Azione di rivalsa fiscale e termini di prescrizione: la parola alla Corte d’Appello
In materia tributaria e societaria, il tema dell’azione di rivalsa fiscale rappresenta un punto di frequente scontro tra aziende e soci. Recentemente, la giurisprudenza si è pronunciata su un caso complesso riguardante il recupero di imposte versate da una società a seguito di un accertamento per operazioni elusive. La questione centrale ha riguardato la durata del tempo concesso alla società per richiedere il rimborso ai soci e il momento esatto in cui questo tempo inizia a scorrere.
Il caso: accertamento fiscale e obbligo di rimborso
La vicenda trae origine da un’operazione di acquisto di azioni proprie che l’Agenzia delle Entrate ha riqualificato come elusiva. Secondo il fisco, l’operazione mascherava una distribuzione di utili per evitare la tassazione ordinaria. Di conseguenza, la società è stata chiamata a rispondere come sostituto d’imposta, non avendo effettuato le ritenute alla fonte sui dividendi corrisposti ai soci.
La società, dopo aver aderito a una definizione agevolata (condono), ha pagato l’imposta e ha successivamente citato in giudizio i soci attraverso un’azione di rivalsa fiscale per ottenere la restituzione di quanto versato. I soci si sono opposti, sostenendo che il diritto della società fosse ormai prescritto, invocando il termine breve di cinque anni previsto per i rapporti societari.
La natura dell’azione di rivalsa fiscale
Uno dei punti cardine della decisione riguarda la natura del credito vantato dalla società. I soci sostenevano che, trattandosi di fatti legati alla vita sociale, si dovesse applicare l’articolo 2949 del Codice Civile, che prevede una prescrizione di cinque anni.
La Corte d’Appello ha invece stabilito che l’azione di rivalsa fiscale non nasce direttamente dal contratto sociale o dall’organizzazione dell’azienda. Essa ha origine esclusivamente dalla normativa tributaria che disciplina il rapporto di sostituzione d’imposta. Poiché non esiste una norma specifica che preveda un termine abbreviato per questa fattispecie, si deve applicare il termine di prescrizione ordinario di dieci anni previsto dall’articolo 2946 c.c.
La prescrizione dell’azione di rivalsa fiscale: il calcolo dei tempi
Un altro aspetto fondamentale analizzato dai giudici è il cosiddetto dies a quo, ovvero il giorno da cui inizia a decorrere il termine decennale. I soci ritenevano che il tempo dovesse essere calcolato dal momento della delibera di acquisto delle azioni o dal pagamento degli utili.
La Corte ha chiarito che l’azione di rivalsa fiscale è assimilabile a un’azione di regresso. Questo significa che il diritto della società a essere rimborsata sorge solo quando essa subisce un effettivo depauperamento economico, cioè nel momento in cui versa materialmente le somme all’Erario. Prima di quel versamento, la società non ha ancora un credito esigibile nei confronti dei soci.
le motivazioni
La Corte d’Appello ha motivato la decisione rigettando l’applicazione della prescrizione quinquennale, poiché il debito fiscale del socio, pagato dalla società, non attiene all’organizzazione interna ma a un obbligo di legge esterno verso lo Stato. I giudici hanno inoltre sottolineato che l’adesione della società alla definizione agevolata della lite tributaria non ha danneggiato i soci, ma anzi ha evitato loro l’aggravio di sanzioni e interessi aggiuntivi, rendendo la scelta della società legittima e conforme ai principi di buona fede.
le conclusioni
In conclusione, la sentenza stabilisce che il sostituto d’imposta ha dieci anni di tempo per esercitare l’azione di rivalsa fiscale, e tale termine inizia a decorrere dalla data di effettivo pagamento dell’imposta all’Agenzia delle Entrate. Per i soci, questo significa che l’obbligo di rimborsare l’imposta rimane pendente per un periodo lungo, non potendo fare affidamento sulla prescrizione breve tipica delle controversie societarie.
Qual è il termine di prescrizione per l’azione di rivalsa fiscale della società contro il socio?
Il termine di prescrizione è quello ordinario di dieci anni poiché il credito non deriva dal rapporto societario ma dalla normativa tributaria sulla sostituzione d’imposta.
Da quando inizia a decorrere il tempo per chiedere il rimborso delle tasse pagate come sostituto?
La prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui la società effettua il versamento materiale delle somme all’Erario e non dalla data dell’operazione societaria.
Il socio può opporsi alla rivalsa se la società ha aderito a un condono fiscale senza consultarlo?
No, se l’adesione al condono è stata vantaggiosa e ha ridotto il carico di sanzioni e interessi, la condotta della società è considerata legittima e non pregiudizievole per il socio.