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Diritto Fallimentare

Scopri i principi e le normative del diritto fallimentare. Approfondisci le procedure e gli obblighi legali coinvolti nel fallimento.
Composizione negoziata della crisi tra piano debole e rinuncia
Una società richiede al Tribunale la conferma delle misure protettive del patrimonio nell'ambito della composizione negoziata della crisi d'impresa. L'imprenditore intende congelare le azioni dei creditori per negoziare un piano di rientro. Il consulente nominato dal tribunale rileva tuttavia gravi lacune nei presupposti economici e dichiara inidoneo il progetto di risanamento. Constatata l'assenza di concrete prospettive di ripresa, l'esperto indipendente formalizza la relazione di archiviazione sulla piattaforma dedicata. La società prende atto della situazione e deposita formale rinuncia all'istanza protettiva. Il Tribunale dichiara quindi estinto il procedimento cautelare, cancella l'udienza e ordina l'immediata trasmissione di tutti gli atti alla Procura della Repubblica per le verifiche penali di competenza.
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Esdebitazione: quando spetta il beneficio del debito
La Corte d'Appello di Venezia ha riformato un decreto che negava l'esdebitazione a un debitore. I giudici hanno chiarito che l'eccessivo indebitamento, se finalizzato a bisogni primari della famiglia e non a spese voluttuarie, non configura colpa grave e permette l'accesso al beneficio del fresh start.
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Liquidazione Giudiziale e valore del giudicato
La Corte d'Appello ha confermato l'apertura della Liquidazione Giudiziale per un imprenditore individuale, respingendo il reclamo basato sulla contestazione del credito. La Corte ha chiarito che un decreto ingiuntivo non opposto nei termini diviene definitivo, acquisendo autorità di giudicato e costituendo prova certa del credito ai fini della dichiarazione di insolvenza, indipendentemente dalla pendenza di giudizi autonomi di accertamento negativo.
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Misure protettive CCII: la conferma del Tribunale
Il Tribunale di Roma ha confermato le misure protettive CCII per una società attiva nel settore della grande distribuzione, bloccando le azioni esecutive per 120 giorni. Il giudice ha ritenuto il piano di risanamento credibile, ma ha rigettato la richiesta di sospendere il pagamento delle rate fiscali, poiché tale effetto non può essere disposto per via cautelare giudiziaria.
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Liquidazione giudiziale: guida ai presupposti legali
Il Tribunale di Roma ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società commerciale insolvente. La decisione si fonda sull'accertamento di una debitoria erariale e previdenziale superiore a 30.000 euro e sulla mancata prova del possesso dei requisiti di non fallibilità da parte del debitore, confermando la legittimazione attiva del creditore e la competenza del tribunale.
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Liquidazione giudiziale: quando viene dichiarata?
Il Tribunale di Roma ha sancito l'apertura della liquidazione giudiziale per una società operante nel settore della telefonia. La decisione scaturisce dal ricorso del Pubblico Ministero, che ha evidenziato uno stato di insolvenza conclamato da un debito fiscale superiore a 1,4 milioni di euro e dall'assenza di bilanci depositati dal 2013.
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Liquidazione compensi professionali: calcolo corretto
Il Tribunale ha accolto il reclamo di un avvocato contro un decreto di liquidazione che erroneamente considerava l'importo liquidato come onnicomprensivo di oneri fiscali e previdenziali. La decisione chiarisce che la liquidazione compensi professionali basata su tariffe medie deve distinguere chiaramente tra il compenso netto e gli accessori di legge, onde evitare una decurtazione indebita degli onorari spettanti al professionista.
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Compensi avvocato minimi inderogabili: il caso
Il Tribunale di Roma ha accolto il reclamo di un avvocato contro la liquidazione dei suoi onorari operata dal Giudice Delegato, stabilendo l'obbligatorietà dei compensi avvocato minimi inderogabili stabiliti dal D.M. 55/2014. La decisione chiarisce che il giudice non può scendere sotto le soglie minime in assenza di accordi contrari, specialmente in casi complessi legati a procedure fallimentari.
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Contributi previdenziali professionisti e fallimento
La Corte d'Appello ha respinto il ricorso di un ente previdenziale che richiedeva il pagamento di contributi previdenziali professionisti per oltre centomila euro a un geometra dichiarato fallito. La Corte ha stabilito che lo status di fallito, comportando la perdita dei diritti civili secondo la normativa previgente, impediva l'esercizio della professione e faceva decadere la presunzione di attività lavorativa. Di conseguenza, l'ente non ha fornito prove concrete dell'effettivo svolgimento della professione nel periodo contestato.
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Azione revocatoria fallimentare: guida pratica
La Corte d'Appello ha confermato l'azione revocatoria fallimentare su una vendita di magazzino da 300.000 euro. Il mutamento qualitativo del patrimonio e i legami societari hanno provato il pregiudizio ai creditori, imponendo la restituzione del valore equivalente.
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Cessione crediti PA: requisiti e inopponibilità
La Corte d'Appello di Cagliari ha confermato che la cessione crediti PA effettuata a favore di un soggetto privo dei requisiti bancari previsti dalla Legge 52/1991 non è nulla, ma inopponibile all'amministrazione se manca un'accettazione espressa. Nel caso specifico, un fornitore non ha potuto incassare il credito ceduto dall'appaltatore poi fallito.
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Equa riparazione Pinto: criteri per l’indennizzo
La Corte d'Appello si è pronunciata in sede di rinvio sul calcolo dell'equa riparazione Pinto a seguito di una procedura fallimentare durata oltre otto anni. Dopo un annullamento in Cassazione, la Corte ha stabilito che, nonostante il pagamento parziale da parte del Fondo di Garanzia INPS riduca il patema morale, l'indennizzo non può essere abbattuto in modo irragionevole. La decisione finale ha fissato un indennizzo annuo di 250 euro per ciascun ricorrente.
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Liquidazione giudiziale: revoca per soglie non superate
La Corte d'Appello ha revocato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società cooperativa. Attraverso una consulenza tecnica, è emerso che l'impresa non superava i requisiti dimensionali previsti dal Codice della Crisi, avendo debiti, ricavi e attivo patrimoniale sotto le soglie legali nonostante l'inattendibilità dei bilanci iniziali.
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Equa riparazione Pinto: indennizzo per processi lunghi
La Corte d'Appello di Cagliari ha accolto l'opposizione di numerosi creditori di un fallimento durato oltre dieci anni, riconoscendo il diritto all'equa riparazione Pinto. La decisione distingue l'indennizzo in base al grado di soddisfacimento del credito, fissando parametri annui differenziati per il risarcimento del danno morale da ritardo processuale.
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Responsabilità amministratore società: onere della prova
Il Tribunale ha respinto l'azione di responsabilità contro un ex amministratore unico, accusato di aver distratto fondi e abbandonato colposamente un giudizio civile. La decisione sottolinea che la responsabilità amministratore società richiede la prova rigorosa del danno e del nesso di causalità, non potendo basarsi su mere irregolarità contabili o scelte gestionali prive di conseguenze concrete.
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Liquidazione controllata: guida alla nuova procedura
Il Tribunale ha disposto l'apertura della liquidazione controllata per un debitore in stato di crisi. La sentenza nomina gli organi della procedura e stabilisce i termini per i creditori, confermando la regolarità della documentazione prodotta ai sensi del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.
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Equa riparazione Pinto: rimborsi per ritardi
La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto all'equa riparazione Pinto a un creditore coinvolto in una procedura fallimentare durata oltre nove anni. Il tribunale ha stabilito che il termine ragionevole per tali procedure è di sei anni e che il calcolo del ritardo decorre dalla data di deposito della domanda di ammissione al passivo.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’insolvenza
La Corte d'Appello ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società in liquidazione volontaria. Nonostante la richiesta di rinvio per trattative stragiudiziali, il giudice ha privilegiato la celerità processuale. L'insolvenza è stata accertata verificando l'insufficienza dell'attivo patrimoniale a coprire i debiti, inclusi quelli erariali emersi da precedenti procedure.
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Liquidazione giudiziale: impresa agricola o commerciale?
La Corte d'Appello ha confermato la liquidazione giudiziale per una società che invocava lo status di impresa agricola. I giudici hanno rilevato la prevalenza dell'attività commerciale e un evidente stato di insolvenza causato da debiti non onorati e procedure esecutive pendenti.
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Liquidazione controllata: riassunzione del processo
La Corte d'Appello ha dichiarato estinto un giudizio di appello poiché la riassunzione, a seguito dell'apertura di una liquidazione controllata a carico dell'appellante, non è stata effettuata dal soggetto legittimato. La sentenza chiarisce che la capacità processuale spetta al liquidatore della procedura, salvo casi eccezionali di inerzia.
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