Stato di abbandono: la valutazione deve essere attuale, non passata
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4002/2023, ha riaffermato un principio cruciale in materia di diritto di famiglia: la valutazione dello stato di abbandono di un minore, presupposto per la dichiarazione di adottabilità, deve fondarsi su un’analisi concreta e attuale della situazione dei genitori, non potendo basarsi esclusivamente su eventi passati e superati. Questa decisione sottolinea l’importanza di considerare i percorsi di recupero e i cambiamenti positivi nella vita dei genitori.
I Fatti del Caso
Una coppia di genitori si era vista dichiarare lo stato di abbandono e la conseguente adottabilità del loro primo figlio. La decisione dei giudici di merito (Tribunale e Corte d’Appello) si fondava su criticità risalenti al periodo immediatamente successivo alla nascita del bambino. In particolare, alla madre era stato diagnosticato un ‘disturbo istrionico di personalità’ e uno stato depressivo post-parto che, secondo i giudici, ne compromettevano le capacità genitoriali. Al padre, un richiedente asilo, venivano invece contestate difficoltà di integrazione culturale e linguistica nel paese di accoglienza.
I genitori, tuttavia, avevano impugnato tale decisione, sostenendo che la Corte d’Appello avesse erroneamente ignorato i notevoli progressi compiuti negli anni successivi. Dal 2018 in poi, la loro vita aveva subito una trasformazione positiva: la madre, dopo un percorso di cure, era rientrata in Italia con un certificato medico che attestava il suo pieno recupero psicofisico; entrambi avevano trovato lavoro, si erano sposati, avevano trovato un appartamento stabile e, soprattutto, erano diventati genitori di altre due bambine, sulle quali esercitavano pienamente e positivamente la responsabilità genitoriale.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha accolto il ricorso dei genitori, cassando la sentenza della Corte d’Appello e rinviando la causa a un nuovo esame. Il cuore della decisione risiede nell’erroneità del metodo di valutazione adottato dai giudici di merito, i quali avevano fondato il loro convincimento su elementi datati (fino al 2018) senza effettuare un’adeguata e necessaria verifica della situazione attuale.
Le Motivazioni: la valutazione sullo stato di abbandono deve essere attuale
La Corte di Cassazione ha evidenziato che il giudizio di inidoneità genitoriale era stato ancorato a problematiche personali pregresse. Tuttavia, i ricorrenti avevano dimostrato un percorso di vita completamente diverso negli anni successivi. La valutazione della Corte d’Appello, secondo la Cassazione, non ha tenuto conto di questi ‘significativi mutamenti’.
Richiamando un proprio precedente (Cass. n. 24445/2015), la Corte ha ribadito che ‘il giudice, nella valutazione della situazione di abbandono, […] deve fondare il suo convincimento effettuando un riscontro attuale e concreto, basato su indagini ed approfondimenti riferiti alla situazione presente e non passata, tenendo conto della positiva volontà di recupero del rapporto genitoriale da parte dei genitori’.
Nel caso specifico, i giudici di merito avrebbero dovuto esaminare in concreto la situazione attuale della famiglia, considerando la nascita delle altre due figlie e il pieno esercizio della responsabilità genitoriale su di esse, la stabilità lavorativa e abitativa raggiunta, e il superamento delle difficoltà personali pregresse. Ignorare questi profili significa condurre una valutazione parziale e non conforme ai principi normativi che tutelano il diritto del minore a crescere nella propria famiglia d’origine.
Conclusioni
Questa sentenza rappresenta un’importante tutela per i diritti dei genitori e rafforza il principio secondo cui le difficoltà, anche gravi, possono essere superate. La dichiarazione di adottabilità è una misura estrema, che può essere giustificata solo da uno stato di abbandono attuale, irreversibile e non transitorio. I tribunali hanno il dovere di indagare a fondo e con strumenti aggiornati la reale condizione di una famiglia, valorizzando i percorsi di recupero e i cambiamenti positivi. Una valutazione basata su ‘fotografie’ del passato, senza considerare l’evoluzione della situazione, non solo è giuridicamente errata, ma rischia di compromettere ingiustamente il legame tra genitori e figli.
Per dichiarare lo stato di adottabilità di un minore, è sufficiente basarsi sui problemi passati dei genitori?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che la valutazione dello stato di abbandono non può fondarsi esclusivamente su eventi passati. Deve basarsi su un riscontro attuale e concreto della situazione, considerando la condizione presente e non quella passata.
Quali elementi deve considerare il giudice nel valutare la capacità genitoriale?
Il giudice deve considerare tutti i significativi mutamenti positivi avvenuti nella vita dei genitori, come il superamento di difficoltà personali, la stabilizzazione lavorativa e abitativa, la nascita di altri figli e il corretto esercizio della responsabilità genitoriale su di essi, nonché la loro volontà di recuperare il rapporto.
La valutazione giudiziaria può ignorare i progressi e i cambiamenti positivi fatti dai genitori?
No, la valutazione non può ignorare i profili positivi e i mutamenti successivi. Deve, al contrario, prendere in esame la situazione attuale per verificare l’incidenza di tali cambiamenti sulle criticità rilevate in passato e sul grado di superamento delle stesse.