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Furto Aggravato: Dichiarazioni de relato valide senza richiesta diretta

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Imputato condannato per furto aggravato, anche in abitazione. L’Imputato ha contestato la sua identificazione, avvenuta tramite le dichiarazioni de relato di un agente di polizia che aveva appreso l’informazione da un altro collega non interrogato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che le dichiarazioni de relato sono utilizzabili se le parti non hanno chiesto di sentire il testimone diretto. Il principio sancito è che l’inutilizzabilità scatta solo se il giudice omette di citare il testimone diretto nonostante una richiesta esplicita della parte. L’Imputato ha quindi perso e deve pagare le spese legali.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 24724 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 24724/2022)

Dichiarazioni de relato: quando sono valide in un processo penale?

La questione delle dichiarazioni de relato, ovvero le testimonianze indirette, è spesso al centro di dibattiti legali. Questo tipo di prova si verifica quando un testimone riferisce in tribunale non ciò che ha visto o sentito direttamente, ma ciò che gli è stato raccontato da un’altra persona. La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito i limiti e le condizioni di validità di queste dichiarazioni, offrendo un importante spunto di riflessione per chiunque si trovi coinvolto in un procedimento penale. Comprendere quando una testimonianza indiretta può essere utilizzata è fondamentale per la difesa e l’accusa.

Il caso: furto aggravato e identificazione contestata

Un Imputato ha ricevuto una condanna per due episodi di furto aggravato, uno dei quali avvenuto in un’abitazione. La Corte d’Appello aveva confermato questa condanna. L’Imputato ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. Il suo avvocato ha contestato un punto cruciale: l’identificazione dell’Imputato come autore dei furti. Questa identificazione era avvenuta tramite la testimonianza di un agente di polizia. L’agente, tuttavia, non aveva riconosciuto l’Imputato direttamente. Aveva invece riferito quanto appreso da un altro collega, che non era mai stato chiamato a deporre in tribunale. L’Imputato sosteneva che questa modalità di identificazione rendesse la prova inutilizzabile.

La validità delle dichiarazioni de relato

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente il ricorso dell’Imputato. I giudici hanno chiarito che le dichiarazioni de relato non sono automaticamente inutilizzabili. La legge stabilisce precise condizioni per la loro validità. Se una parte vuole che il testimone diretto, cioè la persona che ha fornito l’informazione originale, venga interrogato, deve chiederlo esplicitamente. Se questa richiesta non viene fatta, le dichiarazioni indirette possono essere considerate valide. La Corte ha sottolineato che l’inutilizzabilità di queste testimonianze scatta solo in un caso specifico: quando il giudice non chiama a deporre il testimone diretto, nonostante una richiesta chiara e tempestiva da parte di una delle parti processuali. Nel caso specifico, nessuna delle parti aveva chiesto di sentire il collega dell’agente che aveva fornito l’informazione originale. Questo aspetto è stato determinante per la decisione finale.

L’importanza di chiedere il testimone diretto per le dichiarazioni de relato

Questo principio è cruciale nel diritto processuale penale. Esso pone un onere preciso sulle parti. Se una parte ritiene che la fonte originale di una testimonianza indiretta sia fondamentale per la verità dei fatti, deve attivarsi. Deve chiedere al giudice di convocare e interrogare quella persona. Se non lo fa, non può poi lamentarsi che la testimonianza indiretta sia stata utilizzata. La Corte ha ribadito che la ‘fonte diretta’ dell’informazione, nel caso in esame, è rimasta sconosciuta per una scelta delle parti. Nessuno ha chiesto all’agente di polizia di rivelare l’identità del suo informatore, né ha chiesto di esaminare quest’ultimo. Questo ha reso il ricorso dell’Imputato manifestamente infondato.

Le motivazioni: la corretta applicazione delle norme sulle dichiarazioni de relato

La Corte ha motivato la sua decisione basandosi su un consolidato orientamento giurisprudenziale. Ha ribadito che le dichiarazioni de relato sono pienamente utilizzabili se le parti non hanno esercitato il loro diritto di chiedere l’esame del testimone diretto. L’inutilizzabilità, cioè l’impossibilità di usare quella prova, si verifica solo quando il giudice non convoca il testimone diretto, nonostante una richiesta esplicita e formale. Nel caso dell’Imputato, tale richiesta non è mai stata avanzata. Pertanto, la Corte d’Appello aveva correttamente valutato le prove, inclusa l’identificazione basata sulla testimonianza indiretta, non essendoci stata alcuna violazione delle norme processuali.

Le conclusioni: ricorso inammissibile e condanna alle spese per le dichiarazioni de relato

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell’Imputato inammissibile. Questo significa che il ricorso non è stato nemmeno esaminato nel merito, perché non rispettava i requisiti previsti dalla legge. Di conseguenza, l’Imputato è stato condannato a pagare le spese processuali. Inoltre, dovrà versare una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. La sentenza conferma che, in assenza di una richiesta specifica di sentire il testimone diretto, le dichiarazioni de relato mantengono la loro validità probatoria nel processo penale.

Cosa sono le dichiarazioni de relato?
Le dichiarazioni de relato sono testimonianze indirette, dove un testimone riferisce ciò che ha sentito dire da un’altra persona, anziché ciò che ha percepito direttamente con i propri sensi.

Quando le dichiarazioni de relato sono utilizzabili in un processo penale?
Sono utilizzabili quando nessuna delle parti coinvolte nel processo ha chiesto al giudice di chiamare a deporre il testimone diretto, cioè la persona che ha fornito l’informazione originale.

In quali casi le dichiarazioni de relato non possono essere utilizzate?
Non possono essere utilizzate solo se il giudice ha omesso di citare il testimone diretto, nonostante una richiesta esplicita e formale da parte di una delle parti processuali.

Termini giuridici

Dichiarazioni de relato
Sono testimonianze indirette, dove un testimone riferisce ciò che ha sentito dire da un'altra persona, anziché ciò che ha visto o percepito direttamente.
Inammissibilità
Indica che un atto, come un ricorso, non può essere esaminato nel merito perché non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.
Spese processuali
Sono i costi sostenuti per lo svolgimento di un processo, che includono tasse, onorari e altre voci, e che vengono solitamente posti a carico della parte soccombente.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico dove confluiscono le somme derivanti da sanzioni pecuniarie (multe e ammende) e altre entrate, destinate al finanziamento di attività e servizi nel settore della giustizia.
Ricorso
Un'istanza presentata a un'autorità giudiziaria superiore per chiedere la revisione o l'annullamento di una decisione precedente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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