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Rimborso credito d’imposta dividendi: compatibilità tra Direttiva e Convenzione

Una società francese (la Società Madre) ha richiesto il rimborso credito d’imposta dividendi relativi a utili distribuiti dalla sua controllata italiana (la Società Figlia). L’Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che la Società Madre aveva già beneficiato della Direttiva “Madre-Figlia” e non aveva provato l’effettiva tassazione in Francia. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la Direttiva “Madre-Figlia” e la Convenzione bilaterale sono compatibili. Per il rimborso credito d’imposta dividendi, è sufficiente che i dividendi siano inclusi nel reddito imponibile della Società Madre, senza necessità di dimostrare l’effettivo pagamento dell’imposta in Francia. La Corte ha così accolto il ricorso della Società Madre.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Tributaria

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Riferimento Sentenza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 25196 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 5 n. 25196/2022)

La Cassazione e il Rimborso Credito d’Imposta Dividendi: Chiarezza su Direttiva e Convenzione

Il rimborso credito d’imposta dividendi rappresenta un tema cruciale nel diritto tributario internazionale, specialmente per le società che operano tra diversi Paesi. La Corte di Cassazione ha recentemente fornito importanti chiarimenti in merito alla compatibilità tra la Direttiva “Madre-Figlia” europea e le Convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni. Questa sentenza è fondamentale per comprendere i diritti delle società estere che percepiscono dividendi da controllate italiane.

Il caso: il diniego del rimborso credito d’imposta dividendi

Una società francese, che chiameremo la Società Madre, aveva presentato diverse istanze all’Agenzia delle Entrate. Chiedeva il rimborso del credito d’imposta sui dividendi ricevuti dalla sua controllata italiana, la Società Figlia. Questi dividendi si riferivano a periodi d’imposta tra il 2000 e il 2003. La Società Madre rientrava nei requisiti della Convenzione Italo-Francese per evitare le doppie imposizioni, avendo detenuto una quota significativa della Società Figlia.

La posizione dell’Agenzia delle Entrate e dei giudici di merito

L’Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. Ha sostenuto che le istanze erano state presentate da un soggetto non legittimato. Inoltre, ha ritenuto che il rimborso non potesse cumularsi con i benefici già ottenuti grazie alla Direttiva “Madre-Figlia”. Infine, l’Agenzia ha rilevato l’assenza di una doppia imposizione effettiva. I giudici di primo e secondo grado hanno confermato questa posizione. Hanno ritenuto che chi aveva già usufruito dei vantaggi della Direttiva non potesse accedere anche a quelli della Convenzione. Hanno anche sottolineato la mancanza di prova dell’effettiva tassazione dei dividendi in Francia da parte della Società Madre.

La compatibilità tra Direttiva Madre-Figlia e Convenzione per il rimborso credito d’imposta dividendi

La questione centrale affrontata dalla Cassazione riguardava la presunta incompatibilità tra i benefici derivanti dalla Direttiva “Madre-Figlia” e quelli previsti dalle Convenzioni contro le doppie imposizioni. La Direttiva mira a eliminare la doppia imposizione economica dei dividendi tra società madri e figlie in Stati membri diversi. Le Convenzioni, invece, consentono al socio non residente di ottenere un credito d’imposta, riconoscendo che gli utili sono già stati tassati nello Stato della società che li distribuisce. La Corte ha chiarito che queste due fonti normative non sono alternative, ma possono coesistere. Il diritto al rimborso credito d’imposta dividendi non viene meno per il solo fatto di aver beneficiato della Direttiva.

Le motivazioni della Cassazione sul rimborso credito d’imposta dividendi

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Società Madre. Ha ribadito che il riconoscimento dell’esonero dalle ritenute, ottenuto grazie alla Direttiva “Madre-Figlia”, non esclude il diritto al rimborso del credito d’imposta previsto dalla Convenzione. Questo perché la Direttiva non elimina sempre il rischio di doppia imposizione economica. La Corte ha specificato che è sufficiente che il dividendo sia stato incluso nel reddito imponibile complessivo della Società Madre nel suo Paese di residenza. Non è necessario dimostrare l’effettivo pagamento dell’imposta in Francia. Questo principio garantisce la neutralità e l’efficienza fiscale internazionale, evitando che un reddito sia tassato due volte o che una società estera sia svantaggiata rispetto a una nazionale.

Le conclusioni della sentenza e il diritto al rimborso

La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha accolto l’originario ricorso della contribuente. Questo significa che la Società Madre ha diritto al rimborso credito d’imposta dividendi richiesto. La decisione sottolinea un principio fondamentale: le norme europee e le convenzioni bilaterali possono operare congiuntamente per eliminare la doppia imposizione. La scelta del contribuente di avvalersi di un sistema non preclude l’accesso all’altro, purché siano rispettate le condizioni specifiche di ciascuna normativa. La sentenza ha anche posto le spese legali della fase di legittimità a carico dell’Agenzia delle Entrate, mentre ha compensato integralmente le spese delle fasi precedenti.

Una società estera può chiedere il rimborso del credito d’imposta sui dividendi italiani?
Sì, una società estera può chiedere il rimborso del credito d’imposta sui dividendi ricevuti da una controllata italiana, a condizione che i dividendi siano inclusi nel suo reddito imponibile nel Paese di residenza.

La Direttiva Madre-Figlia e le Convenzioni contro le doppie imposizioni sono alternative?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che la Direttiva Madre-Figlia e le Convenzioni contro le doppie imposizioni non sono alternative, ma possono coesistere e i loro benefici possono essere cumulati, purché siano rispettate le condizioni di ciascuna normativa.

Devo dimostrare di aver pagato le tasse all’estero per ottenere il rimborso del credito d’imposta sui dividendi?
No, secondo la Cassazione, non è necessario dimostrare l’effettivo pagamento delle tasse sui dividendi nel Paese estero. È sufficiente che tali dividendi siano stati inclusi nel reddito imponibile complessivo della società beneficiaria.

Termini giuridici

Doppia imposizione
Situazione in cui lo stesso reddito viene tassato due volte, in Stati diversi o con imposte diverse.
Direttiva Madre-Figlia
Una norma europea che mira a eliminare la doppia tassazione dei dividendi distribuiti tra società madri e figlie situate in Stati membri diversi.
Ritenuta alla fonte
Una parte dell'imposta che viene trattenuta direttamente da chi eroga un pagamento (ad esempio, un dividendo) prima che il beneficiario lo riceva.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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