contestava la validità di un prestito poiché la somma non era stata versata direttamente sul suo conto, ma a una banca terza per estinguere un debito pregresso. La Corte di Appello ha confermato la validità del mutuo solutorio, stabilendo che la disponibilità giuridica della somma, ottenuta tramite il pagamento a un terzo su istruzione del mutuatario, equivale alla consegna materiale del denaro e perfeziona il contratto.
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Spese legali caduta scale: chi paga in appello?
La Corte d'Appello ha stabilito che, in caso di rigetto di una domanda risarcitoria per caduta scale, le spese legali gravano integralmente sulla parte attrice soccombente. Anche le spese sostenute dall'assicurazione chiamata in causa dal convenuto devono essere rimborsate dall'attore, specialmente se la versione dei fatti fornita è risultata smentita dall'istruttoria. La decisione si fonda sul principio di soccombenza applicato alle spese legali caduta scale.
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Riduzione prezzo compravendita per vizi urbanistici
La Corte d'Appello ha confermato la riduzione prezzo compravendita nella misura del 40% a causa di difformità urbanistiche e paesaggistiche insanabili. Il caso riguarda un immobile venduto come regolare, ma privo della necessaria autorizzazione paesaggistica. I giudici hanno stabilito che tali vincoli, se derivanti da atti amministrativi specifici e non da piani regolatori generali, non sono automaticamente conoscibili dall'acquirente, gravando così sul venditore l'obbligo di garanzia.
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