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Ricorso per cassazione inammissibile se ripete solo l’appello

L’Imputato ha proposto impugnazione contro la sentenza di condanna emessa dalla Corte di Appello. A sostegno del ricorso, ha contestato la motivazione del giudizio di responsabilità penale. La Corte di Cassazione ha accertato che le censure presentate ripetevano pedissequamente le argomentazioni già disattese nel secondo grado, senza offrire una critica specifica. La Suprema Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non rappresenta un terzo grado di merito e che l’illogicità della motivazione deve risultare manifesta a prima vista. Di conseguenza, il giudice ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile, condannando L’Imputato alle spese processuali e al pagamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 24143 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 7 n. 24143/2026)

Il giudizio di legittimità e il ricorso per cassazione inammissibile

Il sistema processuale penale garantisce diversi gradi di tutela per verificare la responsabilità dell’imputato. Tuttavia, la Corte di Cassazione non svolge un nuovo esame dei fatti materiali o delle prove raccolte. La Suprema Corte effettua esclusivamente un controllo sulla corretta applicazione delle norme giuridiche e sulla tenuta logica della motivazione. Quando la difesa propone motivi generici o puramente ripetitivi, i giudici dichiarano il ricorso per cassazione inammissibile. Una recente pronuncia della settima sezione penale ha riaffermato questo confine invalicabile con grande chiarezza.

L’Imputato aveva tentato di contestare la sentenza di condanna riproponendo le medesime doglianze sollevate in appello. Gli ermellini hanno evidenziato la mancanza di una critica puntuale rivolta alle argomentazioni della corte territorialmente competente. Il rispetto delle regole di ammissibilità garantisce il corretto funzionamento della giustizia ed evita un uso strumentale dei gradi di impugnazione.

La ripetizione dei motivi d’appello e il divieto di un terzo merito

Nel caso analizzato, L’Imputato ha presentato impugnazione basandosi su un unico motivo di doglianza. La censura mirava a contestare la correttezza della motivazione posta a fondamento della sua responsabilità penale. I giudici di secondo grado avevano già analizzato ogni aspetto della vicenda, fornendo risposte dettagliate e logiche in un’ampia sezione della sentenza.

Nonostante questa spiegazione articolata, la difesa ha reiterato in modo meccanico le stesse obiezioni già rigettate. La giurisprudenza costante chiarisce che la semplice riproposizione dei motivi d’appello non soddisfa il requisito di specificità richiesto dalla legge. L’atto di impugnazione deve formulare una critica argomentata verso la decisione impugnata, evidenziandone i precisi difetti giuridici. La Cassazione non può trasformarsi in un terzo giudice del fatto, poiché la legge assegna questo compito unicamente ai giudici di merito.

Il vizio di motivazione e la valutazione della prova

La legge processuale penale permette di impugnare una sentenza per difetti di motivazione solo a determinate condizioni. L’illogicità del testo giudiziario deve essere manifesta ed evidente a prima vista. Il termine tecnico impiegato dai giuristi descrive un vizio percepibile ictu oculi, cioè senza la necessità di svolgere complesse indagini interpretative sui documenti.

Una semplice divergenza di opinioni sulla ricostruzione dei fatti non costituisce un vizio di legittimità. Se la motivazione del giudice di appello risulta esaustiva, coerente e priva di contraddizioni interne, la Corte di Cassazione non può intervenire. L’Imputato non ha dimostrato alcuna irrazionalità palese nel ragionamento dei giudici territoriali, limitandosi a sollecitare un’inammissibile rivalutazione dell’intero materiale probatorio.

Le motivazioni: la struttura del ricorso per cassazione inammissibile

Le motivazioni adottate dall’organo giudicante descrivono con precisione le ragioni del rigetto. I giudici di legittimità hanno rilevato che il motivo di ricorso non possedeva il carattere della specificità. La contestazione si risolveva in una copia conforme delle istanze d’appello, omettendo di confutare i passaggi chiave della sentenza di secondo grado.

La Corte ha riscontrato una ricostruzione dei fatti del tutto logica e priva di smagliature nella pronuncia impugnata. L’illogicità denunciata dalla difesa non possedeva il carattere della manifestezza richiesto dall’articolo 606 del codice di procedura penale. Di fronte a una motivazione esaustiva e priva di vizi evidenti, l’impugnazione è apparsa del tutto priva di sostanza giuridica. Tale condotta processuale ha configurato una critica soltanto apparente, determinando la chiusura immediata del procedimento.

Le conclusioni: l’esito della decisione e le sanzioni economiche

Il dispositivo dell’ordinanza stabilisce conseguenze severe e definitive a carico del ricorrente. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso, confermando in modo definitivo la condanna inflitta nei gradi precedenti. Il passaggio in giudicato della sentenza determina l’esecutività della pena stabilita.

Oltre al rigetto dell’impugnazione, la Corte ha condannato L’Imputato al pagamento di tutte le spese processuali maturate durante il giudizio. I giudici hanno anche disposto il versamento obbligatorio di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa sanzione pecuniaria punisce la presentazione di ricorsi manifestamente infondati che appesantiscono la macchina giudiziaria. La decisione ricorda l’importanza di valutare rigorosamente i presupposti tecnici prima di adire la Suprema Corte.

Perché la Cassazione rifiuta di riesaminare i fatti già giudicati in appello?
La Corte di Cassazione valuta esclusivamente la corretta applicazione della legge e la coerenza della motivazione, senza poter effettuare un terzo giudizio di merito sui fatti della causa.

Cosa succede se si ripropongono in Cassazione gli stessi motivi d’appello?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile per difetto di specificità, poiché non sviluppa una critica mirata e argomentata contro la sentenza impugnata.

Quali sanzioni economiche comporta un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente deve pagare tutte le spese processuali e una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende, determinata dal giudice fino a diverse migliaia di euro.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione che impedisce al giudice di decidere nel merito della domanda a causa di vizi formali o difetto di requisiti.
Ictu oculi
Locuzione latina che significa a prima vista, senza bisogno di un'analisi approfondita.
Cassa delle Ammende
Ente statale istituito presso il Ministero della Giustizia che gestisce i fondi derivanti dalle sanzioni pecuniarie.
Giudizio di legittimità
Fase processuale svolta in Cassazione volta a verificare solo il rispetto della legge e non la rivalutazione dei fatti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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