Il fenomeno del silenzio inadempimento visto rappresenta una sfida significativa per molti cittadini stranieri regolarmente residenti che desiderano ricongiungersi con la propria famiglia. Spesso, nonostante il possesso di un regolare nullaosta, le autorità consolari non forniscono risposte tempestive o non fissano gli appuntamenti necessari per la formalizzazione della domanda di visto.
Il caso del ricorso contro l’inerzia amministrativa
In una recente vicenda trattata dal Tribunale Ordinario di Roma, un cittadino ha presentato un ricorso d’urgenza per contrastare il silenzio mantenuto da una rappresentanza diplomatica. Il ricorrente, dopo aver ottenuto il nullaosta per moglie e figli, si era scontrato con l’impossibilità di ottenere un appuntamento, vedendo calpestato il proprio diritto all’unità familiare.
L’attivazione della procedura legale ha spinto l’Amministrazione a muoversi. Durante il corso della causa, l’autorità competente ha infatti documentato di aver finalmente fissato l’appuntamento richiesto. Questo evento ha cambiato radicalmente la natura del procedimento giudiziario.
La questione del rilascio immediato del visto
Un punto cruciale della discussione ha riguardato la richiesta del ricorrente di ottenere non solo l’appuntamento, ma il rilascio immediato dei visti in via d’urgenza. Il Tribunale ha dovuto valutare se esistessero i presupposti per un provvedimento così drastico, che scavalcasse l’ordinaria istruttoria amministrativa.
Il giudice ha ricordato che la procedura cautelare richiede la prova di un pericolo imminente e irreparabile. La semplice lontananza dai familiari, pur essendo una condizione dolorosa, è un elemento comune a tutti i procedimenti di ricongiungimento e non costituisce di per sé un’urgenza tale da giustificare un ordine di rilascio immediato del visto senza i dovuti controlli.
Le motivazioni
Le motivazioni del Tribunale si fondano sul principio della cessazione della materia del contendere riguardo al silenzio dell’amministrazione. Poiché l’appuntamento è stato fissato dopo l’avvio della causa, l’interesse principale del ricorrente (sbloccare l’inerzia) è stato soddisfatto. Per quanto riguarda la richiesta di emissione del visto, il giudice ha osservato che non sono stati presentati fatti oggettivi e specifici che dimostrassero un rischio eccezionale per la salute o la sicurezza dei familiari, rendendo quindi inammissibile un intervento sostitutivo del tribunale in via d’urgenza.
Le conclusioni
Le conclusioni della sentenza hanno portato al rigetto delle domande cautelari del ricorrente, in quanto l’azione amministrativa era già ripartita. Tuttavia, tenendo conto che il cittadino è stato costretto a rivolgersi al tribunale per ottenere ciò che gli spettava, il giudice ha disposto la compensazione integrale delle spese di lite, stabilendo che ciascuna parte sosterrà i propri costi legali. Questo provvedimento sottolinea l’importanza di agire legalmente per sbloccare le lungaggini burocratiche, pur mantenendo rigidi i criteri per i provvedimenti d’urgenza.
Cosa fare se l’ambasciata non fissa l’appuntamento per il visto?
È possibile presentare un ricorso d’urgenza in tribunale per accertare il silenzio inadempimento e obbligare l’amministrazione a procedere con l’istruttoria.
Il giudice può ordinare il rilascio immediato di un visto d’ingresso?
Solo in casi eccezionali dove sia provato un pericolo imminente e irreparabile per i richiedenti, altrimenti il giudice si limita a ordinare lo sblocco della procedura amministrativa.
Chi paga le spese legali se l’amministrazione risponde solo dopo il ricorso?
Il giudice può decidere di compensare le spese tra le parti, il che significa che ognuno paga il proprio avvocato, specialmente se l’intervento giudiziale ha portato alla risoluzione del problema.