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Lex Mitior: Cassazione su sanzioni CONSOB

Un investitore, sanzionato dall’Autorità di Vigilanza sui mercati finanziari per 200.000 euro, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha accolto il ricorso basandosi sul principio della lex mitior, stabilendo che una legge successiva più favorevole deve essere applicata retroattivamente a sanzioni di natura sostanzialmente penale. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione precedente e ha rinviato il caso alla Corte d’Appello per una nuova determinazione della sanzione.

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Lex Mitior: la Cassazione conferma l’applicazione alle sanzioni CONSOB

L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione affronta una questione di fondamentale importanza nel diritto sanzionatorio amministrativo: l’applicabilità del principio della lex mitior, ovvero della retroattività della legge più favorevole. Con questa decisione, la Suprema Corte consolida un orientamento cruciale per la tutela dei diritti dei soggetti sanzionati dall’Autorità di Vigilanza sui mercati finanziari, affermando che anche le sanzioni amministrative, quando hanno un carattere punitivo, devono sottostare a questo principio di matrice penalistica.

I Fatti del Caso

Un investitore si vedeva irrogare dall’Autorità di Vigilanza una sanzione amministrativa pecuniaria di 200.000 euro per la violazione di norme del Testo Unico della Finanza. La sanzione era stata calcolata in misura doppia rispetto al minimo edittale allora vigente. L’investitore proponeva opposizione, ma la Corte d’Appello la respingeva. Contro questa decisione, l’interessato presentava ricorso per cassazione, basando la sua difesa su un unico, decisivo motivo: la violazione del principio della lex mitior. Sosteneva, infatti, che una legge successiva (il D.Lgs. 72/2015) aveva modificato il quadro sanzionatorio in senso più favorevole, eliminando un meccanismo di aggravamento della sanzione. Secondo il ricorrente, la sanzione avrebbe dovuto essere rideterminata in base alla nuova, più mite normativa.

La Decisione della Corte di Cassazione e la Lex Mitior

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Il fulcro della decisione risiede nel riconoscimento della natura sostanzialmente “penale” delle sanzioni irrogate dall’Autorità di Vigilanza. Citando una serie di pronunce conformi, sia proprie che della Corte Costituzionale (in particolare la sentenza n. 63/2019) e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la Cassazione ha ribadito che sanzioni con un'”elevatissima carica afflittiva” non possono essere sottratte alle garanzie fondamentali del diritto penale, tra cui spicca proprio l’applicazione retroattiva della lex mitior. Di conseguenza, la Corte ha cassato la decisione della Corte d’Appello, la quale aveva erroneamente negato l’applicazione di tale principio. Il caso è stato rinviato alla stessa Corte d’Appello, in diversa composizione, per una nuova valutazione.

Le Motivazioni della Sentenza

Le motivazioni della Corte si articolano su un percorso logico-giuridico chiaro. In primo luogo, viene richiamata la sentenza della Corte Costituzionale n. 63 del 2019, che ha dichiarato incostituzionale la norma che escludeva la retroattività in mitius per questo tipo di illeciti. La Consulta aveva stabilito che la deroga al principio non superava un “vaglio positivo di ragionevolezza” data l’elevata severità delle sanzioni.
In secondo luogo, la Cassazione ha sottolineato come la natura “penale” di tali sanzioni, ai sensi dell’art. 50 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, sia stata ampiamente riconosciuta dalla giurisprudenza europea. Questo carattere punitivo impone l’applicazione di un trattamento sanzionatorio proporzionato al disvalore del fatto, secondo l’apprezzamento del legislatore come mutato nel tempo.
Infine, la Corte ha chiarito che, una volta annullata la sentenza, non è possibile decidere direttamente nel merito. La rideterminazione della pena non è un mero calcolo aritmetico, ma richiede una nuova valutazione da parte del giudice di merito, che dovrà applicare i criteri ordinari (come quelli previsti dall’art. 133 c.p.) all’interno della nuova e più favorevole cornice edittale.

Conclusioni e Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza rappresenta un’importante conferma a tutela del cittadino. Stabilisce in modo inequivocabile che il principio di civiltà giuridica della lex mitior si estende anche al campo delle sanzioni amministrative quando queste assumono una connotazione fortemente punitiva, come nel caso delle sanzioni in materia finanziaria. Per gli operatori e gli investitori, ciò significa che, in caso di modifiche legislative che attenuino il trattamento sanzionatorio, essi avranno il diritto di vedersi applicare la norma più favorevole, anche se l’illecito è stato commesso in precedenza. La decisione impone al giudice del rinvio di rimodulare la sanzione, non in modo automatico, ma attraverso una ponderata valutazione all’interno del nuovo e più mite quadro normativo, garantendo così una sanzione giusta e proporzionata.

Una sanzione amministrativa può essere considerata di ‘carattere penale’?
Sì, secondo la Corte di Cassazione, una sanzione amministrativa assume carattere ‘penale’ quando presenta un’elevata carica afflittiva e una finalità punitiva, e non meramente risarcitoria. In questi casi, devono essere applicate le garanzie tipiche del diritto penale.

Il principio della lex mitior si applica alle sanzioni irrogate dall’Autorità di Vigilanza sui mercati finanziari?
Sì. L’ordinanza conferma che il principio della retroattività della legge più favorevole (lex mitior) si applica a tali sanzioni, in virtù della loro natura sostanzialmente penale, come stabilito dalla giurisprudenza costituzionale ed europea.

Cosa succede se una legge più favorevole entra in vigore dopo che una sanzione è stata inflitta?
La persona sanzionata ha diritto a che la sanzione venga rideterminata in base alla nuova e più mite normativa. La Corte di Cassazione può annullare la decisione che ha applicato la vecchia legge e rinviare il caso al giudice di merito per una nuova quantificazione della sanzione all’interno della nuova cornice edittale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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