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Lavoro straordinario: chi paga il dipendente distaccato?

Una dipendente della Polizia Municipale ha richiesto il pagamento per il lavoro straordinario svolto durante il distacco presso un ufficio giudiziario. La Cassazione ha stabilito che l’amministrazione di appartenenza è il soggetto obbligato al pagamento, confermando la legittimazione passiva dell’ente datore di lavoro originario, pur negando un’indennità regionale specifica per mancanza dei requisiti territoriali.

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 6721 Anno 2026 (Cass. civ. sez. lavoro n. 6721/2026)

Lavoro straordinario: chi paga il dipendente distaccato?

Il tema del lavoro straordinario nel settore pubblico solleva spesso dubbi interpretativi, specialmente quando il dipendente opera in posizione di comando presso un’altra amministrazione. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini della responsabilità retributiva tra l’ente di appartenenza e l’ente utilizzatore, stabilendo principi fondamentali per la tutela dei lavoratori.

Il diritto al lavoro straordinario per il personale in comando

La vicenda riguarda una dipendente della Polizia Municipale assegnata temporaneamente a un ufficio giudiziario. Durante questo periodo, la lavoratrice ha accumulato numerose ore di lavoro straordinario, regolarmente documentate ma non integralmente retribuite. Il nodo centrale della controversia risiede nell’individuazione del soggetto tenuto al pagamento: il Comune, datore di lavoro originario, o l’ufficio giudiziario che ha effettivamente beneficiato della prestazione.

La Corte di Cassazione ha ribadito che il rapporto di lavoro principale non subisce alterazioni sostanziali durante il comando. L’amministrazione di appartenenza rimane l’unico titolare del rapporto di impiego e, di conseguenza, è l’unico soggetto obbligato a corrispondere l’intero trattamento economico, inclusi i compensi accessori come lo straordinario. L’ente di appartenenza potrà poi rivalersi sull’amministrazione utilizzatrice per ottenere il rimborso delle somme anticipate.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso della lavoratrice limitatamente alla questione dei compensi per le ore eccedenti l’orario ordinario. La Corte ha chiarito che l’autorizzazione allo svolgimento dello straordinario può considerarsi implicita quando la prestazione è richiesta dalle necessità dell’ufficio presso cui il dipendente è applicato. Non è dunque necessaria una formale autorizzazione preventiva da parte del dirigente del Comune se l’attività è stata validamente richiesta e attestata dall’ente utilizzatore.

Al contrario, la Suprema Corte ha rigettato la richiesta relativa a una specifica indennità regionale. Tale beneficio, secondo la normativa di settore, è riservato esclusivamente al personale che svolge funzioni di polizia municipale nel territorio dell’ente di appartenenza. Il dipendente in comando, operando in via esclusiva per un’altra amministrazione, perde il requisito funzionale necessario per accedere a tale specifico contributo.

Implicazioni per i dipendenti pubblici

Questa pronuncia offre una protezione significativa ai dipendenti pubblici in distacco. Viene confermato che il lavoratore non deve subire pregiudizi economici a causa della dissociazione tra titolarità del rapporto e utilizzo della prestazione. La legittimazione passiva del datore di lavoro originario semplifica l’azione di recupero dei crediti retributivi, evitando che il dipendente debba districarsi tra diverse amministrazioni per ottenere quanto dovuto.

Le motivazioni

La Corte ha basato la propria decisione sulla natura del comando, che non interrompe il legame organico con l’amministrazione di provenienza. L’art. 70 del d.lgs. 165/2001 regola i rapporti finanziari tra enti, ma non può essere interpretato a danno del lavoratore. La responsabilità retributiva rimane centralizzata in capo all’ente che gestisce il ruolo del dipendente, garantendo uniformità nel trattamento economico fondamentale e accessorio.

Le conclusioni

In conclusione, il lavoro straordinario prestato dal dipendente comandato deve essere sempre garantito dall’amministrazione di appartenenza. Resta fondamentale per il lavoratore conservare prova delle prestazioni svolte e delle richieste provenienti dall’ufficio utilizzatore. La chiarezza su chi sia il soggetto obbligato al pagamento rappresenta un pilastro per la certezza del diritto nel pubblico impiego e per la corretta gestione delle risorse umane tra diverse pubbliche amministrazioni.

Chi deve pagare lo straordinario di un dipendente in comando?
L’amministrazione di appartenenza resta l’unico datore di lavoro e deve corrispondere l’intero trattamento economico, incluso lo straordinario, salvo poi richiedere il rimborso all’ente utilizzatore.

È necessaria l’autorizzazione del Comune per lo straordinario in Procura?
No, l’autorizzazione è considerata implicita se lo straordinario è richiesto dalle esigenze dell’ufficio presso cui il dipendente è applicato e le prestazioni sono regolarmente documentate.

Il dipendente distaccato ha sempre diritto alle indennità regionali?
No, se la legge regionale riserva l’indennità a chi svolge funzioni specifiche nel territorio dell’ente di appartenenza, il personale in comando presso altre amministrazioni ne è escluso.

Termini giuridici

Comando
Situazione in cui un dipendente pubblico presta servizio presso un'amministrazione diversa da quella di appartenenza per esigenze temporanee.
Straordinario
Attività lavorativa prestata oltre l'orario normale di lavoro stabilito dal contratto collettivo.
Indennità
Somma di denaro corrisposta al lavoratore per compensare particolari condizioni di lavoro o disagi specifici.
Appello
Mezzo di impugnazione che permette di chiedere il riesame di una sentenza di primo grado davanti a un giudice superiore.
Ricorso
Atto con cui si introduce un giudizio davanti a un'autorità giudiziaria per la tutela di un diritto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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