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Distrazione delle spese: come correggere l’errore

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per la correzione di un errore materiale in una precedente ordinanza che, pur condannando la parte soccombente al pagamento delle spese, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del legale. Il difensore si era regolarmente dichiarato antistatario nel controricorso, ma tale istanza non era stata recepita nel dispositivo. I giudici, seguendo l’orientamento consolidato delle Sezioni Unite, hanno stabilito che l’omessa pronuncia sulla distrazione può essere sanata in ogni tempo attraverso il procedimento di correzione, integrando il provvedimento originale con l’indicazione del beneficiario dei compensi.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Distrazione delle spese: la guida alla correzione dell’errore materiale

La distrazione delle spese è un istituto fondamentale che permette al difensore di ottenere il pagamento diretto dei compensi dalla parte soccombente. Tuttavia, può accadere che il giudice, pur riconoscendo il diritto al rimborso delle spese legali, dimentichi di inserire nel provvedimento l’ordine di versamento a favore dell’avvocato antistatario. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce come rimediare a questa svista.

Il caso e la richiesta di correzione

La vicenda trae origine da un giudizio di legittimità in cui la Corte aveva rigettato il ricorso principale, condannando la ricorrente al pagamento delle spese in favore della controparte. Nonostante il difensore di quest’ultima avesse espressamente richiesto la distrazione delle spese dichiarandosi antistatario nel proprio atto difensivo, l’ordinanza finale non conteneva tale specifica statuizione. Il legale ha quindi presentato ricorso ai sensi dell’art. 391-bis c.p.c. per ottenere l’integrazione del provvedimento.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di piazza Cavour hanno ritenuto fondata la richiesta. La Corte ha rilevato che, dall’esame degli atti, risultava inequivocabilmente la dichiarazione di antistatarietà del professionista. L’omissione di tale dettaglio nel dispositivo non costituisce un errore di giudizio, bensì un mero errore materiale, poiché la volontà del giudice di condannare alle spese era già espressa, mancando solo l’indicazione del destinatario del pagamento.

Implicazioni per i professionisti

Questa pronuncia conferma un principio di grande utilità pratica: l’omessa pronuncia sull’istanza di distrazione non richiede un nuovo giudizio di merito o un’impugnazione ordinaria. Il rimedio corretto è il procedimento di correzione degli errori materiali, che è esperibile in qualsiasi tempo, anche d’ufficio. Questo garantisce al legale una via rapida ed efficace per vedere riconosciuto il proprio diritto al compenso senza gravare ulteriormente sul cliente.

Le motivazioni

La Corte ha basato la sua decisione sul principio di diritto espresso dalle Sezioni Unite, secondo cui l’omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore costituisce un errore materiale. In assenza di una specifica indicazione legislativa contraria, il rimedio applicabile è quello previsto dagli articoli 287 e 288 c.p.c., estensibile anche ai provvedimenti della Cassazione. Tale procedura è finalizzata a far coincidere il testo del provvedimento con l’effettiva volontà del giudice, che nel condannare alle spese deve necessariamente tenere conto della richiesta di distrazione se ritualmente formulata.

Le conclusioni

In conclusione, il ricorso è stato accolto e l’ordinanza originaria è stata integrata con la dicitura relativa alla distrazione in favore del difensore. La decisione ribadisce che la tutela del credito professionale dell’avvocato non può essere pregiudicata da sviste formali del giudicante. Per i legali, resta fondamentale assicurarsi che la dichiarazione di antistatarietà sia chiaramente inserita negli atti di causa, così da poter attivare, se necessario, questo agile strumento di correzione.

Cosa succede se il giudice dimentica di disporre la distrazione delle spese?
È possibile richiedere la correzione dell’errore materiale ai sensi dell’art. 287 c.p.c. o 391-bis c.p.c. per integrare il provvedimento con l’ordine di pagamento al difensore.

Quali sono i requisiti per ottenere la distrazione delle spese?
Il difensore deve dichiarare espressamente nel proprio atto di aver anticipato le spese e di non aver riscosso gli onorari, assumendo la qualifica di antistatario.

Esiste un termine di scadenza per chiedere la correzione dell’errore materiale?
No, il procedimento di correzione degli errori materiali può essere proposto in qualsiasi tempo, anche d’ufficio dalla Corte stessa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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