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Carmine Paul Alexander TEDESCO

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Il sequestro preventivo, funzione cautelare
Il sequestro preventivo esplica una funzione cautelare a tutela dei diritti derivanti dalle statuizioni civili di condanna al risarcimento del danno anche in forma generica, ai sensi dell'art. 539 c. p. p. , nonché dalle statuizioni della futura sentenza civile di condanna al pagamento della somma liquidata quale ammontare del risarcimento.
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Crediti tributari, compensazione, sanzione dovuta
Nel caso di impugnazione di una cartella relativa alla riscossione dell’Irpeg, accertata con pregresso avviso di accertamento non contestato, e delle relative sanzioni per infedele dichiarazione, tale sanzione è dovuta a prescindere dalla circostanza che l’imposta non dichiarata vada poi effettivamente riscossa, oppure debba essere compensata con crediti tributari rinvenienti dalla definitiva stabilizzazione di perdite […]
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Assegno di mantenimento, convivenza con altra persona
La mera convivenza del coniuge con altra persona non incide di per sé direttamente sull'assegno di mantenimento. Si rescinde, così, ogni connessione con tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale e, con ciò, ogni presupposto per la riconoscibilità di un assegno divorzile, fondato sulla conservazione di esso.
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Raccolta scommesse senza autorizzazione A.A.M.S.
Permangano dubbi interpretativi circa l'estensione delle libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi, come fissati negli artt.
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Ordine di esibizione, insindacabilità
Cassazione Civile, Sezione Lavoro, Sentenza n. 4375 del 23 febbraio 2010
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Controllo a distanza dei lavoratori dipendenti
La normativa a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro non ha in alcun modo modificato la disciplina di base a tutela della libertà e dignità del lavoratore, fissata dall'art.
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Controllo a distanza dell’attività dei lavoratori
Ai fini della operatività del divieto di utilizzo di apparecchiature per il controllo a distanza dell'attività dei lavoratori previsto dall'art.
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Rivendicazione dei beni ereditari, frutti indebitamente percepiti
Chi agisce per rivendicare i beni ereditari, eventualmente previo annullamento del testamento che ha chiamato all’eredità il possessore di buona fede, non può pretendere il risarcimento dei danni, ma soltanto i frutti indebitamente percepiti, nei limiti fissati dall’art. 1148 c.c. . Cassazione Civile, Sezione Seconda, Sentenza n. 5091 del 3 marzo 2010
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Testamento, onere della prova
E' compito di chi vuole avvalersi del testamento, e dunque dei contenuti, dimostrare che esso fu redatto in un momento di lucido intervallo.
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Incapacità del testatore, onere della prova
E' onere di chi assume che il testatore sia stato privo in modo assoluto, al momento della redazione dell'atto di ultima volontà, della coscienza dei propri atti ovvero della capacità di autodeterminarsi, di provare che il testamento fu redatto in un momento di incapacità di intendere e di volere.
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Sentenza, vizi della motivazione
Cassazione Civile, Sezione Seconda, Sentenza n. 5091 del 3 marzo 2010
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Statuizione di inammissibilità, impugnazione
Qualora il giudice, dopo una statuizione di inammissibilità (o declinatoria di giurisdizione o di incompetenza), con la quale si è spogliato della potestas iudicandi in relazione al merito della controversia, abbia impropriamente inserito nella sentenza argomentazioni sul merito, la parte soccombente non ha l'onere né l'interesse ad impugnare. Conseguentemente, è inammissibile, per difetto di interesse, l'impugnazione nella parte in cui pretenda un sindacato anche in ordine alla motivazione sul merito, svolta ad abundantiam nella sentenza gravata.
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Impugnazione del testamento per incapacità del testatore
E' inammissibile per difetto di interesse l'impugnazione del testamento per incapacità del testatore, ex art.
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Giudicato esterno a seguito di una sentenza della Cassazione
Cassazione Civile, Sezione Seconda, Sentenza n. 5091 del 3 marzo 2010
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Obbligo di restituzione nel contratto di deposito
Il soggetto attivo dell’obbligazione di restituzione insita nel contratto di deposito è il depositante, senza che il depositario possa esigere la prova della proprietà della cosa depositata. Ad eguale conclusione deve pervenirsi anche con riferimento all’obbligazione sostitutiva, avente ad oggetto l’equivalente pecuniario della cosa depositata, che incombe al depositario nel caso di perdita a lui […]
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Albergo, consegna della autovettura
Con la consegna delle chiavi della autovettura al vetturiere dell’albergo il contratto di deposito deve ritenersi perfezionato nei suoi elementi costitutivi, posto che, proprio attraverso tale consegna, è intervenuta la traditio, alla quale consegue l’obbligo di custodia e, quindi, la restituzione. Cassazione Civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 6048 del 12 marzo 2010
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Foro del consumatore, trattativa, onere della prova
Spetta al professionista, che contrapponga la sussistenza di una clausola di deroga del foro del consumatore, dare la prova positiva che essa è stata oggetto di specifica trattativa idonea, in quanto caratterizzata dagli imprescindibili requisiti della individualità, serietà ed effettività, ad escludere l'applicazione della disciplina di tutela del consumatore posta dal codice del consumo.
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Foro del consumatore, derogabilità
1469 bis c. c. , III C. , n. 19, e 1649 ter c. c. , il c. d. foro del consumatore è esclusivo ma derogabile, e la presunzione di vessatorietà della clausola di relativa deroga è superabile, ad onere del professionista, solamente con la dimostrazione dell'essere la medesima stata oggetto di trattativa, e ciò anche laddove la pattuizione si sia tradotta nell'indicazione derogatoria di una località coincidente con l'applicazione di uno dei criteri delineati dal codice di rito.
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Tutela del consumatore, trattativa
A precludere l'applicabilità della disciplina di tutela del consumatore è necessario che il ricorra il presupposto oggettivo della trattativa ex art. n. 206 del 2005, caratterizzata dagli indefettibili requisiti delle individualità, serietà ed effettività.
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Contratto non nell’esercizio della professione
Allorquando viene stipulato un contratto non nell'esercizio della sua professione un soggetto è invero per ciò stesso debole rispetto alla controparte per la quale invece tale stipulazione integri un atto della professione, con conseguente necessità di farsi pertanto luogo al giudiziale controllo, di carattere sostanziale, della regolamentazione contrattuale delle parti posta in essere.
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