Definizione
Una trattenuta sulle somme di denaro dovute a un contribuente, effettuata direttamente da chi paga per conto dello Stato.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 176 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 60% dei casi il ricorso è stato accolto, almeno in parte.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 60%
- Rigettato 32%
- Inammissibile 2%
- Estinto 4%
- Altro 2%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Civile Sez. 595%
- Civile Sez. 64%
- Penale Sez. 71%
Precedenti più richiamati
- Cass. 5152/2022in 27 provvedimenti
- Cass. 3119/2000in 8 provvedimenti
- Cass. 25691/2022in 13 provvedimenti
- Cass. 21481/2022in 11 provvedimenti
- Cass. 1967/2020in 8 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
L'Agente della Riscossione ha notificato una cartella esattoriale a una società per oltre 235.000 euro per ritenute non versate. L'impresa ha impugnato l'atto contestando la tardività della notifica, la difesa dell'ente affidata a un avvocato del libero foro e la nullità della cartella di pagamento via PEC priva di firma digitale. I giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso della contribuente. La Corte ha stabilito che l'ente di riscossione può avvalersi di legali esterni e che l'assenza di firma digitale non invalida la cartella di pagamento via PEC regolarmente inviata all'indirizzo dell'impresa. Inoltre, la decadenza per la notifica decorre dal mancato versamento dell'ultima rata del piano concordato e non dalla dichiarazione originaria.
Continua »
Due risparmiatori hanno riscosso otto buoni fruttiferi postali della serie "Q". L'ente gestore ha liquidato una somma inferiore rispetto alle tabelle stampate sul retro dei titoli per il periodo dal ventunesimo al trentesimo anno. I titolari hanno avviato una causa per ottenere la differenza di quasi cinquemila euro, invocando l'affidamento sulle cifre letterali stampigliate. L'ente postale ha difeso il proprio operato applicando la ritenuta fiscale erariale del 12,5% su ciascuna capitalizzazione annuale degli interessi. I giudici di merito hanno dato ragione ai risparmiatori, ritenendo che il fisco dovesse incidere solo al momento dell'incasso finale. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito: l'imposta si applica per competenza anno per anno sugli interessi maturati, prevalendo sul dato stampato sul retro del titolo.
Continua »
Un ex lavoratore dipendente ha subito nel 1999 una ritenuta fiscale su somme percepite a titolo di incentivo all'esodo. Nel 2010 il contribuente ha presentato istanza per ottenere il rimborso IRPEF per incentivo all'esodo, sostenendo l'applicabilità retroattiva di un trattamento agevolato più favorevole. L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta per tardività. I giudici di merito hanno inizialmente dato ragione al contribuente, ritenendo che il termine di decadenza decorresse dall'entrata in vigore del regime più favorevole. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria, statuendo che il termine decadenziale di quarantotto mesi decorre improrogabilmente dalla data del versamento della ritenuta e non dalla sopravvenuta modifica normativa o giurisprudenziale.
Continua »
Un fondo di investimento tedesco ha ricevuto dividendi da società italiane nel 2003, subendo una ritenuta fiscale del 15%. Ha chiesto il rimborso, sostenendo una **discriminazione fiscale** rispetto ai fondi italiani, che beneficiavano di un regime più favorevole. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che l'applicazione di una ritenuta più elevata ai fondi esteri costituisce una restrizione alla libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE). La Corte ha quindi riconosciuto il diritto al rimborso integrale, annullando la decisione precedente che negava la discriminazione.
Continua »
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di tassazione dividendi esteri discriminatoria. Una società lussemburghese aveva ricevuto dividendi da una società italiana, subendo una ritenuta del 15%. L'Amministrazione finanziaria aveva negato il rimborso, ritenendo non provata la discriminazione rispetto alla tassazione dell'1,65% per le società italiane, né l'effettivo pagamento dell'imposta all'estero. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il regime fiscale applicato era discriminatorio e violava la libera circolazione dei capitali. Ha stabilito che la società estera doveva solo essere soggetta a imposta nel proprio paese, senza dover dimostrare l'effettivo pagamento. La sentenza precedente è stata cassata e il caso rinviato per una nuova decisione.
Continua »
Un Fondo di investimento tedesco ha chiesto il rimborso ritenuta dividendi applicata in Italia (15%) su utili di società italiane. Il Fondo sosteneva una discriminazione fiscale rispetto ai fondi italiani, che beneficiavano di esenzione o imposta sostitutiva inferiore (12,5%). L'Agenzia delle Entrate e le Commissioni tributarie precedenti avevano negato il rimborso. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che la normativa italiana creava una restrizione ingiustificata alla libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE). La Corte ha riconosciuto al Fondo tedesco il diritto all'esenzione, disponendo il rimborso integrale.
Continua »
Un fondo di investimento tedesco ha chiesto il rimborso della ritenuta alla fonte sui dividendi italiani, sostenendo una discriminazione fiscale fondi esteri. Il fondo ha subito un'aliquota del 15%, mentre un fondo italiano equivalente, con investitori non residenti da paesi 'white list', avrebbe goduto di esenzione totale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la differenza di trattamento viola il principio di libera circolazione dei capitali. La sentenza ha riconosciuto il diritto al rimborso integrale, annullando la decisione precedente che negava la discriminazione.
Continua »
Un Contribuente ha chiesto il rimborso ritenute alla fonte su emolumenti, ma la Commissione Tributaria Regionale ha negato tale diritto. Il Contribuente ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'applicazione di una norma specifica (Art. 33, D.L. 78/2010) e l'esistenza di un "giudicato esterno" su questioni simili. L'Agenzia delle Entrate si è opposta. La Corte di Cassazione, senza entrare nel merito della richiesta di rimborso, ha deciso di rinviare il caso a una diversa sezione civile per un'ulteriore valutazione, riconoscendo la complessità delle questioni sollevate e la necessità di un approfondimento.
Continua »
Un Fondo di investimento tedesco, gestore fiduciario di un patrimonio, ha ricevuto dividendi da società italiane nel 2003, subendo una ritenuta fiscale del 15%. Il Fondo ha chiesto il rimborso, sostenendo una discriminazione fiscale fondi investimento rispetto ai fondi italiani, violando l'Art. 63 TFUE sulla libera circolazione dei capitali. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, cassando la sentenza precedente. Ha affermato che la normativa italiana applicava un trattamento discriminatorio ai fondi non residenti rispetto a quelli italiani. La Corte ha riconosciuto il diritto al rimborso integrale della ritenuta.
Continua »
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un Contribuente un reddito superiore a quello dichiarato, basandosi su un accertamento sintetico (redditometro) che evidenziava versamenti per un aumento di capitale. I giudici di merito avevano annullato l'accertamento. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, chiarendo che per superare la presunzione di capacità contributiva, il Contribuente deve fornire una prova rigorosa che le somme provengono da redditi esenti o già tassati, non bastando la semplice indicazione della provenienza da terzi. La sentenza di merito è stata cassata.
Continua »
Una società olandese ha richiesto il rimborso delle ritenute subite sui dividendi percepiti da una società italiana tra il 2005 e il 2007. L'Italia aveva applicato una ritenuta del 15%, mentre per le società residenti l'imposizione era dell'1,65%. La società olandese lamentava una discriminazione fiscale in contrasto con la libera circolazione dei capitali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la Tassazione Dividendi Esteri al 15% era discriminatoria rispetto al regime interno. La Corte ha disapplicato la norma nazionale, riconoscendo il diritto al rimborso parziale fino all'1,65%, anche se esisteva una convenzione bilaterale.
Continua »
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di discriminazione fiscale fondi investimento. Un fondo tedesco, gestito da un'azienda e detenuto da un investitore, aveva chiesto il rimborso della ritenuta alla fonte del 15% sui dividendi italiani, sostenendo un trattamento fiscale peggiore rispetto ai fondi italiani, che beneficiavano di esenzione totale o imposta sostitutiva del 12,5%. La Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la normativa italiana creava una discriminazione fiscale ingiustificata, violando il principio di libera circolazione dei capitali. Ha quindi riconosciuto il diritto al rimborso integrale per il fondo tedesco.
Continua »
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa dall'Amministrazione Finanziaria per presunte irregolarità relative a ritenute alla fonte. Dopo alterne vicende giudiziarie nei gradi del merito, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata cartelle di pagamento, ai sensi dell'articolo 6 del Decreto Legge n. 193/2016. L'Agenzia delle Entrate ha verificato la regolarità dell'adesione e la relativa documentazione trasmessa dagli uffici locali. Di conseguenza, entrambe le parti hanno richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha preso atto della chiusura della pendenza fiscale e ha dichiarato l'estinzione del processo con la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Una società lussemburghese ha chiesto il **rimborso ritenuta sui dividendi** italiani per il 2009, sostenendo un prelievo fiscale eccessivo. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso per il 2009, contestando la prova dell'effettivo incasso dei dividendi. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato il diniego, ritenendo insufficienti gli estratti conto e richiedendo un `credit advice` o modello C.U.P.E. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. Ha annullato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale per difetto assoluto di motivazione, poiché non ha spiegato adeguatamente perché la documentazione prodotta non fosse idonea. Il caso tornerà alla Commissione Tributaria Regionale per una nuova valutazione.
Continua »
Un Contribuente ha chiesto il Rimborso ritenute Irpef, contestando l'applicazione di un'addizionale. L'Amministrazione Finanziaria si è opposta. La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso del Contribuente, che lamentava la mancata considerazione di precedenti sentenze definitive (giudicato esterno) relative alla stessa questione e la scorretta applicazione dell'Art. 33, D.L. 78/2010. La Suprema Corte ha riconosciuto la complessità della questione e, non trovando sufficienti elementi per una decisione immediata, ha rinviato gli atti a una diversa sezione civile per un approfondimento. Non c'è stata una decisione nel merito, ma un rinvio procedurale.
Continua »
Un fondo pensione statunitense ha contestato la tassazione sui dividendi ricevuti da società italiane. L'Italia applicava un'aliquota del 15% ai fondi extra-UE, mentre i fondi nazionali o comunitari pagavano l'11%. Il Fondo Estero ha chiesto il rimborso, sostenendo una discriminazione fiscale fondi pensione. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato. La Corte di Cassazione ha confermato che tale differenza di trattamento è illegittima. Essa viola il principio di libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE). Le giustificazioni dell'Agenzia non hanno retto. Il Fondo Estero ha ottenuto il rimborso delle imposte pagate in eccesso.
Continua »
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un fondo d'investimento statunitense che ha ricevuto dividendi da società italiane, sui quali è stata applicata una ritenuta del 15%. Il fondo ha contestato questa tassazione, ritenendola una discriminazione fiscale fondi esteri rispetto ai fondi italiani, che avrebbero pagato un'imposta sostitutiva del 12,5%. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che la convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e USA deve essere interpretata in conformità al principio di libera circolazione dei capitali dell'UE. Ha stabilito che anche i dividendi pagati ai fondi statunitensi devono beneficiare dell'aliquota del 12,5%, annullando la sentenza precedente e rinviando il caso per una nuova decisione.
Continua »
Un Fondo di investimento tedesco ha percepito dividendi da società italiane nel 2003, subendo una ritenuta alla fonte del 15%. Ha chiesto il rimborso totale, sostenendo una discriminazione fiscale fondi esteri rispetto ai fondi italiani, che erano esenti. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fondo, stabilendo che la tassazione differenziata violava il principio di libera circolazione dei capitali. La sentenza ha riconosciuto il diritto all'esenzione totale per il Fondo tedesco, equiparandolo ai fondi residenti.
Continua »
Un Fondo di investimento tedesco ha ricevuto dividendi da società italiane, subendo una ritenuta alla fonte del 15%. Ha contestato questa tassazione, ritenendola discriminatoria rispetto ai fondi italiani equivalenti, che in condizioni simili godevano di esenzione. La Corte di Cassazione ha riconosciuto che il trattamento fiscale dei dividendi fondi esteri era restrittivo della libera circolazione dei capitali. Ha quindi stabilito che il fondo tedesco aveva diritto alla stessa esenzione fiscale dei fondi residenti, annullando la ritenuta e ordinando il rimborso integrale delle somme versate.
Continua »
Un fondo di investimento tedesco e il suo investitore hanno chiesto il rimborso della ritenuta alla fonte del 15% sui dividendi italiani. Hanno sostenuto una **discriminazione fiscale fondi esteri** rispetto ai fondi italiani, che godevano di un'imposta sostitutiva del 12,5% o esenzione totale. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la tassazione differenziata violava la libera circolazione dei capitali. L'articolo 10 della Convenzione Italia-Germania doveva essere interpretato per applicare l'esenzione totale anche ai dividendi dei fondi esteri, se le quote erano sottoscritte esclusivamente da non residenti in Italia. La sentenza è stata cassata e la domanda di rimborso integrale accolta.
Continua »