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Modifica contrattuale: la Cassazione chiarisce

La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di fornitura commerciale in cui le parti avevano prodotto due versioni diverse dello stesso contratto. La Corte ha confermato la validità della modifica contrattuale manoscritta basandosi sul comportamento successivo delle parti, come i pagamenti effettuati e l’accettazione della merce. Tuttavia, ha cassato la sentenza d’appello per errata interpretazione di una clausola di esonero da responsabilità per ritardi, sottolineando che tale clausola non può coprire la colpa grave o il dolo del fornitore, e per omissione di pronuncia su una domanda di rimborso spese.

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Modifica Contrattuale: Il Comportamento delle Parti Vale Più della Forma

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione offre spunti cruciali sulla validità di una modifica contrattuale e sui limiti delle clausole che esonerano dalla responsabilità. Il caso, nato da una disputa su una fornitura di serramenti, chiarisce come il comportamento tenuto dalle parti durante l’esecuzione del contratto possa essere decisivo per interpretarne la reale volontà, anche in presenza di documenti non perfettamente coincidenti.

I Fatti di Causa

Una società fornitrice di infissi otteneva un decreto ingiuntivo contro un’impresa acquirente per il saldo non pagato di una fornitura. L’acquirente si opponeva, sostenendo che il contratto prodotto dalla fornitrice non era quello originale, ma presentava delle aggiunte manoscritte successive alla firma. Secondo l’acquirente, queste modifiche, relative a materiali e prezzi, erano state apposte unilateralmente e quindi non valide. Contestava inoltre ritardi e difetti nella fornitura, chiedendo il risarcimento dei danni.

Sia il Tribunale di primo grado che la Corte d’Appello respingevano l’opposizione. I giudici di merito ritenevano che, nonostante la divergenza tra i due documenti, la modifica contrattuale fosse stata concordata. A supporto di questa tesi, valorizzavano il comportamento successivo dell’acquirente, il quale aveva accettato la merce conforme alle modifiche, installato i serramenti e pagato parte del prezzo ribassato, senza sollevare contestazioni immediate. Di conseguenza, l’eccezione di inadempimento e la richiesta di risarcimento venivano rigettate.

La Decisione della Corte di Cassazione e la Validità della Modifica Contrattuale

L’acquirente ricorreva in Cassazione, lamentando diversi vizi della sentenza d’appello. La Suprema Corte ha analizzato i motivi di ricorso, giungendo a una decisione articolata.

La Validità della Modifica Contrattuale Basata sul Comportamento Concludente

La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito riguardo alla validità delle modifiche. Ha stabilito che, in presenza di due versioni contrattuali non coincidenti, il giudice può e deve interpretare la comune intenzione delle parti non solo basandosi sul senso letterale delle parole, ma anche valutando il loro comportamento complessivo, anche posteriore alla conclusione del contratto (art. 1362 c.c.).

Nel caso specifico, i pagamenti parziali effettuati dall’acquirente a fronte di fatture che riportavano i prezzi e i materiali indicati nelle aggiunte manoscritte, uniti alla mancata contestazione al momento della consegna, sono stati considerati ‘comportamenti concludenti’. Tali comportamenti dimostravano in modo inequivocabile l’accettazione della modifica contrattuale. La Corte ha quindi respinto il motivo di ricorso che lamentava un’errata ricostruzione dei fatti, affermando che i giudici di merito avevano correttamente esercitato il loro potere di interpretazione del materiale probatorio.

L’Interpretazione della Clausola di Esonero da Responsabilità

Un punto cruciale, accolto dalla Cassazione, riguarda l’interpretazione della clausola n. 9 del contratto, che escludeva il diritto al risarcimento dei danni per eventuali ritardi nella consegna, definendo i termini come ‘approssimativi’. La Corte d’Appello aveva ritenuto tale clausola sufficiente a escludere la responsabilità del fornitore.

La Suprema Corte ha invece cassato questa parte della sentenza. Ha ricordato che, ai sensi dell’art. 1229 c.c., qualsiasi patto che esclude o limita preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o colpa grave è nullo. La clausola, quindi, poteva esonerare il fornitore solo in caso di colpa lieve. La Corte d’Appello aveva omesso di verificare la natura e la gravità del ritardo, limitandosi a dare per buona la clausola senza valutare se il comportamento del fornitore potesse configurare una colpa grave. Il giudice del rinvio dovrà quindi riesaminare questo aspetto, valutando se il ritardo sia stato causato da una negligenza lieve o se invece sia imputabile a colpa grave, nel qual caso la clausola non sarebbe applicabile.

Le Motivazioni

La Corte di Cassazione ha motivato la sua decisione distinguendo nettamente i diversi profili giuridici. Sulla questione della modifica contrattuale, ha ribadito il principio consolidato secondo cui l’interpretazione del contratto è un’attività riservata al giudice di merito, censurabile in sede di legittimità solo per violazione dei canoni legali di ermeneutica o per vizi motivazionali, non per una diversa valutazione dei fatti. Il comportamento delle parti è stato ritenuto un canone interpretativo fondamentale per ricostruire la loro volontà effettiva.

Per quanto riguarda la clausola di esonero da responsabilità, la motivazione si fonda sull’applicazione diretta dell’art. 1229 c.c., norma imperativa che pone un limite invalicabile all’autonomia contrattuale. I giudici di merito non possono limitarsi a constatare l’esistenza di una clausola liberatoria, ma devono valutarne la validità e l’ambito di applicazione in concreto, verificando che l’inadempimento non derivi da dolo o colpa grave del debitore. La Cassazione ha inoltre accolto il motivo relativo all’omissione di pronuncia sulla domanda di rimborso dei costi per le perizie fonometriche, riconoscendo che la Corte d’Appello non si era espressa su una specifica richiesta dell’appellante.

Le Conclusioni

L’ordinanza in esame offre due importanti lezioni pratiche. In primo luogo, conferma che la vita di un contratto non si esaurisce nel testo scritto, ma si manifesta anche attraverso l’esecuzione. Un comportamento coerente con le modifiche pattuite, anche se informalmente, può sanare eventuali incertezze documentali. In secondo luogo, mette in guardia sulla redazione e l’interpretazione delle clausole di limitazione della responsabilità. Queste non sono un ‘salvacondotto’ assoluto, ma sono soggette a limiti inderogabili posti dalla legge, come il divieto di escludere la responsabilità per colpa grave. La sentenza viene quindi cassata con rinvio alla Corte d’Appello, che dovrà decidere nuovamente tenendo conto dei principi espressi dalla Cassazione.

Come si può provare una modifica contrattuale se esistono due versioni differenti del documento?
Secondo la Corte di Cassazione, la prova può essere desunta dal comportamento complessivo delle parti successivo alla stipula. Se una parte esegue la prestazione secondo le modifiche (ad esempio, fornendo il materiale diverso) e l’altra parte la accetta senza contestazioni e paga i corrispettivi adeguati a tali modifiche, questo comportamento è considerato un indice chiaro della comune volontà di accettare la modifica contrattuale.

Una clausola che esclude la responsabilità per ritardi nella consegna è sempre valida?
No. La Corte ha chiarito che, ai sensi dell’art. 1229 del codice civile, una clausola di esonero da responsabilità è nulla se il ritardo è causato da dolo o colpa grave del debitore (in questo caso, il fornitore). La sua validità è limitata alle sole ipotesi di colpa lieve. Il giudice deve quindi valutare in concreto la gravità della condotta del debitore prima di applicare la clausola.

Cosa succede se un giudice d’appello non si pronuncia su una specifica domanda contenuta nell’atto di appello?
Si verifica un vizio di ‘omissione di pronuncia’ (violazione dell’art. 112 c.p.c.). Questo vizio, come avvenuto nel caso di specie per la richiesta di rimborso dei costi di una perizia, comporta la nullità della sentenza su quel punto e la cassazione con rinvio, obbligando il giudice a riesaminare e decidere sulla domanda che era stata ignorata.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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