LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Reato di danneggiamento: confermata la condanna in Cassazione

Un cittadino ha impugnato la sentenza di condanna per il reato di danneggiamento e per il porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. La difesa sosteneva che la condotta integrasse la meno grave fattispecie di deturpamento o imbrattamento e invocava la particolare tenuità per la contravvenzione sulle armi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. L’impugnazione si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte dai giudici di appello, senza denunciare specifiche violazioni di legge. La Suprema Corte ha confermato la piena validità della ricostruzione probatoria dei gradi precedenti, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e a un’ulteriore somma in favore della cassa delle ammende.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 43694 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 43694/2022)

Il reato di danneggiamento e la difesa dell’imputato

Il reato di danneggiamento rappresenta una delle fattispecie più frequenti nei procedimenti a tutela del patrimonio. Nel caso esaminato, i giudici di merito hanno condannato un soggetto per la distruzione di beni altrui e per il contestuale porto fuori dalla propria abitazione di strumenti pericolosi senza alcun giustificato motivo.

La difesa ha presentato ricorso per contestare la qualificazione giuridica della condotta. Il difensore sosteneva che i fatti rientrassero nella più lieve ipotesi di deturpamento o imbrattamento di cose altrui. Inoltre, l’imputato richiedeva il riconoscimento della lieve entità per la violazione della normativa sul porto di oggetti atti ad offendere.

I limiti del giudizio di legittimità

Il procedimento penale prevede regole molto rigide per l’accesso all’ultimo grado di giudizio. La Corte di Cassazione non costituisce un terzo grado di merito in cui ridiscutere i fatti o chiedere una diversa lettura delle testimonianze e dei rilievi tecnici.

Il ricorrente deve evidenziare specifici errori nell’applicazione delle norme di legge o macroscopiche contraddizioni logiche nel testo del provvedimento impugnato. La semplice riproposizione dei motivi già esaminati e motivatamente respinti dalla Corte di Appello determina un vizio insanabile dell’atto.

Le motivazioni: i presupposti del reato di danneggiamento e l’inammissibilità del ricorso

I giudici di legittimità hanno analizzato l’impugnazione rilevandone l’immediata inammissibilità. Il ricorso presentava un contenuto meramente reiterativo delle censure esposte nel precedente grado di giudizio, senza confrontarsi criticamente con le risposte fornite dai magistrati territoriali.

La Corte di Appello aveva ricostruito i fatti con una motivazione logica, esauriente e perfettamente aderente alle prove acquisite nel rispetto dei canoni processuali. I giudici territoriali hanno accertato la sussistenza della distruzione e dell’inservibilità del bene, elementi tipici del reato contestato. La richiesta di declassare il fatto a semplice imbrattamento nascondeva la volontà di sollecitare una nuova valutazione di merito preclusa al giudice di legittimità.

Le conclusioni: la condanna definitiva e le sanzioni pecuniarie

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato, rendendo definitiva la condanna penale inflitta nei gradi precedenti.

Il rigetto dell’impugnazione ha comportato conseguenze economiche dirette per il ricorrente. La legge impone il pagamento integrale delle spese processuali a carico della parte soccombente. Inoltre, la Suprema Corte ha ravvisato una colpa evidente nella presentazione di un ricorso inammissibile, condannando l’interessato a versare la somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende.

Qual è la differenza tra danneggiamento e imbrattamento?
Il danneggiamento comporta la distruzione, il deterioramento o la perdita di funzionalità della cosa, mentre l’imbrattamento altera temporaneamente l’aspetto esteriore del bene senza comprometterne l’uso.

Cosa accade se un ricorso in Cassazione ripete i motivi di appello?
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché non contesta validamente i vizi di legittimità della sentenza impugnata ma mira solo a una rilettura dei fatti.

Quali conseguenze economiche comporta la dichiarazione di inammissibilità?
L’interessato deve rimborsare le spese sostenute per il procedimento e pagare una sanzione pecuniaria alla cassa delle ammende, fissata equitativamente dai giudici.

Termini giuridici

Inammissibilità
Situazione in cui l'atto di impugnazione presenta difetti formali o sostanziali che impediscono al giudice di esaminare il merito della richiesta.
Giudizio di legittimità
Controllo svolto dalla Corte di Cassazione sulla corretta applicazione delle norme di legge, senza rivalutare le prove o i fatti concreti.
Cassa delle ammende
Fondo istituito presso il Ministero della Giustizia destinato al finanziamento di progetti di reinserimento dei detenuti e all'edilizia carceraria.
Porto di armi od oggetti atti ad offendere
Contravvenzione penale che punisce chi porta fuori dalla propria abitazione strumenti utilizzabili per recare offesa senza un giustificato motivo.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)