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Determinazione della pena: attenuante riconosciuta, ma la sanzione resta

Un Lavoratore è stato condannato per ricettazione di oggetti in oro. La Corte d’Appello ha confermato la condanna, riconoscendo un’attenuante speciale ma rideterminando la pena. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la determinazione della pena, ritenuta troppo alta nonostante l’attenuante. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la valutazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, purché motivata. La Corte d’Appello aveva giustificato la pena considerando il valore non minimale dei beni e i precedenti specifici del Lavoratore, nonostante il valore “ridotto” e le condotte riparatorie avessero giustificato l’attenuante.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 20827 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 20827/2022)

Introduzione alla Determinazione della Pena

La determinazione della pena è un momento cruciale nel processo penale. Essa stabilisce la sanzione che un individuo dovrà affrontare dopo essere stato riconosciuto colpevole di un reato. Questo processo non è automatico, ma richiede al giudice di valutare attentamente una serie di fattori. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito l’ampia discrezionalità del giudice di merito in questa fase, anche quando sono presenti circostanze attenuanti. Comprendere come funziona la determinazione della pena è fondamentale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento penale.

Il Caso: Ricettazione e la Pena Inflitta

La vicenda riguarda un Lavoratore condannato per il reato di ricettazione. Questo significa che il Lavoratore aveva ricevuto o acquistato oggetti, in questo caso oro, sapendo che provenivano da un reato. La Corte d’Appello aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado. Aveva confermato la condanna per le due condotte di ricettazione. Tuttavia, aveva riconosciuto un’attenuante speciale, prevista dall’articolo 648 del codice penale, ritenendola prevalente sulla recidiva specifica (cioè l’aver commesso un nuovo reato dopo una precedente condanna). Nonostante il riconoscimento di questa attenuante, la Corte d’Appello aveva rideterminato la pena inflitta.

La Questione della Determinazione della Pena

Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. Ha contestato la decisione della Corte d’Appello riguardo alla determinazione della pena. Secondo il Lavoratore, la pena base per il reato era stata fissata in misura eccessivamente alta. Questo era avvenuto nonostante il riconoscimento dell’attenuante. Il Lavoratore sosteneva che la Corte d’Appello aveva utilizzato gli stessi elementi per riconoscere l’attenuante e per giustificare una pena elevata. Questo, a suo avviso, creava una contraddizione o una manifesta illogicità nella motivazione della sentenza.

La Discrezionalità del Giudice nella Determinazione della Pena

La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito un principio consolidato nel diritto penale: la graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito. Questo vale sia per gli aumenti e le diminuzioni dovuti a circostanze aggravanti e attenuanti, sia per gli aumenti legati alla continuazione del reato. Il giudice esercita questa discrezionalità in aderenza ai principi stabiliti dagli articoli 132 e 133 del codice penale. Questi articoli indicano i criteri che il giudice deve seguire per stabilire la pena, come la gravità del reato, la capacità a delinquere del reo e le ragioni che lo hanno spinto ad agire. La Cassazione non può riesaminare la congruità della pena se la sua determinazione della pena non è frutto di un mero arbitrio o di un ragionamento illogico.

Le Motivazioni della Cassazione sulla Determinazione della Pena

Nel caso specifico, la Corte di Cassazione ha ritenuto che la decisione della Corte d’Appello non fosse arbitraria o illogica. Il giudice di appello aveva giustificato il riconoscimento dell’attenuante speciale. Lo aveva fatto basandosi su una valutazione complessiva dei fatti, in particolare sul valore “ridotto” dei beni ricettati e sulle condotte riparatorie messe in atto dal Lavoratore. Allo stesso tempo, la Corte d’Appello aveva motivato la determinazione della pena base. Aveva considerato il valore, seppur ridotto, non minimale dei beni ricettati. Aveva anche tenuto conto dei precedenti specifici del Lavoratore, che, sebbene risalenti, erano comunque gravanti sul prevenuto. Pertanto, la Cassazione ha concluso che il ricorso del Lavoratore era infondato riguardo alla pena.

Le Conclusioni del Giudizio

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Lavoratore inammissibile. Questa decisione comporta delle conseguenze pratiche. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre, è stato condannato a versare una somma di tremila euro a favore della cassa delle ammende. Questa somma è stata ritenuta equa, considerando i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso. La sentenza conferma che la discrezionalità del giudice nella determinazione della pena è un principio saldo, purché adeguatamente motivata.

Cosa significa “determinazione della pena”?
È il processo con cui il giudice stabilisce la sanzione (es. reclusione, multa) da applicare a chi ha commesso un reato, considerando la legge e le specificità del caso.

Un giudice può fissare una pena alta anche se riconosce un’attenuante?
Sì, il giudice ha un ampio potere discrezionale. Può bilanciare l’attenuante con altri fattori, come la gravità del fatto o i precedenti dell’imputato, per stabilire la pena finale.

Quando un ricorso è “inammissibile”?
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, impedendo al giudice di esaminarne il merito.

Termini giuridici

Ricettazione
Acquistare o ricevere beni sapendo che provengono da un reato, o intromettersi per farli acquistare o ricevere.
Attenuante
Circostanza che diminuisce la gravità di un reato e, di conseguenza, la pena.
Recidiva
Commettere un nuovo reato dopo essere stati già condannati per un reato precedente.
Inammissibile
Un ricorso o una richiesta che non può essere esaminato dal giudice perché non rispetta i requisiti di legge.
Pena base
La pena iniziale stabilita dal giudice prima di applicare aumenti o diminuzioni dovuti a circostanze aggravanti o attenuanti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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