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Giurisprudenza Civile

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Divisione ereditaria: criteri e lotti immobiliari
La Corte d'Appello di Venezia ha riformato una complessa divisione ereditaria tra tre fratelli relativa a un vasto patrimonio immobiliare. La decisione si è concentrata sull'aggiornamento delle stime ai valori di mercato attuali e sulla gestione di lotti già alienati da un coerede. La Corte ha privilegiato un progetto che evita conguagli in denaro, assegnando i beni in natura per stabilizzare gli atti di disposizione già compiuti.
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Patto fiduciario immobiliare: la prova in tribunale
La Corte d'Appello di Venezia ha riformato una sentenza riguardante un presunto patto fiduciario immobiliare. Il caso vedeva un erede reclamare la proprietà di un immobile intestato alla compagna del defunto padre, sostenendo l'esistenza di un accordo di restituzione. La Corte ha stabilito che, in assenza di prove documentali utilizzabili, l'acquisto con denaro altrui deve essere qualificato come donazione indiretta, motivata dal profondo legame affettivo e dall'assistenza prestata.
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Licenziamento disciplinare illegittimo: la decisione
La Corte d'Appello ha confermato la sentenza di primo grado dichiarando un licenziamento disciplinare illegittimo. Il datore di lavoro accusava una dipendente di un rifugio per animali di assenze ingiustificate e gravi negligenze nella gestione di documenti e vaccinazioni. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che l'assenza era giustificata da malattia e infortunio, mentre le altre contestazioni erano eccessivamente generiche e non supportate da prove certe sulla responsabilità individuale.
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Azione di rivalsa fiscale: guida alla prescrizione
La Corte d'Appello ha confermato che l'azione di rivalsa fiscale promossa da una società contro i propri soci, a seguito di un accertamento per operazioni elusive, è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella breve quinquennale. Il termine inizia a decorrere dal momento del versamento effettivo delle imposte all'Erario da parte della società, che agisce come sostituto d'imposta.
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Consenso unanime condominio: lavori sul tetto comune
La Corte d'Appello di Venezia ha stabilito che la trasformazione di una parte del tetto comune in terrazza a uso esclusivo richiede il consenso unanime condominio. In assenza dell'accordo di tutti i proprietari, qualsiasi transazione che preveda tale modifica è nulla. La sentenza conferma inoltre l'obbligo di rimessione in pristino del tetto e nega il rimborso delle spese al condomino che ha agito senza provare l'urgenza dell'intervento.
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Appalto di opere pubbliche: guida alla risoluzione
La Corte d'Appello di Venezia ha confermato la legittimità della risoluzione di un appalto di opere pubbliche per abbandono del cantiere da parte dell'impresa. I giudici hanno chiarito che le riserve non iscritte tempestivamente nel registro contabile sono inammissibili e che, in un appalto a corpo, il prezzo globale rimane vincolante nonostante eventuali discrepanze nel computo metrico.
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Servitù di passaggio coattiva: i criteri di scelta
La Corte d'Appello di Venezia, in sede di rinvio dalla Cassazione, ha riconosciuto una servitù di passaggio coattiva a favore di fondi interclusi, stabilendo un tracciato di 5 metri basato sulla potenziale edificabilità dei terreni. La sentenza chiarisce che l'indennità deve essere rapportata al disagio del fondo servente, mentre una società costruttrice è stata condannata a rimborsare tali somme per inadempimento contrattuale.
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Usucapione beni ereditari e prova del possesso
La Corte d'Appello di Venezia ha respinto la richiesta di usucapione beni ereditari avanzata dai successori di un erede apparente contro i legittimi eredi di un figlio naturale. La decisione sottolinea che il possesso deve essere provato in modo rigoroso e che il figlio naturale può interrompere il termine di usucapione anche prima del riconoscimento formale della paternità.
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Malattia professionale indennizzabile: la soglia 6%
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di una domanda per malattia professionale indennizzabile poiché il danno biologico accertato, pari al 2%, non raggiungeva la soglia minima del 6% prevista dalla legge. Nonostante il riconoscimento del nesso causale con l'attività lavorativa, l'assenza di indagini strumentali approfondite ha impedito una valutazione superiore dell'invalidità.
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Responsabilità bancaria diamanti: condanna confermata
La Corte d’Appello di Venezia ha confermato la condanna di un istituto di credito al risarcimento dei danni in favore dell'erede di un cliente per la vendita di pietre preziose a prezzi gonfiati. La corte ha rigettato l'eccezione di prescrizione, fissando il termine dal momento della scoperta dello scandalo, e ha ravvisato una responsabilità bancaria diamanti basata sul contatto sociale qualificato e sulla violazione dei doveri di informazione e trasparenza.
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Malattia professionale ginocchio e prova nesso causale
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della domanda di rendita per malattia professionale ginocchio presentata da un autista raccoglitore. La decisione si fonda sull'assenza di prove certe riguardo all'esposizione prolungata e non occasionale a movimenti ripetitivi di flesso-estensione, escludendo così il nesso causale tra le mansioni svolte e la patologia riscontrata.
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Cessazione della materia del contendere: il caso
Una società ha impugnato la sentenza che definiva ritorsivo il licenziamento di un dipendente. Durante il giudizio di secondo grado, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale. La Corte d'Appello ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, riformando la decisione di primo grado e disponendo la compensazione delle spese come concordato.
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Convivenza more uxorio: restituzione somme versate
La Corte d'Appello di Venezia ha confermato il rigetto della richiesta di restituzione di somme versate durante una convivenza more uxorio. I pagamenti effettuati per il mutuo e l'arredo di una casa intestata esclusivamente alla partner sono stati qualificati come obbligazioni naturali, rendendoli irripetibili. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile la richiesta di accertamento di intestazione fittizia presentata tardivamente.
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Servitù di passaggio: validità e prova in appello
La Corte d'Appello di Venezia ha confermato l'esistenza di una servitù di passaggio costituita per contratto tra comproprietari. La decisione chiarisce che il diritto reale non si estingue per prescrizione decennale e che la presenza di ostacoli fissi nelle aree comuni legittima l'azione legale per il ripristino del passaggio.
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Contributi previdenziali professionisti e fallimento
La Corte d'Appello ha respinto il ricorso di un ente previdenziale che richiedeva il pagamento di contributi previdenziali professionisti per oltre centomila euro a un geometra dichiarato fallito. La Corte ha stabilito che lo status di fallito, comportando la perdita dei diritti civili secondo la normativa previgente, impediva l'esercizio della professione e faceva decadere la presunzione di attività lavorativa. Di conseguenza, l'ente non ha fornito prove concrete dell'effettivo svolgimento della professione nel periodo contestato.
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NASpI lavoro carcerario e disoccupazione involontaria
La Corte d'Appello di Venezia ha respinto il ricorso di un lavoratore detenuto che richiedeva la NASpI lavoro carcerario per i periodi di inattività dovuti alla rotazione dei turni. Sebbene il diritto sia riconosciuto in astratto, il ricorrente non ha provato che la cessazione del rapporto fosse involontaria e definitiva, anziché una mera sospensione organizzativa.
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Infortunio sul lavoro: calcolo danno biologico
La Corte d'Appello ha rigettato la richiesta di una lavoratrice volta a ottenere un risarcimento maggiore per un infortunio sul lavoro. Nonostante una precedente lesione nervosa dovuta a errore chirurgico, i giudici hanno confermato che il nuovo trauma (lesione SLAP) ha prodotto un'inabilità permanente del 4%, soglia inferiore al 6% necessario per le prestazioni INAIL. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente alle spese legali, disponendone la compensazione.
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Appello ordinanza art 612 cpc: quando è inammissibile
La Corte d'Appello di Venezia ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello ordinanza art 612 cpc proposto contro un provvedimento del Giudice dell'Esecuzione. Il caso riguardava il ripristino di distanze legali per vedute illecite. La Corte ha stabilito che tali ordinanze, determinando solo le modalità esecutive, non hanno natura di sentenza e vanno contestate tramite opposizione agli atti esecutivi, non tramite appello.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la sentenza
La Corte d'Appello conferma l'azione revocatoria fondo patrimoniale contro un atto di costituzione di beni in fondo familiare. La decisione chiarisce che tale atto, essendo a titolo gratuito, può essere dichiarato inefficace se arreca pregiudizio alle ragioni del creditore, anche in presenza di un credito litigioso o ceduto a terzi nel corso di una cartolarizzazione.
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Responsabilità solidale appalto: onere della prova
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della pretesa dell'istituto previdenziale verso un committente per contributi non versati da una cooperativa. La decisione si fonda sulla mancanza di prova certa riguardo all'effettivo impiego dei lavoratori nello specifico appalto durante il periodo contestato, rendendo inapplicabile la responsabilità solidale appalto.
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