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Bonifico domiciliato: guida alla responsabilità

Una società assicuratrice ha impugnato la sentenza che escludeva la responsabilità di un ente postale per il pagamento di un bonifico domiciliato effettuato a favore di un impostore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile per il mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. Nel merito, i giudici hanno chiarito che il bonifico domiciliato non è assimilabile all’assegno bancario e che la responsabilità dell’operatore va valutata secondo la diligenza professionale del mandatario, ritenendo sufficiente l’identificazione tramite un singolo documento d’identità se non diversamente pattuito.

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Bonifico domiciliato: i limiti della responsabilità

Il bonifico domiciliato è uno strumento di pagamento ampiamente utilizzato per erogare somme in contanti a soggetti privi di conto corrente. Tuttavia, la gestione di tali flussi finanziari comporta rischi legati all’identificazione del beneficiario. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha analizzato i criteri di diligenza richiesti agli operatori professionali in caso di pagamenti effettuati a soggetti non legittimati.

Il caso: truffa e identificazione allo sportello

La vicenda trae origine dalla richiesta di risarcimento danni avanzata da una società assicuratrice contro un ente postale. La società lamentava che una somma destinata a un beneficiario legittimo fosse stata riscossa da un terzo tramite l’esibizione di un documento d’identità falso. Mentre il Giudice di Pace aveva accolto la domanda, il Tribunale, in sede di appello, aveva ribaltato la decisione, escludendo la responsabilità dell’operatore postale.

La natura giuridica del bonifico domiciliato

Il tribunale ha inquadrato il bonifico domiciliato nello schema della delegatio solvendi (delega di pagamento). A differenza dell’assegno bancario, che è un titolo di credito cartolare, il bonifico è un sistema di pagamento basato su una convenzione tra cliente e società. Questa distinzione è fondamentale: non si applicano per analogia le norme rigide sulla circolazione degli assegni, ma le regole generali sul mandato e sulla responsabilità contrattuale.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile. Il motivo risiede in un vizio procedurale: la ricorrente non ha depositato la copia autentica della sentenza notificata completa della relata di notifica, violando l’art. 369 c.p.c. Nonostante l’improcedibilità, i giudici hanno fornito importanti chiarimenti sul merito della questione, confermando l’orientamento del giudice di secondo grado.

Standard di diligenza e documenti d’identità

La Corte ha stabilito che l’operatore professionale deve agire con la diligenza prevista dall’art. 1176, secondo comma, c.c. Tuttavia, tale diligenza non impone obblighi superiori a quelli previsti dal contratto o dagli standard sociali. In particolare, la raccomandazione ABI che suggerisce l’acquisizione di due documenti d’identità non ha valore precettivo. Pertanto, l’identificazione tramite un solo documento apparentemente autentico, unita al possesso della password e del codice fiscale, è stata ritenuta sufficiente per liberare il debitore.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla distinzione tra responsabilità oggettiva e responsabilità per colpa. L’operatore non risponde ‘in ogni caso’ del pagamento errato, ma solo se non dimostra di aver adottato la diligenza professionale richiesta. Nel caso di specie, l’ente postale aveva registrato gli estremi del documento e verificato la corrispondenza dei dati anagrafici e della parola chiave fornita dall’ordinante. La falsità del documento, non essendo rilevabile ictu oculi (a prima vista), non poteva essere imputata come negligenza all’operatore.

Le conclusioni

Le conclusioni della sentenza sottolineano che il rischio del buon fine dell’operazione non può essere traslato interamente sull’operatore se questi si attiene alle procedure concordate. Per le aziende che utilizzano il bonifico domiciliato, emerge l’importanza di definire contrattualmente standard di sicurezza elevati se si desidera una tutela maggiore. In assenza di clausole specifiche, la verifica di un singolo documento d’identità valido rimane lo standard legale sufficiente per esonerare l’intermediario da responsabilità in caso di frode sofisticata.

Quale grado di diligenza è richiesto per il bonifico domiciliato?
L’operatore deve agire con la diligenza professionale del mandatario, verificando l’identità del beneficiario secondo gli standard sociali e le clausole contrattuali pattuite.

L’operatore deve sempre richiedere due documenti d’identità?
No, la giurisprudenza ritiene normalmente sufficiente un solo documento d’identità valido, poiché le circolari che suggeriscono il doppio documento non hanno valore di legge.

Cosa succede se il beneficiario usa un documento falso?
L’operatore è liberato se la falsità non era rilevabile con l’ordinaria diligenza professionale e se sono state seguite tutte le procedure di verifica previste dal contratto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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