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Preliminare di società: versa 200mila €, ma il socio non ha poteri

Un finanziatore aveva versato 200.000 euro sulla base di un preliminare di società per la realizzazione di un complesso turistico. La società non è mai stata costituita entro il termine pattuito. Il finanziatore ha quindi chiesto la risoluzione del contratto e il pagamento di una penale di 400.000 euro. La Cassazione ha respinto la sua richiesta. I giudici hanno stabilito che l’accordo non era valido nei confronti della società perché firmato da un socio senza poteri di rappresentanza. Inoltre, la mancata costituzione non era colpa delle altre parti, dato che il progetto edilizio era irrealizzabile fin dall’inizio, rendendo inutile l’intera operazione.

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 9024 Anno 2026 (Cass. civ. sez. 1 n. 9024/2026)

Un investimento svanito per un accordo imperfetto

Un progetto immobiliare ambizioso, un investimento significativo e un accordo scritto nero su bianco. Sembrano gli ingredienti di un’operazione di successo, ma una recente sentenza della Cassazione ci mostra come un singolo dettaglio possa far crollare tutto. La vicenda ruota attorno a un preliminare di società, un contratto con cui più soggetti si impegnano a creare un’azienda per un obiettivo comune. In questo caso, l’obiettivo era costruire e gestire una residenza turistico-alberghiera. Un Finanziatore, credendo nel progetto, versa 200.000 euro come anticipo, destinati in parte ai proprietari dei terreni e in parte alla società che avrebbe dovuto realizzare l’opera.

L’accordo prevedeva un termine preciso: la nuova società a responsabilità limitata doveva nascere entro dodici mesi. Trascorso l’anno, però, della società non c’era traccia. Il Finanziatore, sentendosi tradito, decide di agire per vie legali. Chiede al tribunale di dichiarare la risoluzione del contratto per inadempimento e di condannare le altre parti a pagare una penale di 400.000 euro, il doppio della somma versata, come previsto dall’accordo stesso.

Il problema della rappresentanza: chi firma per la società?

Il primo ostacolo per il Finanziatore emerge subito. La società che avrebbe dovuto realizzare il progetto si difende affermando di non essere vincolata da quell’accordo. Il motivo è semplice ma cruciale: la persona che ha firmato il preliminare di società in suo nome era un socio accomandante. La legge, per le società in accomandita semplice (s.a.s.), è molto chiara: solo i soci accomandatari hanno il potere di amministrare e rappresentare la società. Un socio accomandante, che risponde solo per la quota versata, non può firmare contratti che impegnano l’intera azienda, a meno che non abbia una procura specifica.

In questo caso, non solo mancava una procura, ma non c’erano nemmeno prove che la società avesse successivamente approvato (ratificato) l’operato del socio. Gli assegni versati dal Finanziatore erano intestati personalmente al socio e non alla società, e non è stato dimostrato che quei soldi siano mai finiti sul conto aziendale. Di conseguenza, per i giudici, la società era legalmente estranea all’accordo.

Il progetto impossibile e il preliminare di società

Anche escludendo la società principale, restavano gli altri firmatari, i proprietari dei terreni. Potevano essere considerati inadempienti per non aver collaborato alla costituzione della nuova azienda? La Corte ha risposto di no, introducendo un altro elemento decisivo: la fattibilità del progetto. Dall’analisi dei fatti è emerso che il progetto edilizio, fin dall’inizio, era di difficile o impossibile realizzazione a causa di ostacoli burocratici e amministrativi.

Secondo i giudici, la causa concreta del contratto, cioè lo scopo pratico che le parti volevano raggiungere, era la costruzione di una struttura ricettiva. Se questo scopo diventa irrealizzabile, l’obbligo di costituire una società che dovrebbe perseguirlo perde di significato. Sarebbe stato inutile creare una ‘scatola vuota’. La mancata costituzione della società non era quindi il risultato di una colpa o di una negligenza, ma la logica conseguenza dell’impossibilità di portare avanti il progetto imprenditoriale.

Le motivazioni: perché il preliminare di società non ha retto

La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso del Finanziatore. Le motivazioni si fondano su due pilastri. Il primo è il difetto di rappresentanza: il contratto non poteva vincolare la società realizzatrice perché firmato da un falsus procurator (un rappresentante senza poteri). Il secondo pilastro è l’assenza di un inadempimento colpevole. La Corte ha stabilito che l’arresto dell’iniziativa non poteva essere attribuito alla mancata costituzione della società, dato che nessuna attività edilizia sarebbe stata comunque possibile senza un progetto approvato e realizzabile. L’intero castello contrattuale si basava su un presupposto (la fattibilità del progetto) che è venuto a mancare.

Le conclusioni: chi ha vinto e perché

L’esito finale è sfavorevole per il Finanziatore. La sua richiesta di risarcimento è stata respinta e, in quanto parte soccombente, è stato condannato a pagare le spese legali alle controparti. La sentenza insegna che in un preliminare di società non basta definire gli obblighi, ma è fondamentale verificare la legittimazione di chi firma e la concreta realizzabilità dello scopo del contratto. Un accordo, anche se dettagliato, perde la sua forza se si basa su presupposti irrealizzabili o se viene siglato da chi non ha il potere di farlo.

Cosa succede se firmo un contratto con una persona che non ha il potere di rappresentare una società?
In generale, il contratto non è vincolante per la società. L’accordo può diventare efficace solo se la società, tramite i suoi legali rappresentanti, approva successivamente l’operato di chi ha firmato senza poteri (ratifica).

Un accordo preliminare per costituire una società è sempre valido?
Un accordo preliminare è valido se rispetta i requisiti di legge, ma la sua efficacia dipende anche dalla fattibilità dello scopo per cui la società dovrebbe nascere. Se l’oggetto sociale è impossibile da realizzare, l’obbligo di costituire la società può venire meno.

Basta una scrittura privata per costituire una S.r.l.?
No. Un accordo preliminare (scrittura privata) crea solo l’obbligo di costituire la società in futuro. Per la nascita di una Società a Responsabilità Limitata (S.r.l.) è necessario un atto pubblico, ovvero un contratto redatto e autenticato da un notaio.

Termini giuridici

Legitimatio ad causam
Indica la titolarità del diritto di agire o di resistere in un processo. In pratica, è la condizione di essere la 'parte giusta' (il vero titolare del diritto o dell'obbligo) in una causa.
Falsus procurator
Espressione latina per 'falso rappresentante'. Si riferisce a una persona che agisce in nome di un altro soggetto (ad esempio, una società) senza averne i poteri legali per farlo.
Ratio decidendi
Il principio di diritto o la ragione fondamentale su cui si basa la decisione di un giudice. È il cuore logico-giuridico della sentenza.
Soccombenza
Il principio secondo cui la parte che perde la causa (il soccombente) è tenuta a rimborsare le spese legali sostenute dalla parte vincitrice.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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