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Possesso ad usucapionem: il socio e il bene sociale

La Corte di Cassazione chiarisce che il socio che utilizza un bene della società, come un posto auto, ne ha la semplice detenzione e non il possesso. Per poter vantare un possesso ad usucapionem, è necessario un atto formale di ‘interversione del possesso’, con cui il socio manifesti in modo inequivocabile la volontà di possedere il bene come proprio. In assenza di tale atto, la domanda di usucapione deve essere respinta.

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Possesso ad Usucapionem: Quando l’Uso del Bene Sociale da Parte del Socio non Basta

Il possesso ad usucapionem è un concetto fondamentale del nostro ordinamento, ma la sua applicazione può diventare complessa quando entrano in gioco i rapporti tra soci e società. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha offerto un importante chiarimento su un caso emblematico: un socio può usucapire un bene sociale, come un posto auto, semplicemente utilizzandolo per anni? La risposta della Corte è netta e si fonda sulla cruciale distinzione tra possesso e detenzione.

I Fatti del Caso: un Parcheggio Conteso

La vicenda riguarda un socio di una S.r.l. che, per oltre vent’anni, aveva utilizzato in modo esclusivo un posto auto di proprietà della società. Tale utilizzo comprendeva sia il parcheggio della sua autovettura personale, sia quello di un veicolo aziendale a lui in uso. A seguito del fallimento della società, il socio ha rivendicato la proprietà del posto auto per usucapione, sostenendo di averlo posseduto ininterrottamente per il tempo richiesto dalla legge.

Il Tribunale, in prima istanza, aveva accolto la sua domanda, ritenendo che l’uso continuato integrasse gli estremi del possesso. Tuttavia, il successore a titolo particolare della società fallita, che si era aggiudicato il bene nell’ambito della procedura concorsuale, ha impugnato tale decisione dinanzi alla Corte di Cassazione.

La Decisione della Cassazione sul Possesso ad Usucapionem

La Suprema Corte ha ribaltato la decisione di merito, accogliendo il ricorso e rigettando la domanda del socio. Il ragionamento dei giudici si concentra sulla natura del rapporto tra il socio e il bene della società, qualificandolo non come possesso, ma come semplice detenzione.

Detenzione vs. Possesso: La Chiave di Volta

La Corte ha ribadito un principio consolidato: il socio che utilizza un bene appartenente alla società non esercita un potere di fatto corrispondente a quello di un proprietario. Egli, infatti, ha la disponibilità materiale del bene (la detenzione) in virtù del suo status di socio e per un interesse proprio, ma questo avviene con il consenso, esplicito o implicito, della società, che rimane l’unica possessore.

Utilizzare un bene sociale, anche per scopi personali, non significa automaticamente possederlo uti dominus (cioè, come se si fosse il proprietario). Significa, invece, goderne in virtù di un titolo (il rapporto sociale) che presuppone il riconoscimento del diritto di proprietà in capo alla società stessa.

L’Indispensabile Atto di Interversione del Possesso

Per trasformare la detenzione in un possesso ad usucapionem, il socio avrebbe dovuto compiere un atto di “interversione del possesso”, come previsto dall’articolo 1141 del Codice Civile. Tale atto consiste in una manifestazione esteriore, inequivocabile e diretta contro il possessore (la società), con cui il detentore cessa di riconoscere il diritto altrui e inizia a possedere il bene apertamente come proprio.

Nel caso specifico, il socio non ha mai allegato né dimostrato di aver compiuto un simile atto. Il semplice utilizzo prolungato del posto auto, anche per parcheggiare un’auto di proprietà della società, non è stato ritenuto un atto idoneo a manifestare alla società la volontà di sottrarle il bene.

Le Motivazioni della Corte

La Corte di Cassazione ha motivato la sua decisione sottolineando che il Tribunale di merito aveva erroneamente interpretato la situazione. Ritenere che l’uso del posto auto da parte del socio costituisse possesso ad usucapionem, senza individuare un specifico atto di interversione, è stato un errore di diritto. La circostanza che il socio utilizzasse anche un’auto aziendale parcheggiata in quel posto, anziché indebolire, rafforzava la tesi della detenzione, poiché dimostrava che l’uso avveniva nell’ambito del rapporto societario. Il principio, già affermato per le società di persone, è stato ritenuto applicabile a maggior ragione alle società di capitali, che sono soggetti giuridici pienamente autonomi rispetto ai soci.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche per Soci e Società

Questa ordinanza offre un monito importante per soci e amministratori. L’utilizzo di beni sociali da parte dei soci, se non correttamente inquadrato, può generare equivoci e contenziosi. La decisione conferma che non è sufficiente un uso prolungato nel tempo per acquisire la proprietà di un bene aziendale. È necessario un cambiamento radicale e manifesto nella natura del rapporto con il bene, un atto di opposizione chiaro nei confronti della società, che trasformi la detenzione in vero e proprio possesso. In assenza di ciò, il diritto di proprietà della società rimane pienamente tutelato.

L’utilizzo di un bene della società da parte di un socio costituisce possesso utile per l’usucapione?
No, secondo la Corte di Cassazione, l’uso di un bene sociale da parte di un socio, anche se per scopi personali ed esclusivi, di norma costituisce semplice detenzione e non possesso, poiché avviene in virtù del rapporto sociale e con il consenso della società.

Cosa deve fare un socio per poter usucapire un bene sociale che sta utilizzando?
Per trasformare la detenzione in possesso valido per l’usucapione, il socio deve compiere un “atto di interversione del possesso”. Deve cioè manifestare in modo chiaro ed inequivocabile alla società la sua volontà di possedere il bene come se fosse proprio, e non più in qualità di socio.

L’uso di un’auto aziendale, parcheggiata in un posto auto della società, aiuta il socio a dimostrare il possesso ad usucapionem del parcheggio?
No, al contrario. La Corte ha chiarito che questa circostanza rafforza la tesi della detenzione, in quanto dimostra che l’uso del bene (il posto auto) avviene proprio nell’ambito del rapporto societario e in relazione ad un altro bene (l’auto) di proprietà della società.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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