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Fideiussore consumatore: quando la garanzia è esclusa

La Cassazione ha stabilito che non può essere qualificato come fideiussore consumatore il socio che garantisce un debito della società, se la garanzia è strettamente collegata alla sua attività professionale. Nel caso esaminato, un garante, di professione agente immobiliare, aveva prestato fideiussione per una società immobiliare da lui fondata. La Corte ha rigettato il ricorso, escludendo l’applicazione del foro del consumatore per via del collegamento funzionale tra la garanzia e la sua professione.

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Fideiussore Consumatore: il Socio Garante non è sempre tutelato

L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 32986/2023 offre un importante chiarimento sulla figura del fideiussore consumatore, delineando i confini tra garanzia prestata per scopi personali e quella legata all’attività professionale. La decisione nega la qualifica di consumatore al socio fondatore di una società che presta garanzia per un debito della stessa, quando tale atto è funzionalmente collegato alla sua professione. Analizziamo insieme i dettagli di questa pronuncia.

I Fatti del Caso

Tutto ha origine da un contratto di locazione finanziaria (leasing) immobiliare stipulato da una società operante nel settore edile con un istituto di credito. A garanzia dell’adempimento delle obbligazioni della società, uno dei soci fondatori aveva sottoscritto una fideiussione personale.

A seguito del mancato pagamento di numerosi canoni, la banca ha risolto il contratto e ha ottenuto un decreto ingiuntivo sia contro la società che contro il socio garante per il recupero delle somme dovute.

Il garante ha proposto opposizione al decreto ingiuntivo, eccependo in via preliminare l’incompetenza territoriale del Tribunale adito. Sosteneva di dover essere considerato un “consumatore”, in quanto persona fisica che agiva per scopi estranei alla propria attività professionale, e che pertanto la causa dovesse essere decisa dal Tribunale del suo luogo di residenza (il cosiddetto “Foro del Consumatore”).

La Qualifica di Fideiussore Consumatore in Discussione

La questione centrale ruota attorno a un quesito fondamentale: una persona fisica che presta una fideiussione a favore di una società di cui è socio può essere qualificata come fideiussore consumatore? La risposta a questa domanda determina l’applicabilità o meno delle tutele previste dal Codice del Consumo, tra cui la competenza territoriale inderogabile del foro di residenza del consumatore stesso.

Il ricorrente sosteneva che la sua partecipazione minima (10%) nella società e il fatto di non aver mai ricoperto cariche di amministratore fossero elementi sufficienti a dimostrare che la garanzia fosse stata prestata per scopi estranei alla sua professione di agente immobiliare. Il Tribunale di primo grado, tuttavia, aveva respinto questa tesi, ritenendo decisivo il suo ruolo di socio fondatore e il collegamento funzionale tra la sua attività e quella della società garantita. La questione è quindi giunta all’esame della Corte di Cassazione.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione del Tribunale e fornendo motivazioni dettagliate. I giudici hanno ribadito che, per stabilire se un fideiussore sia un consumatore, è necessario valutare lo scopo per cui la garanzia è stata prestata.

L’elemento decisivo, secondo la Corte, non è la mera qualifica soggettiva (imprenditore o professionista), ma lo scopo oggettivo dell’atto. Una persona fisica, anche se svolge un’attività professionale, è considerata consumatore solo quando conclude un contratto per soddisfare esigenze della vita quotidiana estranee a tale attività.

Nel caso specifico, la Cassazione ha evidenziato un inequivocabile collegamento funzionale tra la fideiussione e l’attività professionale del garante. Ecco i punti chiave del ragionamento:

1. Qualifica di Socio Fondatore: Il garante non era un terzo estraneo, ma il socio fondatore della società debitrice. Questo crea un legame intrinseco con l’attività imprenditoriale.
2. Connessione tra Attività Professionali: La Corte ha sottolineato la stretta correlazione tra l’attività della società garantita (acquisto, vendita e ristrutturazione di immobili) e la professione svolta dal garante (agente immobiliare). La fideiussione, quindi, non era stata prestata per finalità personali o familiari, ma per sostenere un’iniziativa imprenditoriale strettamente connessa al suo ambito professionale.

In sostanza, la garanzia non era un atto estraneo, ma un atto strumentale e funzionale all’attività d’impresa, anche se indirettamente. Di conseguenza, il garante non poteva beneficiare delle tutele previste per il consumatore.

Le Conclusioni

L’ordinanza in commento consolida un principio fondamentale: la qualifica di fideiussore consumatore non può essere invocata quando la garanzia personale, seppur prestata da una persona fisica, è legata da un nesso funzionale a un’attività imprenditoriale o professionale del garante stesso. Il ruolo di socio, specialmente se fondatore, e la coerenza tra il settore di attività della società garantita e la professione del fideiussore sono elementi determinanti che escludono l’applicazione della disciplina consumeristica. Questa decisione rappresenta un monito importante per professionisti e soci di società: la firma di una fideiussione a favore della propria azienda è, di regola, considerata un atto legato alla sfera professionale, con tutte le conseguenze che ne derivano, inclusa la non applicabilità del Foro del Consumatore.

Quando una persona fisica che presta una fideiussione per una società può essere considerata un ‘consumatore’?
Secondo la Corte, può essere considerato consumatore solo se stipula il contratto di garanzia per finalità estranee alla propria attività professionale. La prestazione della fideiussione non deve costituire un atto espressivo di tale attività, né essere strettamente funzionale al suo svolgimento.

Essere socio della società garantita esclude automaticamente la qualifica di fideiussore consumatore?
Non automaticamente, ma è un elemento cruciale. La Corte valuta se esista un ‘collegamento funzionale’ tra la persona e la società. In questo caso, il fatto che il garante fosse socio fondatore e che la sua professione (agente immobiliare) fosse strettamente legata all’attività della società (immobiliare) ha dimostrato che non agiva per scopi privati.

Qual è stato l’elemento decisivo per escludere la tutela del consumatore in questo caso?
L’elemento decisivo è stato il collegamento funzionale tra la garanzia prestata e l’attività professionale del garante. La Corte ha ritenuto che, essendo un agente immobiliare e socio fondatore di una società immobiliare, la fideiussione era un atto inerente al suo rapporto societario e alla sua sfera professionale, non un atto con finalità estranee ad essa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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