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Permuta cosa futura: nullità se l’oggetto è incerto

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17961/2024, ha confermato la nullità di un contratto preliminare di permuta cosa futura. Il caso riguardava lo scambio di un terreno con appartamenti da costruire. La Corte ha stabilito che, per la sua validità, il contratto deve contenere criteri oggettivi e prestabiliti per individuare con certezza i futuri immobili, non potendo rimettere la loro determinazione a un successivo accordo o alla scelta discrezionale di una delle parti.

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Permuta di Cosa Futura: Quando un Contratto è Nullo per Oggetto Indeterminato

Nel settore immobiliare, la permuta cosa futura è un’operazione comune: un proprietario cede un terreno a un costruttore in cambio di una o più unità immobiliari da realizzare su quel suolo. Tuttavia, affinché tale accordo sia valido, è fondamentale che l’oggetto dello scambio sia definito con precisione. La recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 17961/2024 ribadisce un principio cruciale: la mancanza di criteri certi per individuare gli immobili futuri rende il contratto preliminare nullo per indeterminatezza dell’oggetto.

I Fatti di Causa: Un Accordo Incerto

La vicenda giudiziaria ha origine da alcuni contratti preliminari stipulati negli anni ’90. I proprietari di alcuni terreni si erano accordati con una società costruttrice per cedere le loro aree in cambio di appartamenti e unità pertinenziali da costruire. Il problema sorgeva dal fatto che i contratti non specificavano con sufficiente chiarezza quali e quante unità immobiliari sarebbero state trasferite, né fornivano criteri oggettivi per la loro futura identificazione. La determinazione era, di fatto, rimandata a un momento successivo, legato alla redazione dei progetti e, in ultima analisi, alla scelta discrezionale degli stessi proprietari terrieri.

Il Percorso Giudiziario: La Nullità nei Primi Due Gradi

La società costruttrice, non riuscendo a perfezionare l’accordo, citava in giudizio i proprietari chiedendo l’esecuzione in forma specifica del contratto. Il Tribunale di primo grado, tuttavia, respingeva la domanda, dichiarando la nullità dei preliminari proprio a causa dell’indeterminatezza e indeterminabilità del loro oggetto. La decisione veniva confermata dalla Corte d’Appello, la quale sottolineava come la validità di un contratto di questo tipo richieda che l’identificazione del bene futuro possa avvenire sulla base di elementi e criteri prestabiliti nel contratto stesso, senza la necessità di una nuova manifestazione di volontà delle parti.

L’Analisi della Cassazione sulla permuta cosa futura

La società costruttrice ricorreva quindi in Cassazione, sollevando diverse questioni, ma il cuore della controversia rimaneva la validità dei contratti originari.

La Necessità di un Oggetto Determinato o Determinabile

La Suprema Corte ha respinto il ricorso, allineandosi all’orientamento consolidato della giurisprudenza. I giudici hanno chiarito che, sebbene l’oggetto di un contratto possa essere determinato anche per relationem, cioè con rinvio a elementi esterni (come planimetrie o progetti), è necessario che tali elementi consentano un’identificazione certa e oggettiva del bene. Nel caso di specie, mancavano non solo progetti allegati ai contratti, ma anche qualsiasi criterio concordato che potesse guidare la futura individuazione degli appartamenti. Affidare la scelta alla successiva e discrezionale volontà di una delle parti equivale a un rinvio a un futuro accordo, il che rende l’oggetto del contratto indeterminato al momento della sua conclusione, causandone la nullità insanabile.

La Tardività della Domanda di Danno Precontrattuale

Un altro aspetto interessante riguardava il tentativo della società costruttrice di ottenere un risarcimento per responsabilità precontrattuale. Questa domanda, però, era stata avanzata solo in un momento successivo dell’iter processuale di primo grado. La Cassazione ha confermato che tale richiesta costituiva una mutatio libelli, ovvero una modifica inammissibile della domanda originaria. La domanda iniziale era basata su una responsabilità contrattuale (inadempimento di un contratto valido), mentre quella per responsabilità precontrattuale si fonda su un presupposto diverso e incompatibile (la scorrettezza durante le trattative che hanno portato a un contratto nullo o mai concluso). Introdurla tardivamente viola le regole processuali.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte ha motivato la sua decisione sulla base del principio fondamentale sancito dall’art. 1346 c.c., secondo cui l’oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile. In una permuta cosa futura, la ‘determinabilità’ richiede che il contratto contenga in sé i parametri oggettivi per giungere alla specificazione del bene, senza che sia necessario un nuovo intervento volitivo delle parti. La promessa di trasferire un certo numero di appartamenti di un costruendo edificio, senza specificarne tipo, dimensioni e collocazione sulla base di riferimenti progettuali concreti, è troppo generica per far sorgere un vincolo giuridicamente valido. La nullità del contratto travolge di conseguenza tutte le domande basate sulla sua esistenza, come l’esecuzione specifica e il risarcimento per inadempimento.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche

La pronuncia in esame rappresenta un monito importante per gli operatori del settore immobiliare. Nella redazione di contratti preliminari di permuta di cosa futura, è indispensabile agire con la massima diligenza e precisione. Per evitare il rischio di nullità, è essenziale che l’accordo identifichi gli immobili da trasferire con il maggior grado di dettaglio possibile, allegando elaborati grafici, planimetrie e capitolati, o, in loro assenza, stabilendo criteri oggettivi e non discrezionali (come parametri di edificabilità, collocazione specifica, ecc.) che rendano le future unità immobiliari univocamente determinabili sin dall’origine del vincolo contrattuale.

Quando un contratto preliminare di permuta di cosa futura è nullo?
Un preliminare di permuta di un bene presente (es. terreno) contro un bene futuro (es. appartamenti da costruire) è nullo per indeterminatezza dell’oggetto se non contiene criteri oggettivi e prestabiliti per individuare con certezza i futuri immobili. La loro identificazione non può essere rimessa a un successivo accordo o alla scelta discrezionale di una delle parti.

È possibile modificare in corso di causa una domanda di risarcimento da contrattuale a precontrattuale?
No, secondo l’ordinanza, questo costituisce una modifica inammissibile della domanda (mutatio libelli) se avviene oltre i termini processuali. Le due azioni si fondano su presupposti giuridici diversi e incompatibili: la prima presuppone un contratto valido, la seconda una condotta scorretta nelle trattative che hanno preceduto un contratto nullo o mai concluso.

L’oggetto di un contratto può essere identificato tramite rinvio a documenti esterni (per relationem)?
Sì, è possibile, ma a condizione che i documenti esterni (come progetti, planimetrie, capitolati) esistano al momento della stipula o siano chiaramente identificabili e permettano un’individuazione oggettiva e inequivocabile del bene, senza la necessità di una nuova manifestazione di volontà delle parti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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