Il tema relativo alla prescrizione contributi Gestione separata interessa migliaia di liberi professionisti iscritti a ordini professionali privi di cassa autonoma. Il debito verso l’ente previdenziale nasce con la produzione del reddito. Tuttavia, il termine entro il quale l’ente può riscuotere le somme decorre soltanto dal giorno in cui scade il termine di pagamento. La controversia esaminata dalla Suprema Corte affronta il caso di una richiesta di pagamento notificata a inizio luglio 2014 per somme riferite all’anno d’imposta 2008.
La vicenda e il contrasto sul termine di pagamento
Un architetto ha contestato la richiesta di pagamento dell’ente previdenziale sostenendo l’intervenuta estinzione quinquennale del credito. La Corte territoriale ha accolto la tesi del lavoratore autonomo. Il giudice di merito ha individuato il giorno iniziale del termine nel 16 giugno 2009. Secondo questa ricostruzione, la richiesta di pagamento notificata nel luglio 2014 risultava tardiva. Di conseguenza, il credito previdenziale era stato dichiarato interamente estinto per decorso del quinquennio.
Il valore normativo della proroga dei versamenti
L’ente previdenziale ha impugnato la sentenza eccependo la mancata applicazione del decreto ministeriale che aveva disposto lo slittamento dei pagamenti. Un apposito provvedimento governativo aveva infatti differito al 6 luglio 2009 il termine per effettuare il saldo delle imposte e dei contributi per l’anno 2008. Tale differimento riguardava tutti i contribuenti soggetti agli studi di settore. I decreti che integrano la legge hanno piena efficacia regolamentare e spostano in avanti il giorno iniziale della decorrenza.
Le motivazioni: i criteri per la prescrizione contributi Gestione separata
I giudici di legittimità hanno accolto le ragioni dell’ente previdenziale chiarendo i principi sulla prescrizione contributi Gestione separata. La dichiarazione dei redditi costituisce una semplice comunicazione di dati e non determina la nascita del credito. L’obbligo sorge dal reddito prodotto, ma il tempo utile per la riscossione inizia a decorrere esclusivamente dal giorno in cui il pagamento diventa formalmente esigibile. Se un decreto statale proroga la data di versamento, anche il termine di estinzione quinquennale slitta automaticamente alla nuova data. Nel caso concreto, il termine ultimo per pagare era il 6 luglio 2009. L’atto interruttivo inviato nei primi giorni di luglio 2014 ha bloccato il decorso del tempo in modo tempestivo ed efficace.
Le conclusioni: vittoria dell’ente e rinvio alla Corte territoriale
La Suprema Corte ha annullato la decisione impugnata e ha rinviato il procedimento alla Corte d’appello in diversa composizione. Il nuovo collegio giudicante dovrà riesaminare la controversia applicando il principio secondo cui il credito previdenziale per l’anno 2008 non era prescritto. Il professionista dovrà quindi affrontare il merito della pretesa contributiva, poiché la richiesta dell’istituto è giunta prima della scadenza del termine quinquennale.
Da quale momento decorre il termine di prescrizione per i contributi previdenziali a percentuale?
Il termine decorre dal giorno esatto in cui scade il termine per effettuare il versamento delle somme e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Le proroghe fiscali stabilite con decreto governativo incidono sui termini previdenziali?
Sì, il differimento del termine per il versamento fiscale sposta in avanti anche la data iniziale per il calcolo della prescrizione dei contributi previdenziali.
Qual è il termine di prescrizione ordinario per i contributi dovuti alla Gestione separata?
Il termine ordinario di prescrizione per i contributi previdenziali della Gestione separata è pari a cinque anni dal momento in cui il pagamento doveva essere eseguito.