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Contestazione decreti 169 bis l.fall.: la Cassazione

La Corte di Cassazione stabilisce che i provvedimenti del giudice delegato, emessi ai sensi dell’art. 169 bis della legge fallimentare per la sospensione o lo scioglimento di contratti pendenti in un concordato preventivo, possono essere contestati in un giudizio ordinario. Tali decreti, avendo natura di meri atti di amministrazione e non decisoria, non passano in giudicato. Pertanto, la parte che si ritiene lesa, come un istituto di credito nel caso di specie, può agire in un processo a cognizione piena per far valere la nullità o l’inefficacia di tali provvedimenti, senza che ciò sia precluso dal reclamo endo-concorsuale o dall’omologazione del concordato.

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Contestazione Decreti 169 bis l.fall.: La Cassazione Apre al Giudizio Ordinario

L’ordinanza n. 18019/2024 della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale nelle procedure di concordato preventivo: la tutela dei diritti di un contraente di fronte alla decisione di un’impresa di sospendere o sciogliere un contratto pendente. La Suprema Corte chiarisce che la contestazione dei decreti emessi ai sensi dell’art. 169 bis della legge fallimentare non è confinata agli strumenti interni della procedura concorsuale, ma può essere validamente promossa attraverso un giudizio ordinario. Questo principio riafferma la pienezza della tutela giurisdizionale per i diritti soggettivi lesi.

I Fatti del Caso: La Sospensione del Contratto Bancario

Una società, ammessa alla procedura di concordato preventivo, otteneva dal Giudice Delegato l’autorizzazione a sospendere prima, e a sciogliere poi, un contratto di anticipazione su crediti stipulato con un istituto di credito. La banca, ritenendo illegittimi tali provvedimenti, si vedeva condannata in primo grado dal Tribunale a restituire una somma riscossa in forza di quel contratto. La Corte d’Appello confermava la decisione, dichiarando inammissibile l’eccezione di nullità sollevata dalla banca. Secondo i giudici di merito, i vizi dei decreti del Giudice Delegato avrebbero dovuto essere fatti valere esclusivamente tramite il reclamo endo-concorsuale previsto dall’art. 26 della legge fallimentare e, in ogni caso, ogni questione era ormai preclusa dal passaggio in giudicato del decreto di omologazione del concordato.

La Tutela dei Diritti e la Contestazione dei Decreti 169 bis l.fall. in Cassazione

L’istituto di credito ricorreva in Cassazione, lamentando la violazione delle norme procedurali. La questione centrale posta alla Suprema Corte era se la tutela contro i decreti di sospensione e scioglimento dei contratti pendenti fosse limitata al solo reclamo interno alla procedura o se la parte insoddisfatta potesse adire il giudice ordinario in un processo a cognizione piena per far valere i propri diritti.

Le Motivazioni della Suprema Corte

La Corte di Cassazione, accogliendo i motivi di ricorso, ha ribaltato la decisione dei giudici di merito. Il ragionamento della Corte si fonda su un principio consolidato: i provvedimenti del Giudice Delegato in materia di sospensione e scioglimento dei contratti, ai sensi dell’art. 169 bis l. fall., hanno natura di meri atti di amministrazione. Essi sono funzionali alla gestione della procedura concorsuale ma non hanno carattere decisorio, ovvero non risolvono controversie su diritti soggettivi in modo definitivo.

Di conseguenza, tali decreti non sono suscettibili di passare in giudicato. La loro funzione è quella di rimuovere un limite all’esercizio di un diritto potestativo dell’impresa in crisi, ma non statuiscono in modo incontrovertibile sulla validità o sull’efficacia di tale esercizio. Ne consegue che la parte che si ritiene lesa, in questo caso la banca, conserva il diritto di promuovere un autonomo giudizio di cognizione per contestare la sussistenza dei presupposti per l’emissione del provvedimento e chiederne la declaratoria di nullità o inefficacia.

La Corte ha inoltre precisato che neppure il decreto di omologazione del concordato può creare una preclusione, poiché esso non si pronuncia sull’esistenza dei diritti di credito derivanti dai provvedimenti gestori del Giudice Delegato. In sostanza, la via del reclamo interno e quella del giudizio ordinario non sono alternative escludenti, ma strumenti di tutela posti su piani diversi.

Le Conclusioni: Piena Tutela dei Diritti Soggettivi

La decisione della Cassazione riafferma un principio di garanzia fondamentale: la tutela dei diritti soggettivi non può essere compressa da provvedimenti di natura meramente amministrativa e gestoria. La possibilità di ricorrere a un giudizio a cognizione piena assicura che le questioni relative alla validità sostanziale e processuale dei decreti ex art. 169 bis l. fall. possano essere esaminate in modo approfondito e con tutte le garanzie del contraddittorio. La Corte ha quindi cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte d’Appello in diversa composizione, affinché esamini nel merito le censure mosse dalla banca, accertando se i provvedimenti autorizzativi fossero o meno nulli o inefficaci per le ragioni dedotte.

È possibile contestare un decreto del giudice delegato emesso ai sensi dell’art. 169 bis l. fall. in un processo civile ordinario?
Sì, la Corte di Cassazione ha affermato che la parte non soddisfatta può contestare la sussistenza dei presupposti del provvedimento proponendo una domanda in un giudizio a cognizione piena, poiché tali decreti non hanno natura decisoria.

I decreti di sospensione e scioglimento dei contratti nel concordato preventivo hanno valore di sentenza definitiva?
No, la Corte chiarisce che si tratta di meri atti di amministrazione, non deputati a risolvere controversie su diritti e quindi non suscettibili di passare in giudicato.

L’omologazione del concordato preventivo impedisce di contestare la validità dei decreti emessi in precedenza dal giudice delegato?
No, la Cassazione ha stabilito che neppure il provvedimento di omologazione del concordato preclude la proponibilità di controversie nate dai decreti ex art. 169 bis l. fall., in quanto l’omologazione non si pronuncia sull’esistenza dei diritti che ne discendono.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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