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Manipolazione del mercato: notizia falsa annulla sanzione Consob

La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione della Consob per manipolazione del mercato a carico dell’amministratore di una società quotata. L’illecito era consistito nel diffondere comunicati stampa fuorvianti su un futuro aumento di capitale. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la manipolazione del mercato tramite false notizie è un illecito istantaneo, che si consuma nel momento in cui la notizia viene diffusa. Di conseguenza, il termine di prescrizione di cinque anni inizia a decorrere da quel giorno, non dalla successiva smentita. La sanzione, essendo stata contestata oltre i cinque anni dalla diffusione della notizia falsa, è stata annullata perché prescritta.

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Pubblicato il 1 maggio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

Notizie false e sanzioni: quando scatta la prescrizione?

La diffusione di informazioni finanziarie corrette è il pilastro su cui si regge la fiducia degli investitori. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato un caso di manipolazione del mercato, chiarendo un aspetto cruciale sulla prescrizione di questo illecito. La decisione sottolinea come la tempistica sia tutto, non solo per gli investitori, ma anche per le autorità di vigilanza. La Corte ha stabilito che l’illecito si consuma con la diffusione della notizia falsa, e da quel momento inizia a correre il tempo per sanzionare.

I fatti: una promessa di investimento mai mantenuta

La vicenda nasce dalle comunicazioni di una società quotata in borsa. L’amministratore della società aveva diffuso al mercato una serie di comunicati stampa annunciando l’impegno di un investitore a sottoscrivere un ingente aumento di capitale. Questa notizia, per sua natura, era idonea a influenzare positivamente l’andamento del titolo.

Tuttavia, l’operazione non si è mai concretizzata. Dopo alcuni mesi, un ultimo comunicato informava il mercato del mancato versamento della somma promessa. A seguito di questi eventi, l’Autorità di Vigilanza sui mercati finanziari (Consob) ha avviato un’indagine, che si è conclusa con una pesante sanzione pecuniaria e accessoria a carico dell’amministratore per manipolazione del mercato.

Il nodo del contendere: un illecito istantaneo o permanente?

Il cuore della questione legale non era l’esistenza della manipolazione, ma la sua tempistica. L’amministratore sosteneva che l’illecito si fosse esaurito con l’ultimo comunicato fuorviante. Da quella data, secondo la sua difesa, erano passati più di cinque anni prima che l’Autorità gli contestasse formalmente la violazione. L’illecito, quindi, era prescritto.

L’Autorità e i giudici dei gradi precedenti, invece, avevano adottato una tesi diversa. Essi ritenevano che l’effetto dannoso della notizia falsa fosse durato fino alla pubblicazione della smentita. Secondo questa visione, l’illecito aveva natura ‘permanente’ e la prescrizione doveva iniziare a decorrere solo dal momento in cui la verità era stata ristabilita. Se così fosse stato, la sanzione sarebbe stata tempestiva e valida.

Le motivazioni della Cassazione: la natura istantanea della manipolazione del mercato

La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione precedente, accogliendo la tesi dell’amministratore. I giudici hanno chiarito che la manipolazione del mercato realizzata attraverso la diffusione di notizie false è un ‘illecito istantaneo di pericolo’.

Cosa significa? Significa che l’illecito si perfeziona e si esaurisce in un preciso istante: quello in cui la notizia non veritiera viene comunicata al pubblico. Non è necessario che il prezzo del titolo cambi effettivamente; è sufficiente che la notizia sia astrattamente idonea a ingannare gli investitori e ad alterare il corretto funzionamento del mercato. La legge punisce il pericolo stesso, non il danno che ne consegue. Di conseguenza, la ‘permanenza’ degli effetti della notizia falsa nel tempo non sposta il momento in cui l’illecito è stato commesso. Il ‘dies a quo’, ovvero il giorno da cui far partire il calcolo della prescrizione, è quello della diffusione della notizia falsa.

Le conclusioni: l’amministratore vince per prescrizione

In base a questo principio, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna. Il calcolo della prescrizione doveva partire dalla data dell’ultimo comunicato ingannevole. Poiché la contestazione formale dell’Autorità era arrivata dopo più di cinque anni da quel momento, l’illecito era ormai prescritto e la sanzione non poteva più essere applicata. La causa è stata rinviata alla Corte d’Appello, che dovrà riesaminare il caso attenendosi a questa interpretazione. L’amministratore, quindi, vince la sua battaglia legale non perché innocente nel merito, ma perché lo Stato ha agito troppo tardi per punirlo.

Cos’è la manipolazione del mercato tramite false notizie?
È un illecito che si verifica quando una persona diffonde informazioni false o fuorvianti su strumenti finanziari (come le azioni) con l’intento o l’effetto di alterarne il prezzo o ingannare gli investitori.

Quando si considera commesso questo tipo di illecito?
Secondo la Cassazione, l’illecito è ‘istantaneo’. Si considera commesso e completato nel momento esatto in cui la notizia falsa viene diffusa al mercato, indipendentemente da quanto tempo i suoi effetti perdurino.

Cosa succede se l’autorità di vigilanza contesta l’illecito dopo 5 anni?
L’illecito amministrativo di manipolazione del mercato si prescrive in cinque anni. Se la Consob non contesta formalmente la violazione entro questo termine, che decorre dalla diffusione della notizia falsa, perde il potere di sanzionare e l’eventuale sanzione è illegittima.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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