LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Costo polizza assicurativa e usura: la Cassazione

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 29501/2023, ha stabilito che il costo della polizza assicurativa obbligatoria deve essere incluso nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) per verificare il superamento della soglia di usura. La Corte ha chiarito che la legge penale (art. 644 c.p.) prevale sulle istruzioni secondarie della Banca d’Italia, anche per i contratti stipulati prima del 2010. Di conseguenza, un finanziamento è da considerarsi usurario se il costo totale, comprensivo della polizza, eccede il limite legale, indipendentemente dalla conformità alle normative amministrative dell’epoca.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 18 febbraio 2026 in Diritto Bancario, Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 29501 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 2 n. 29501/2023)

Costo Polizza Assicurativa e Usura: La Cassazione Conferma la Prevalenza della Legge

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, è tornata su un tema cruciale del diritto bancario: la rilevanza del costo polizza assicurativa nel calcolo del tasso di interesse per la verifica dell’usura. La decisione conferma un principio fondamentale: per stabilire se un finanziamento è usurario, bisogna considerare tutti i costi obbligatori legati al credito, inclusa la polizza, a prescindere da quanto indicato nelle istruzioni amministrative della Banca d’Italia. Analizziamo questa importante pronuncia.

I fatti di causa: Un prestito e il dubbio sull’usura

Un cliente stipulava nel 2009 un contratto di finanziamento con una società finanziaria, tramite cessione del quinto dello stipendio. Come previsto dalla legge per questa tipologia di prestiti, il contratto includeva una polizza assicurativa obbligatoria. Successivamente, il cliente citava in giudizio la finanziaria, sostenendo che il tasso di interesse fosse usurario, ma solo se nel calcolo del costo totale del credito (TEG) si fosse incluso anche il premio della polizza.

Il Tribunale di primo grado dava ragione alla finanziaria, affermando che, al momento della stipula del contratto, le Istruzioni della Banca d’Italia non prevedevano l’inclusione di tali costi nel calcolo. Secondo il giudice, per garantire un confronto omogeneo tra il TEG del singolo contratto e il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di riferimento, bisognava attenersi a tali istruzioni.

La Corte d’Appello, tuttavia, ribaltava la decisione. Accogliendo le ragioni del cliente, stabiliva che il costo della polizza, essendo un onere obbligatorio per ottenere il finanziamento, doveva essere incluso nel calcolo del TEG, dichiarando così la nullità degli oneri previsti e condannando la finanziaria alla restituzione delle somme.

La decisione della Corte di Cassazione e il calcolo del costo polizza assicurativa

La società finanziaria proponeva ricorso in Cassazione, sostenendo l’erroneità della sentenza d’appello e ribadendo la necessità di seguire le Istruzioni della Banca d’Italia vigenti all’epoca per garantire simmetria e omogeneità nel calcolo.

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando in toto la decisione della Corte d’Appello. Gli Ermellini hanno riaffermato un principio cardine nella gerarchia delle fonti del diritto: la legge penale (norma primaria) prevale sempre sulle disposizioni amministrative (norme secondarie).

Le motivazioni: La gerarchia delle fonti e il principio di onnicomprensività

Il cuore della motivazione della Cassazione risiede nella distinzione tra la disciplina del tasso soglia e le istruzioni per la sua rilevazione statistica. L’articolo 644, quarto comma, del codice penale, stabilisce in modo inequivocabile che per la determinazione del tasso di interesse usurario si deve tenere conto di “commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito”.

Questa norma, per la sua natura primaria e la sua finalità di tutela, ha una portata onnicomprensiva. Le Istruzioni della Banca d’Italia, invece, hanno una funzione meramente statistica: servono a rilevare il TEGM (il tasso medio praticato sul mercato), che è la base per calcolare il tasso soglia. Queste istruzioni, essendo norme secondarie, devono conformarsi alla legge e non possono limitarne l’applicazione. Pertanto, il fatto che le Istruzioni del 2009 non includessero il costo polizza assicurativa nel calcolo non può impedire al giudice di applicare correttamente la legge nel caso concreto.

La Corte ha inoltre demolito l’argomento della “simmetria”: il principio di omogeneità tra il calcolo del TEGM e quello del TEG del singolo contratto non può mai portare alla disapplicazione di una norma penale. Se un costo è legalmente collegato all’erogazione del credito, deve essere conteggiato, anche se questo crea una disomogeneità con i criteri statistici usati per rilevare il TEGM.

Le conclusioni: Implicazioni pratiche per consumatori e intermediari

La sentenza consolida un orientamento giurisprudenziale a forte tutela del consumatore e ribadisce la centralità della legge rispetto alle normative tecniche secondarie. Le implicazioni pratiche sono significative:

  1. Per i consumatori: Chi ha stipulato contratti di finanziamento con polizze obbligatorie, specialmente prima del 2010, potrebbe avere diritto a ricalcolare il costo del proprio prestito. Se, includendo la polizza, il TEG supera il tasso soglia dell’epoca, il contratto è usurario e si ha diritto alla restituzione degli interessi pagati.
  2. Per gli intermediari finanziari: La decisione serve da monito. La conformità alle sole istruzioni amministrative non è sufficiente a garantire la legittimità dei contratti. È imperativo che il calcolo del TEG sia sempre aderente al principio di onnicomprensività dettato dall’art. 644 c.p., includendo ogni spesa richiesta per l’accesso al credito.

Il costo della polizza assicurativa obbligatoria va sempre incluso nel calcolo del TEG per verificare l’usura?
Sì, secondo la Corte di Cassazione, le spese di assicurazione obbligatorie per ottenere il credito devono sempre essere conteggiate nel TEG del singolo contratto, in quanto rappresentano un costo collegato all’erogazione del finanziamento, come previsto dall’art. 644 del codice penale.

Le Istruzioni della Banca d’Italia possono escludere alcuni costi dal calcolo dell’usura?
No. La Corte ha stabilito che le Istruzioni della Banca d’Italia sono norme secondarie con finalità statistiche (per la rilevazione del TEGM) e non possono derogare o contraddire la norma primaria (art. 644 c.p.), che impone di considerare tutti i costi collegati al credito.

Cosa succede se un contratto, stipulato prima del 2010, rispettava le Istruzioni della Banca d’Italia ma superava il tasso soglia includendo la polizza?
Il contratto è comunque usurario. La sentenza chiarisce che il rispetto delle Istruzioni amministrative vigenti all’epoca non sana l’illiceità del contratto se, applicando correttamente la legge (art. 644 c.p.), il costo complessivo, inclusa la polizza, superava il tasso soglia. La legge prevale sempre sulle istruzioni amministrative.

Termini giuridici

TEG (Tasso Effettivo Globale)
È l'indicatore, espresso in percentuale, che comprende tutte le spese obbligatorie connesse a un finanziamento. Serve a determinare il costo totale del credito e a confrontarlo con il tasso soglia per l'usura.
Cessione del quinto
Una forma di prestito personale in cui la rata mensile viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione del debitore, fino a un massimo di un quinto dell'importo totale.
Usura
Si verifica quando gli interessi e i costi applicati a un prestito superano il limite massimo stabilito dalla legge (tasso soglia). In questo caso, la clausola relativa agli interessi è nulla.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)