LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Liquidazione giudiziale: quando si apre? Analisi

Il Tribunale di Venezia ha dichiarato l’apertura della liquidazione giudiziale di una società già in liquidazione volontaria. La decisione si basa sulla valutazione dello stato di insolvenza, che per un’impresa in liquidazione consiste nell’incapacità del patrimonio di soddisfare integralmente tutti i creditori. Il Tribunale ha ritenuto irrilevante la postergazione dei crediti dei soci e ha considerato l’incertezza sul valore reale degli attivi e il lungo tempo trascorso dall’inizio della liquidazione come prove sufficienti dell’insolvenza, aprendo così la procedura concorsuale.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Liquidazione Giudiziale: Come si Valuta l’Insolvenza di una Società Già in Liquidazione?

L’apertura della liquidazione giudiziale è un momento critico nella vita di un’impresa, che segna l’inizio di un percorso finalizzato a soddisfare i creditori attraverso la vendita dei beni aziendali. Una recente sentenza del Tribunale di Venezia offre importanti chiarimenti su come viene accertato lo stato di insolvenza, soprattutto quando la società si trova già in una fase di liquidazione volontaria. Analizziamo insieme i dettagli di questa decisione per comprenderne la portata.

I Fatti di Causa

Il caso riguarda un ricorso presentato per ottenere la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società di capitali con sede a Venezia. La società in questione si trovava già da tempo in stato di liquidazione volontaria, un processo avviato internamente per cessare l’attività e distribuire l’attivo. Tuttavia, un creditore ha ritenuto che la società non fosse più in grado di far fronte ai propri debiti, configurando così uno stato di insolvenza, e ha chiesto l’intervento del Tribunale per avviare la procedura concorsuale pubblica.

La Decisione del Tribunale sulla Liquidazione Giudiziale

Il Tribunale di Venezia, in composizione collegiale, ha accolto il ricorso, dichiarando aperta la liquidazione giudiziale della società. Nella sua valutazione, il collegio ha applicato i principi consolidati della giurisprudenza di legittimità, specificando i criteri da adottare per l’accertamento dello stato d’insolvenza di un’impresa che non è più operativa sul mercato. La decisione si fonda su un’analisi attenta del patrimonio attivo e passivo della società, concludendo che non vi erano garanzie sufficienti per un integrale e paritario soddisfacimento di tutti i creditori.

Le Motivazioni della Sentenza

Le motivazioni della sentenza sono il cuore della decisione e offrono spunti di riflessione fondamentali. Il Tribunale ha basato il suo ragionamento su tre pilastri principali:

1. La Nozione di Insolvenza per la Società in Liquidazione: Il punto cruciale, richiamando un orientamento costante della Corte di Cassazione (cfr. Cass. n. 24660/2020), è che la valutazione dell’insolvenza cambia radicalmente quando una società è in liquidazione. Non si deve più guardare alla sua capacità di produrre reddito o di ottenere credito (la cosiddetta liquidità), ma unicamente alla sufficienza del suo patrimonio attivo per pagare integralmente tutti i debiti. L’obiettivo non è più la continuità aziendale, ma la par condicio creditorum, ovvero la parità di trattamento dei creditori.

2. L’Incertezza degli Attivi e la Certezza dei Passivi: Il Tribunale ha osservato che, a fronte di un passivo certo e consistente (quasi 4 milioni di euro di crediti vantati dai soci, oltre ad altri debiti), l’attivo presentava elementi di forte incertezza. In particolare, il valore di alcune partecipazioni societarie non era concretamente determinabile e un ingente credito verso un’altra società non era stato ancora riscosso, senza una chiara motivazione. Questa sproporzione tra la certezza dei debiti e l’incertezza sulla realizzabilità degli attivi ha pesato in modo determinante sulla valutazione di insolvenza.

3. L’Irrilevanza della Postergazione dei Crediti dei Soci: La società debitrice sosteneva che i cospicui crediti dei soci non dovessero essere considerati immediatamente, in quanto postergati per legge. Il Tribunale, tuttavia, ha chiarito che la postergazione non cancella il debito, ma ne regola solo l’ordine di pagamento. Ai fini dell’accertamento dell’insolvenza, anche questi debiti devono essere computati, poiché rappresentano comunque obbligazioni che la società deve onorare, sebbene dopo le altre. Citando la giurisprudenza della Cassazione (cfr. Cass. n. 3194/2021), la sentenza afferma che l’insolvenza prescinde dalla natura delle passività.

4. Il Fattore Tempo: Un ultimo elemento, non meno importante, è stato il lungo lasso di tempo trascorso dall’inizio della liquidazione volontaria. Secondo il Tribunale, il protrarsi della fase liquidatoria, unito ai numerosi contenziosi affrontati, costituisce un ulteriore indizio a sfavore della tesi di solvibilità, suggerendo una difficoltà strutturale nel chiudere le pendenze e soddisfare i creditori.

Conclusioni e Implicazioni Pratiche

La sentenza del Tribunale di Venezia ribadisce un principio fondamentale per chiunque operi nel diritto societario e fallimentare: la valutazione dell’insolvenza di una società in liquidazione si basa su un calcolo quasi matematico di capienza del patrimonio. La capacità di stare sul mercato è irrilevante. Questa pronuncia serve da monito per gli amministratori e i liquidatori: non basta affermare la sufficienza teorica degli asset; è necessario dimostrare la loro concreta e rapida realizzabilità per far fronte a tutti i debiti, inclusi quelli postergati dei soci. Un processo di liquidazione che si trascina per anni, senza riuscire a estinguere le passività, può essere esso stesso un sintomo di quell’insolvenza che giustifica l’apertura della liquidazione giudiziale, trasferendo la gestione della crisi dalle mani della società a quelle degli organi della procedura.

Come si valuta lo stato di insolvenza per una società già in liquidazione volontaria?
La valutazione deve accertare unicamente se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentono di assicurare l’eguale ed integrale soddisfacimento di tutti i creditori sociali. Non è più rilevante la capacità della società di avere credito, risorse e liquidità per restare sul mercato, ma solo la capienza del suo patrimonio per estinguere tutti i debiti.

I crediti dei soci verso la società sono rilevanti per dichiarare la liquidazione giudiziale?
Sì, sono pienamente rilevanti. Secondo la sentenza, l’accertamento dell’insolvenza prescinde dalla natura delle passività. Anche se i crediti dei soci per finanziamenti sono postergati (cioè vengono pagati dopo gli altri creditori), essi costituiscono comunque debiti che, se non coperti dall’attivo, contribuiscono a determinare lo stato di insolvenza.

Un lungo periodo di liquidazione volontaria può essere un indizio di insolvenza?
Sì. Il Tribunale ha ritenuto che il lungo lasso temporale trascorso dalla data di messa in liquidazione, unito ai numerosi contenziosi, deponga a sfavore della tesi di insussistenza dello stato di insolvenza, suggerendo difficoltà strutturali nel soddisfare i creditori.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati