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Giurisdizione usi civici: spetta al giudice ordinario

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la giurisdizione usi civici spetta al giudice ordinario e non alla Corte dei conti. Il caso riguardava alcuni amministratori di un ente di gestione di beni collettivi condannati per danno erariale. La Corte ha motivato che tali enti hanno natura privata e non sussiste un rapporto di servizio con la Pubblica Amministrazione.

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Giurisdizione usi civici: la parola alle Sezioni Unite

In una recente pronuncia, la Corte di Cassazione è intervenuta sul tema della giurisdizione usi civici, stabilendo un confine netto tra il potere del giudice ordinario e quello della Corte dei conti. La questione nasce dalla gestione di pascoli collettivi da parte degli amministratori di un’ente di amministrazione separata dei beni di uso civico.

I fatti

Il caso ha riguardato alcuni membri del comitato di gestione di un ente di amministrazione separata per gli usi civici, inizialmente condannati in appello dalla Corte dei conti. L’accusa riguardava un presunto danno erariale derivante dalla concessione in uso di un pascolo tramite trattativa privata anziché mediante asta pubblica. Gli amministratori avevano impugnato la decisione sostenendo che la magistratura contabile non avesse il potere di giudicarli, trattandosi di beni appartenenti a una collettività privata e non allo Stato.

La decisione

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno accolto il ricorso degli amministratori, annullando la sentenza precedente. La Corte ha stabilito che la giurisdizione usi civici appartiene al giudice ordinario. Gli ermellini hanno chiarito che, nonostante la finalità di interesse generale legata alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, gli enti che gestiscono i beni collettivi hanno personalità giuridica di diritto privato.

Profili di autonomia degli enti

La Corte ha evidenziato come gli enti esponenziali non siano inseriti nell’apparato organizzativo della Pubblica Amministrazione. Agendo nell’interesse dei contitolari del bene in proprietà collettiva, operano in un ambito che non configura un rapporto di servizio con lo Stato o altri enti territoriali pubblici.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura giuridica degli enti esponenziali delle collettività titolari di diritti di uso civico. Secondo la normativa vigente, in particolare la Legge 168/2017, tali enti possiedono un’autonomia statutaria e una personalità di diritto privato. La Cassazione ha sottolineato che non esiste un rapporto di servizio tra gli amministratori dell’ente e la Pubblica Amministrazione. Poiché i beni gestiti non appartengono allo Stato, ma a una specifica comunità di cittadini, non si configura un danno erariale perseguibile dalla Corte dei conti. La gestione di questi beni rientra in un ordinamento civile della proprietà che è distinto da quello pubblico, rendendo quindi inapplicabile la giurisdizione contabile.

Le conclusioni

Le conclusioni confermano che la responsabilità degli amministratori per la gestione dei beni collettivi deve essere accertata davanti al giudice civile ordinario. La natura privata dell’ente e del patrimonio gestito impedisce l’applicazione delle norme sulla responsabilità contabile pubblica. Questo provvedimento rappresenta un importante precedente per definire i limiti della giurisdizione contabile e rafforzare l’autonomia gestionale delle comunità locali titolari di proprietà collettive. Viene così garantito che le controversie relative alla gestione di tali beni siano risolte esclusivamente nell’alveo della giustizia civile, proteggendo la natura specifica del patrimonio collettivo.

Quale giudice ha la giurisdizione usi civici per i danni gestionali?
La competenza spetta al giudice ordinario poiché gli enti che gestiscono gli usi civici hanno personalità giuridica di diritto privato e non sono parte della Pubblica Amministrazione.

Gli amministratori degli usi civici sono soggetti alla Corte dei conti?
No, gli amministratori non sono soggetti alla giurisdizione contabile in quanto non sussiste un rapporto di servizio pubblico con lo Stato.

Che natura ha la proprietà collettiva negli usi civici?
È considerata un ordinamento civile della proprietà in cui i beni appartengono alla collettività dei cittadini e non al patrimonio pubblico statale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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