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Prescrizione diritto di rivalsa: da quando decorre?

La Corte di Cassazione chiarisce il termine di decorrenza della prescrizione del diritto di rivalsa per le spese di condono edilizio. Il caso riguarda un soggetto che, dopo aver eseguito opere abusive su un immobile non di sua proprietà, ne aveva pagato l’oblazione per la sanatoria. I suoi eredi, anni dopo, hanno agito contro i proprietari per il rimborso. La Corte ha stabilito che il termine decennale di prescrizione decorre dal momento del pagamento e non dal successivo rilascio del permesso in sanatoria, respingendo il ricorso in quanto il diritto era ormai prescritto.

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Prescrizione Diritto di Rivalsa: la Cassazione fissa il Dies a Quo

L’ordinanza in esame affronta una questione cruciale in materia immobiliare e di obbligazioni: la prescrizione del diritto di rivalsa per le spese sostenute per un condono edilizio. Quando una persona paga per sanare un abuso su un immobile che poi si scopre non essere suo, da quale momento ha dieci anni di tempo per chiedere il rimborso al legittimo proprietario? La Corte di Cassazione, con una pronuncia chiara, stabilisce che il termine decorre dal giorno del pagamento, non dal momento in cui il beneficio della sanatoria si concretizza. Analizziamo insieme i dettagli di questa importante decisione.

I Fatti di Causa

La vicenda ha origine negli anni ’70, quando due soggetti stipulano un contratto preliminare per la vendita di un immobile. Il promissario acquirente, che ottiene anche la detenzione dell’immobile tramite un contratto di locazione, realizza successivamente delle opere edilizie abusive. Nel 1986, per regolarizzare la situazione, presenta istanza di sanatoria e versa la prima rata dell’oblazione prevista dalla legge.

Nel frattempo, tra le parti insorgono contrasti sulla stipula del contratto definitivo, che sfociano in una lunga controversia giudiziaria. Questa si conclude solo nel 2004 con una sentenza della Cassazione sfavorevole agli eredi del promissario acquirente, che non ottengono il trasferimento della proprietà. Nelle more del giudizio, il proprietario originario ottiene la voltura a suo nome della domanda di condono e, infine, il permesso di costruire in sanatoria nel 2004.

Successivamente, gli eredi del costruttore abusivo citano in giudizio gli eredi del proprietario, chiedendo il rimborso pro quota delle spese sostenute a suo tempo per la sanatoria. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello rigettano la domanda, ritenendo il diritto al rimborso estinto per prescrizione.

La Decisione della Corte e la Prescrizione del Diritto di Rivalsa

Gli eredi del costruttore ricorrono in Cassazione, sostenendo che la Corte d’Appello abbia errato nell’individuare il momento di decorrenza della prescrizione. A loro avviso, il termine decennale non doveva partire dal pagamento dell’oblazione (1986), ma dal momento in cui il proprietario ha effettivamente beneficiato della sanatoria, ossia dal rilascio del titolo edilizio (2004). Fino a quel momento, sostengono, il loro diritto non poteva essere fatto valere.

La Corte di Cassazione respinge il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. Il fulcro della decisione si basa sull’interpretazione dell’art. 2935 del codice civile, secondo cui la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.

Le Motivazioni

La Suprema Corte articola il suo ragionamento su due punti principali, chiarendo la natura del diritto di rivalsa e l’inapplicabilità di altri istituti giuridici.

Il Dies a Quo per l’Azione di Rivalsa

Il Collegio qualifica la pretesa degli attori come un’azione di rivalsa basata sull’art. 31 della L. n. 47/1985. Questa norma consente a chi ha sostenuto i costi per una sanatoria su un immobile altrui di rivalersi sul proprietario. Si tratta di una pretesa restitutoria che nasce da un esborso economico certo e determinato.

Secondo la Corte, il fatto generatore del diritto al rimborso è il pagamento stesso. È in quel preciso momento, avvenuto nel 1986, che si verifica l’esborso patrimoniale e sorge l’interesse giuridicamente rilevante a chiederne la restituzione. La possibilità giuridica di esercitare il diritto coincide con il momento in cui la spesa è stata sostenuta. Il fatto che il vantaggio per il proprietario si sia consolidato solo in un secondo momento (con la voltura e il rilascio del permesso) non è sufficiente a posticipare l’inizio della decorrenza della prescrizione. Pertanto, il termine decennale è iniziato a decorrere nel 1986 e, al momento della citazione in giudizio nel 2014, era ampiamente scaduto.

L’Inapplicabilità della Negotiorum Gestio

I ricorrenti avevano anche tentato di inquadrare la vicenda nello schema della negotiorum gestio (gestione di affari altrui). Sostenevano che il promissario acquirente avesse agito nell’interesse del proprietario, che non si era opposto alla sanatoria e anzi se ne era poi appropriato dei benefici. La Corte rigetta anche questa tesi. Uno dei presupposti fondamentali della negotiorum gestio è l’absentia domini, ovvero l’impossibilità o la mancanza di volontà del proprietario di occuparsi dei propri affari.

In questo caso, la situazione era diametralmente opposta: tra le parti esisteva un conflitto giudiziario pluridecennale sulla titolarità stessa dell’immobile. Questo conflitto esclude radicalmente qualsiasi ipotesi di gestione disinteressata nell’interesse altrui. Il promissario acquirente, pagando la sanatoria, agiva nel proprio esclusivo interesse, nella speranza di diventare proprietario, non per gestire un affare del suo avversario processuale.

Le Conclusioni

L’ordinanza riafferma un principio di fondamentale importanza per la certezza dei rapporti giuridici. Il diritto al rimborso delle spese sostenute per conto altrui, come quelle per un condono edilizio, sorge e può essere esercitato dal momento in cui avviene l’esborso economico. Il dies a quo della prescrizione decennale va quindi individuato nel giorno del pagamento. Attendere il consolidamento del beneficio nella sfera giuridica del debitore non ha l’effetto di spostare in avanti tale termine. Questa decisione sottolinea l’importanza per chi sostiene tali spese di agire tempestivamente per il recupero del proprio credito, senza attendere l’esito di lunghe vicende burocratiche o giudiziarie.

Da quale momento decorre la prescrizione per il diritto di rivalsa delle spese di condono edilizio?
La prescrizione decennale del diritto di rivalsa inizia a decorrere dal giorno in cui viene effettuato il pagamento delle somme per la sanatoria (ad esempio, l’oblazione), e non dalla data successiva in cui viene rilasciato il permesso di costruire in sanatoria.

È possibile applicare l’istituto della gestione di affari altrui (negotiorum gestio) se esiste un conflitto tra le parti?
No. La Corte ha stabilito che la presenza di una controversia giudiziaria pluridecennale tra le parti sulla titolarità dell’immobile esclude radicalmente il presupposto dell’absentia domini, rendendo inapplicabile la disciplina della gestione di affari altrui. Chi paga la sanatoria in un contesto di lite agisce nel proprio interesse e non in quello della controparte.

Perché il diritto al rimborso è stato considerato prescritto nel caso di specie?
Il diritto è stato considerato prescritto perché il pagamento dell’oblazione per la sanatoria è avvenuto nel 1986, facendo decorrere da quella data il termine di prescrizione decennale. L’azione legale per ottenere il rimborso è stata avviata solo nel 2014, ben oltre la scadenza del termine di dieci anni.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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