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Condomino danneggiato: risarcito ma paga la ripartizione spese

La Cassazione chiarisce un punto cruciale sulla ripartizione spese condominiali. Una condomina, il cui appartamento era stato danneggiato da infiltrazioni provenienti dal lastrico solare mal manutenuto, si opponeva a partecipare alle spese per il rifacimento. La Corte ha stabilito che, nonostante il diritto al risarcimento, il condomino danneggiato non può essere considerato un soggetto terzo estraneo al condominio. In quanto comproprietario delle parti comuni, egli resta obbligato a contribuire alla loro manutenzione. La sentenza afferma quindi che il diritto al risarcimento del danno non esonera dall’obbligo di partecipare alla ripartizione spese per la riparazione del bene che ha causato il pregiudizio.

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Pubblicato il 27 aprile 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 10321 Anno 2026 (Cass. civ. sez. 2 n. 10321/2026)

Il paradosso del condomino danneggiato: risarcito ma deve pagare

Un recente intervento della Corte di Cassazione ha chiarito un dubbio frequente e spinoso nella vita condominiale. La questione riguarda il condomino danneggiato e la ripartizione spese per la riparazione della parte comune che ha causato il danno. La Corte ha stabilito un principio netto: ricevere un risarcimento dal condominio non esonera dal dovere di contribuire ai costi di manutenzione, perché il ruolo di danneggiato non cancella quello di comproprietario.

La vicenda: infiltrazioni e richiesta di esonero

Il caso nasce da una situazione piuttosto comune. Alcune condomine, proprietarie di un appartamento, subivano danni a causa di infiltrazioni d’acqua. La causa era la cattiva impermeabilizzazione del terrazzo sovrastante, di loro proprietà ma con funzione di copertura per l’intero edificio. In un primo giudizio, il Tribunale aveva riconosciuto la responsabilità del Condominio per omessa manutenzione. Lo aveva quindi condannato a risarcire i danni e a rifare completamente il terrazzo.

Una volta approvati i lavori, l’amministratore presentava il piano di riparto delle spese, applicando il criterio dell’articolo 1126 del codice civile. Questo articolo prevede che un terzo della spesa sia a carico del proprietario esclusivo del lastrico e due terzi a carico di tutti gli altri condomini coperti. Le condomine danneggiate, però, impugnavano la delibera. Il loro ragionamento era semplice: siccome il danno era colpa del Condominio, non dovevano partecipare a nessuna spesa per la sua riparazione. Si consideravano soggetti terzi, semplici creditori del risarcimento.

Il condomino danneggiato e la ripartizione spese secondo la Cassazione

La Corte di Cassazione ha ribaltato la visione delle condomine, accogliendo il ricorso del Condominio. I giudici hanno spiegato che la posizione del condomino che subisce un danno da una parte comune è duplice. Da un lato, egli è un danneggiato e ha diritto al risarcimento, agendo come un terzo estraneo nei confronti del Condominio responsabile. Dall’altro lato, però, non smette mai di essere un condomino, ovvero un comproprietario delle parti comuni.

Questo doppio ruolo è fondamentale. Il suo obbligo di contribuire alle spese non deriva dal fatto illecito (la cattiva manutenzione), ma dal suo diritto di proprietà sulle parti comuni. L’articolo 1123 del codice civile impone a tutti i condomini di partecipare alle spese necessarie per la conservazione e il godimento delle parti comuni. Questo dovere non viene meno solo perché si è anche creditori per un danno subito.

Le motivazioni: il doppio ruolo del condomino

La Corte ha sottolineato che confondere i due piani è un errore. Un conto è il rapporto obbligatorio che nasce dal danno, dove il Condominio è debitore e il singolo è creditore. Un altro conto è il rapporto di natura reale, basato sulla comproprietà, che impone a tutti di contribuire alle spese. La condanna del Condominio al risarcimento non cancella questo secondo rapporto. Di conseguenza, la delibera che ripartisce le spese di rifacimento del lastrico solare secondo i criteri di legge (art. 1126 c.c.) è perfettamente valida. Il condomino danneggiato deve quindi pagare la sua quota per i lavori, pur avendo diritto a essere risarcito per i danni subiti in precedenza. La sua posizione non è assimilabile a quella di un vicino di un altro edificio, che sarebbe un vero terzo estraneo.

Conclusioni: chi subisce il danno paga anche le riparazioni

La sentenza si conclude con un principio di diritto molto chiaro. Il condomino che subisce un danno nella sua proprietà a causa della mancata manutenzione di una parte comune assume la posizione di terzo per ottenere il risarcimento. Tuttavia, non è esonerato dall’obbligo di contribuire, in base alla sua quota, alle spese per la riparazione di quella stessa parte comune. Questo obbligo deriva direttamente dalla sua qualità di comproprietario. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente e ha rinviato la causa alla Corte d’Appello, che dovrà decidere nuovamente applicando questo principio. In pratica, il Condominio vince e le condomine danneggiate dovranno pagare la loro parte dei lavori.

Se il mio appartamento subisce danni da infiltrazioni dal tetto, devo comunque pagare la mia quota per la riparazione?
Sì. Secondo la Cassazione, il diritto a essere risarcito per i danni subiti non elimina il dovere, in quanto condomino, di contribuire alle spese di manutenzione delle parti comuni come il tetto.

Perché il condomino danneggiato non è considerato un ‘terzo’ esente dalle spese?
Perché, a differenza di un estraneo, il condomino è anche comproprietario delle parti comuni. Il suo obbligo di contribuire alle spese deriva da questo rapporto di proprietà e non viene annullato dal fatto di aver subito un danno.

Come vengono ripartite le spese per il rifacimento di un terrazzo a uso esclusivo?
Secondo l’articolo 1126 del codice civile, la spesa è sostenuta per un terzo dal proprietario che ne ha l’uso esclusivo e per i restanti due terzi da tutti i condomini dell’edificio o della parte di edificio a cui il terrazzo serve da copertura.

Termini giuridici

Lastrico solare
La superficie piana che si trova alla sommità di un edificio e che funge da copertura. Può essere di uso comune o di uso esclusivo di un singolo condomino.
Ripartizione pro quota
La suddivisione delle spese condominiali tra i vari proprietari in base alla loro quota di proprietà, solitamente espressa in millesimi.
Principio di diritto
La regola giuridica generale e astratta che la Corte di Cassazione stabilisce in una sentenza per risolvere una questione legale. Diventa un punto di riferimento per casi futuri simili.
Parti comuni
Tutte quelle parti dell'edificio necessarie all'uso comune, come il tetto, le scale, le fondazioni e i muri maestri, di cui tutti i condomini sono comproprietari.
Cassare con rinvio
Decisione con cui la Corte di Cassazione annulla la sentenza di un giudice precedente e rimanda il caso a un altro giudice dello stesso grado per una nuova decisione, basata sul principio di diritto indicato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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