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Badanti e cooperative: la somministrazione di lavoro domestico

Una cooperativa sociale forniva diciassette lavoratrici alle famiglie per assistere anziani e persone disabili, inquadrandole come collaboratrici autonome od occasionali. L’Ispettorato del Lavoro ha sanzionato l’ente con un’ordinanza ingiunzione da quasi diciannovemila euro per irregolarità contrattuali. La Corte d’Appello ha confermato le sanzioni, qualificando i rapporti come lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della cooperativa e ha confermato la decisione di merito. I giudici hanno chiarito che l’invio di personale per esigenze familiari integra una vera e propria somministrazione di lavoro domestico. Tale schema impone la tutela della subordinazione verso la struttura inviante. La cooperativa deve pagare le sanzioni amministrative e le spese processuali.

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Pubblicato il 31 agosto 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 35080 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 6 n. 35080/2022)

Il caso e l’inquadramento della somministrazione di lavoro domestico

Una cooperativa sociale organizzava l’impiego di diciassette assistenti per la cura di persone anziane e disabili presso diverse famiglie. L’ente qualificava queste prestazioni come collaborazioni autonome od occasionali per evitare i vincoli del lavoro subordinato. L’Ispettorato del Lavoro ha contestato la regolarità dei contratti e ha emesso una sanzione di 18.960 euro. L’ente pubblico ha ricondotto l’attività nell’alveo della somministrazione di lavoro domestico subordinato. La cooperativa ha impugnato l’ordinanza ingiunzione dinanzi ai giudici di merito.

Il Tribunale ha inizialmente accolto le tesi difensive dell’ente cooperativo. Successivamente, la Corte d’Appello ha ribaltato l’esito del giudizio e ha confermato integralmente le sanzioni amministrative. I giudici di secondo grado hanno riconosciuto la reale natura subordinata delle prestazioni rese a favore dei nuclei familiari. La cooperativa ha quindi proposto ricorso per cassazione per contestare vizi procedurali e l’inquadramento giuridico dei contratti.

Le eccezioni processuali e la notifica dell’appello

La ricorrente ha eccepito l’inesistenza della notifica dell’atto di appello perché eseguita presso uno studio legale diverso dal domiciliatario eletto. Secondo la cooperativa, tale vizio avrebbe dovuto invalidare l’intero procedimento di secondo grado.

I giudici di legittimità hanno respinto questa tesi difensiva. La Suprema Corte ha chiarito la differenza tra inesistenza e nullità dell’atto notificato. L’inesistenza ricorre soltanto quando mancano la trasmissione da parte di un soggetto qualificato o la materiale consegna. L’assenza di un collegamento immediato tra il luogo della notifica e il destinatario genera una semplice nullità formale. La costituzione in giudizio della cooperativa ha sanato retroattivamente ogni difetto della notificazione.

La disciplina applicabile alla somministrazione di lavoro domestico

La cooperativa ha contestato la qualificazione dei rapporti come lavoro dipendente, sostenendo l’assenza di ordini diretti e controlli disciplinari. L’ente ha inoltre escluso la possibilità di configurare un lavoro domestico intermediato da un soggetto societario.

La Cassazione ha confutato queste argomentazioni giuridiche. La legge riconosce espressamente la somministrazione di lavoro domestico per le mansioni destinate al funzionamento della vita familiare e all’assistenza personale. La cooperativa opera come datore di lavoro somministratore e le lavoratrici operano come dipendenti inviate in missione. Questa particolare fattispecie instaura un vincolo di subordinazione legale tra la struttura fornitrice e il personale impiegato.

Le motivazioni sulla somministrazione di lavoro domestico

Le motivazioni dei giudici supremi confermano la piena correttezza della decisione della Corte d’Appello. L’assistenza continuativa a soggetti fragili all’interno del domicilio risponde alle tipiche finalità del lavoro domestico.

La presenza di una cooperativa intermediaria non trasforma il rapporto in una prestazione autonoma o occasionale. Il regime della somministrazione protegge il lavoratore e attribuisce la responsabilità datoriale alla cooperativa. La valutazione dei fatti compiuta dai giudici di merito risulta logica, coerente e non censurabile in sede di legittimità.

Le conclusioni: la cooperativa perde il ricorso

La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso della cooperativa sociale. L’ordinanza ingiunzione dell’Ispettorato del Lavoro mantiene piena efficacia esecutiva.

La cooperativa deve pagare la sanzione pecuniaria per gli illeciti amministrativi commessi. L’ente deve inoltre rifondere quattromila euro di compensi professionali all’Avvocatura dello Stato e versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Una cooperativa può inquadrare le badanti come lavoratrici autonome?
No, se le lavoratrici svolgono mansioni continuative di cura e assistenza familiare sotto le direttive dell’ente o dell’utilizzatore, il rapporto deve essere qualificato come lavoro subordinato in regime di somministrazione.

Cosa accade se l’atto di appello viene notificato all’avvocato non domiciliatario?
L’atto non è inesistente ma nullo. La costituzione in giudizio della parte sana il vizio processuale con efficacia retroattiva fin dal primo momento.

Quali conseguenze rischia la struttura che impiega personale domestico senza contratto subordinato?
L’Ispettorato del Lavoro applica sanzioni amministrative per ciascun lavoratore irregolare e l’ente deve versare i contributi previdenziali e assicurativi omessi.

Termini giuridici

Somministrazione di lavoro
Contratto con cui un'agenzia o cooperativa fornisce propri dipendenti a un terzo utilizzatore per svolgere un'attività lavorativa.
Lavoro subordinato
Rapporto di lavoro in cui il lavoratore opera sotto la direzione, il controllo e l'organizzazione del datore di lavoro.
Sanatoria della nullità
Meccanismo legale che corregge un errore formale di un atto quando l'atto raggiunge comunque il suo scopo pratico.
Ex tunc
Locuzione latina che significa 'da allora', indicando che gli effetti di un atto retroagiscono al momento iniziale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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