LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Adozione genitore intenzionale: il dissenso non basta

La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell’adozione del genitore intenzionale in una ex coppia omogenitoriale. A seguito della separazione, la madre biologica aveva revocato il consenso all’adozione. La Corte ha stabilito che tale dissenso non costituisce un ostacolo insuperabile. Il giudice deve valutare se il rifiuto sia contrario al superiore interesse del minore, considerando il progetto genitoriale condiviso e il rapporto affettivo instaurato. La causa è stata rinviata alla Corte d’Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 17 febbraio 2026 in Diritto di Famiglia, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 25436 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 1 n. 25436/2023)

Adozione Genitore Intenzionale: l’Interesse del Minore Supera il Dissenso del Genitore Biologico

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha riaffermato un principio cruciale in materia di diritto di famiglia, specificamente per l’adozione del genitore intenzionale in coppie omogenitoriali. La pronuncia chiarisce che il diniego all’adozione da parte del genitore biologico, a seguito della crisi della coppia, non è un veto assoluto. Il giudice ha il dovere di valutare se tale rifiuto sia contrario al superiore interesse del minore, vero e proprio faro che deve guidare ogni decisione in materia.

I Fatti del Caso: Un Progetto Genitoriale Infranto

Il caso trae origine dal ricorso di una donna che, insieme alla sua ex compagna, aveva intrapreso un percorso di procreazione medicalmente assistita all’estero. Da questo progetto comune era nato un bambino, portato in grembo dalla compagna (la genitrice biologica). Le due donne avevano cresciuto insieme il figlio fino alla cessazione della loro convivenza. A seguito della rottura, la madre biologica aveva revocato il consenso, precedentemente prestato, all’adozione del bambino da parte della partner, la cosiddetta “genitrice intenzionale”.

La Decisione dei Giudici di Merito

Sia il Tribunale per i Minorenni che la Corte d’Appello avevano respinto la domanda di adozione. I giudici di merito avevano adottato un’interpretazione letterale della norma, ritenendo che la revoca del consenso da parte della madre biologica costituisse un limite insuperabile al perfezionamento dell’adozione. Secondo questa visione, la mancanza dell’assenso del genitore esercente la responsabilità genitoriale precludeva in radice ogni possibilità di accogliere la domanda.

L’Adozione del Genitore Intenzionale e il Principio della Cassazione

La ricorrente ha impugnato la decisione dinanzi alla Corte di Cassazione, lamentando che i giudici si fossero fermati a un dato formale senza procedere alla valutazione sostanziale richiesta dalla legge: verificare se il rifiuto fosse ingiustificato o contrario all’interesse del minore. La Suprema Corte ha accolto i motivi principali del ricorso, richiamando un precedente fondamentale delle Sezioni Unite (sentenza n. 38162/2022). In tale pronuncia, era stato stabilito che il diritto del minore al riconoscimento del legame con il genitore intenzionale è fondamentale e deve essere garantito attraverso l’istituto dell’adozione in casi particolari.

Le Motivazioni della Sentenza

La Corte ha ribadito che l’effetto ostativo del dissenso del genitore biologico non è assoluto. Al contrario, esso deve essere vagliato esclusivamente alla luce del “best interest of the child”. Il genitore biologico può negare validamente il proprio assenso solo se l’altro genitore non ha mai avuto un rapporto di cura e affetto con il bambino o se, pur avendo partecipato al progetto procreativo, lo ha poi abbandonato. In tutti gli altri casi, il rifiuto immotivato o dettato da conflitti personali legati alla fine della relazione, che rischia di privare il bambino di una figura genitoriale fondamentale per la sua crescita, è contrario al suo interesse e può essere superato dal giudice. La Corte ha quindi cassato la sentenza d’appello, rinviando la causa affinché i giudici procedano a una nuova e approfondita valutazione, tenendo conto di indicatori quali il progetto genitoriale comune e la cura prestata da entrambe le madri per un congruo periodo.

Conclusioni: L’Interesse del Minore come Bussola

Questa ordinanza consolida un orientamento giurisprudenziale di grande civiltà giuridica. L’accento non è posto sui diritti o sui desideri degli adulti, né sulla stabilità della loro relazione, ma sulla necessità di tutelare il minore, garantendogli la continuità dei legami affettivi che sono essenziali per il suo sviluppo psicofisico. La decisione afferma che il legame di fatto instaurato tra il genitore intenzionale e il bambino merita un riconoscimento giuridico, perché privare il minore di questo rapporto consolidato sarebbe un sacrificio ingiusto. Il giudice del rinvio dovrà quindi ora valutare non la volontà della madre biologica, ma l’impatto che il diniego all’adozione avrebbe sulla vita e sul benessere del figlio.

Il dissenso del genitore biologico blocca sempre l’adozione da parte del genitore intenzionale?
No. Secondo l’ordinanza, l’effetto ostativo del dissenso del genitore biologico deve essere valutato esclusivamente sotto il profilo della conformità all’interesse del minore. Non è un limite insuperabile e può essere superato se il rifiuto è ingiustificato o contrario al benessere del bambino.

È necessario che la coppia di genitori sia ancora unita e convivente al momento della sentenza di adozione?
No. La Corte ha chiarito che l’adozione in casi particolari non richiede la convivenza del nucleo affettivo alla data della sentenza. Il fondamento è l’interesse del minore a vedere formalizzato un legame affettivo e di cura già esistente, a prescindere dalla relazione attuale tra i due adulti.

In caso di conflitto tra i genitori sull’adozione, è sempre necessaria la nomina di un curatore speciale per il minore?
No. La Corte ha ritenuto infondato questo motivo di ricorso. Finché il genitore esercente la responsabilità genitoriale non è sospeso da tale funzione, rappresenta legittimamente il minore e la nomina di un curatore non è automatica.

Termini giuridici

Adozione in casi particolari
Una forma di adozione che crea un legame di filiazione in situazioni specifiche previste dalla legge, come l'adozione del figlio del partner, senza recidere i legami con la famiglia d'origine.
Responsabilità genitoriale
L'insieme dei doveri e dei poteri che i genitori hanno nei confronti dei figli per proteggerli, educarli e assisterli, curando i loro interessi.
Cassare con rinvio
Decisione della Corte di Cassazione che annulla la sentenza di un giudice precedente e rimanda il caso allo stesso tipo di giudice per una nuova decisione basata sui principi stabiliti dalla Corte stessa.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)