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Cessione del credito risarcitorio: casa nuova ma nessun indennizzo

I Nuovi Proprietari di un appartamento chiedono il risarcimento dei danni causati da lavori di ristrutturazione eseguiti prima del loro acquisto. Il Condominio e l’Amministratore si oppongono, evidenziando che l’assemblea aveva rinunciato all’azione contro l’impresa appaltatrice. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La Corte chiarisce che il diritto al risarcimento per danni anteriori all’acquisto non si trasferisce automaticamente al nuovo proprietario senza un patto espresso di cessione del credito risarcitorio. Inoltre, l’assemblea condominiale può legittimamente rinunciare all’azione contro l’appaltatore per le parti comuni, e l’amministratore che esegue tale decisione non commette alcun illecito. Infine, la Corte segnala l’avvocato dei ricorrenti al Consiglio dell’Ordine per espressioni offensive nei confronti del giudice.

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Pubblicato il 9 luglio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Il risarcimento dei danni all’immobile acquistato di recente

Quando si acquista una casa, possono emergere vizi o danni derivanti da lavori condominiali eseguiti in precedenza. In questi casi, non sempre il nuovo acquirente ha il diritto di chiedere i danni. La Corte di Cassazione ha affrontato questo tema delicato, chiarendo le regole sulla cessione del credito risarcitorio. La vicenda nasce dalla richiesta di risarcimento avanzata da due acquirenti per i danni subiti dal loro terrazzo a causa di lavori di ristrutturazione deliberati anni prima dal condominio.

La cessione del credito risarcitorio nei passaggi di proprietà

Il punto centrale della controversia riguarda il momento in cui si verifica il danno e il momento dell’acquisto. Se i danni si sono verificati prima che il nuovo proprietario comprasse l’appartamento, il diritto a chiedere il risarcimento non passa automaticamente con la vendita della casa. Questo diritto è infatti un diritto di credito personale del vecchio proprietario. Per trasferire questo diritto al nuovo acquirente serve un accordo specifico, chiamato appunto cessione del credito risarcitorio. Senza questo patto espresso nel contratto di compravendita, il nuovo acquirente non può chiedere i danni al condominio o all’impresa che ha eseguito male i lavori.

Il ruolo dell’assemblea e la responsabilità dell’amministratore

Un altro aspetto importante riguarda le decisioni prese dalla maggioranza dei condomini. Nel caso in questione, l’assemblea di condominio aveva deciso di rinunciare a fare causa all’impresa appaltatrice che aveva eseguito i lavori di ristrutturazione. I nuovi proprietari ritenevano che l’amministratore fosse responsabile per aver dato seguito a questa rinuncia. La legge stabilisce invece che l’assemblea ha il potere di rinunciare alle azioni legali per i difetti delle parti comuni dell’edificio. L’amministratore ha il dovere di applicare le decisioni dell’assemblea e non commette alcun illecito se si limita a eseguire una delibera valida. I singoli condomini mantengono comunque il diritto di agire autonomamente contro l’impresa per i danni subiti all’interno delle loro proprietà esclusive.

Le motivazioni della decisione sulla cessione del credito risarcitorio

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici di legittimità hanno confermato che il diritto al risarcimento dei danni subiti da un immobile ha natura di diritto di credito. Questo significa che esso è autonomo rispetto al diritto di proprietà sulla casa. Di conseguenza, la vendita dell’immobile trasferisce la proprietà del bene ma non comporta, di per sé, il trasferimento del credito risarcitorio, a meno che le parti non lo abbiano espressamente previsto nel contratto. Inoltre, la Corte ha chiarito che la delibera con cui l’assemblea rinuncia a fare causa all’appaltatore è pienamente legittima e vincolante per l’amministratore. Quest’ultimo, agendo in esecuzione di una delibera assembleare, non può essere ritenuto personalmente responsabile dei danni lamentati dai singoli condomini.

Le conclusioni della Cassazione sul caso specifico

In conclusione, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei proprietari, confermando la decisione dei giudici di merito. Gli acquirenti non avevano alcun diritto di chiedere il risarcimento, poiché i danni erano antecedenti al loro acquisto e non vi era alcuna cessione del credito risarcitorio nel contratto di compravendita. Oltre a respingere la richiesta, la Suprema Corte ha preso un provvedimento severo nei confronti del difensore dei ricorrenti. L’avvocato ha infatti utilizzato espressioni gravemente offensive e dispregiative nei confronti del giudice relatore all’interno delle memorie scritte. Per questo motivo, i giudici hanno ordinato la trasmissione degli atti al Consiglio distrettuale di disciplina forense per l’avvio di un procedimento disciplinare a carico del professionista.

Cosa succede se si acquista una casa che presenta danni causati da vecchi lavori condominiali?
Il nuovo proprietario non può chiedere il risarcimento per i danni verificatisi prima dell’acquisto, a meno che il venditore non gli abbia espressamente trasferito questo diritto tramite un accordo scritto.

L’assemblea di condominio può decidere di non fare causa all’impresa che ha svolto male i lavori?
L’assemblea ha il potere di rinunciare alle azioni legali contro l’appaltatore per i difetti delle parti comuni, ma questa decisione non impedisce ai singoli condomini di agire per i danni subiti nelle loro proprietà private.

L’amministratore di condominio è responsabile se esegue una delibera di rinuncia ai danni?
L’amministratore non ha alcuna responsabilità personale poiché è obbligato per legge a dare esecuzione alle delibere approvate dall’assemblea dei condomini.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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